Porto S. Elpidio: gli studenti dell\'Isitps a lezione di legalità

salvatore borsellino 3' di lettura 20/02/2010 - Un incontro per parlare di legalità e per sensibilizzare le giovani generazioni su un tema importante come la criminalità organizzata. Questo, in sintesi, il filo conduttore della “lezione” tenuta stamattina agli studenti dell’Isitps da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo il magistrato ucciso 17 anni fa nella strage di Via D’Amelio.

Presenti all’incontro anche il dirigente scolastico dell’Isitps Antonio Iandiorio, il vice sindaco Monica Leoni e il signor Luciano Meconi, promotore dell’incontro. “Ringrazio Salvatore Borsellino- ha spiegato il vice sindaco- perché ci ha dato la possibilità di ascoltare una testimonianza importante, un frammento di vita vissuta ed una lezione per le generazioni future che ci ha davvero emozionato”. Impressionante la somiglianza dell\'ingegnere Salvatore Borsellino con il fratello giudice antimafia. Salvatore, trasferitosi a Milano 27 anni fa, ora va in giro per l’Italia per parlare agli studenti della mafia e del sacrificio fatto da suo fratello per combatterla. “Dopo anni di silenzio- ha spiegato ai ragazzi- ora parlo per rabbia. Mio fratello sapeva della trattativa tra la mafia e lo Stato, era stato informato e per questo è stato ucciso. La strage di via D\'Amelio è una strage di Stato, pezzi delle istituzioni hanno lavorato per prepararla ed eseguirla. E’ per questo che chiedo giustizia e verità”.



Subito dopo Salvatore Borsellino è passato a ricostruire lo scenario di quel maledetto 19 luglio 1992, giorno della strage di Via D’Amelio: il ruolo di Bruno Contrada e dei servizi segreti civili presenti a Palermo al momento dell’esplosione, l\'incredibile sparizione dell\'agenda rossa del giudice Borsellino e il ruolo del capitano Arcangioli, filmato proprio mentre si allontana con la valigetta del magistrato contenente l’agenda. Il castello Utveggio che domina il ruolo dell\'esplosione e infine l\'attacco all\'onorevole Nicola Mancino che dice di non aver incontrato l\'1 luglio del 1992 il giudice Borsellino. “Una menzogna- ha detto Salvatore- Mancino dice addirittura che non conosceva mio fratello. Come faceva il neo ministro dell\'interno a non conoscere il giudice presente ai funerali di Falcone e che appariva in tutti i Tg nazionali? La verità è che da quell\'incontro mio fratello uscì sconvolto come testimonia il pentito Gaspare Mutolo.



Ma l\'onorevole Mancino ha sempre smentito questa mia ricostruzione negando perfino l’evidenza dei fatti, visto che in una agenda mio fratello aveva annotato quell’incontro”. Il lungo e commovente racconto di Salvatore Borsellino si è concluso con la lettura di una lettera, scritta a suo fratello da una studentessa. “Mio fratello- ha concluso- sapeva di dover morire ma, nonostante questo, era ottimista perché credeva nei giovani e nella loro capacità di cambiare il mondo. La vera educazione alla legalità deve partire dalle scuole e dalle famiglie ed è per questo che oggi sono qui, perché sarà grazie a voi se riusciremo ad avere una società migliore”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2010 alle 18:52 sul giornale del 22 febbraio 2010 - 1004 letture

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