Al teatro dell\'Aquila di Fermo \'Macbeth\' di Jurij Ferrini

teatro dell\'aquila 4' di lettura 08/02/2010 - Mercoledì 10 febbraio proseguono al Teatro dell’Aquila di Fermo con Macbeth di Shakespeare nella lettura del regista Jurij Ferrini gli appuntamenti di Classico contemporaneo, rassegna promossa dal Comune di Fermo e dall’AMAT in collaborazione con la Regione Marche e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dedicata alle esperienze più giovani della scena che da anni affianca con successo la stagione di prosa.

Con Classico Contemporaneo continua anche Scuola di platea , progetto di introduzione al teatro per gli studenti degli istituti superiori di Fermo promosso dall’AMAT e dal Comune di Fermo in collaborazione con il corso di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Il progetto è finalizzato a formare i ragazzi alla cultura teatrale grazie all’ospitalità offerta alle compagnie nell’ambito della rassegna “Classico Contemporaneo”. La partecipazione allo spettacolo è solo il momento centrale di un programma che prevede, a seconda dei casi, incontri propedeutici o di approfondimento. I seminari preliminari vogliono essere un momento propedeutico, volto a tracciare alcune linee di lettura dell’opera teatrale attraverso l’ausilio di materiali critici. Le scuole che partecipano al progetto sono il Liceo Classico “Annibal Caro”, l’Istituto d’Arte “U. Preziotti”, il Liceo Scientifico “T. C. Onesti”, il Liceo sociopsicopedagogico “Annibal Caro” e l’Istituto Tecnico Industriale “G. M. Montani”. Nella seconda fase, Scuola di platea si sposta a teatro, dove gli studenti assisteranno agli spettacoli. La conclusione del progetto prevede - il giorno successivo alla visione dello spettacolo - l’incontro con la compagnia, occasione per confrontare quanto studiato criticamente e poi visto a teatro con gli stessi artefici della messinscena.



Macbeth è uno dei capolavori shakespeariani, una storia così fosca ed emozionante da aver raccolto negli anni persino il pregiudizio di essere segnata dalla cattiva sorte. La sorte e il destino sono infatti il perno su cui poggia l’intera opera: un uomo, un guerriero, Macbeth, combatte contro un destino inevitabile incatenato dalla sua ambizione per un braccio e dalla sua coscienza per l’altro. È un uomo nuovo, un eroe moderno che segue figure come quella del principe Amleto e che si pone, almeno nella prima parte, interrogativi assordanti sulla sua coscienza in contrapposizione alla sua ambizione, ambizione che lo spingerebbe a macchiare le sue mani di sangue per ottenere ciò che il destino gli ha posto di fronte attraverso la profezia di tre streghe: Macbeth un giorno sarà re. Da quel momento, pungolato dalla straordinaria figura della moglie, la celeberrima Lady Macbeth, spinge il destino a compiersi e affonda nel sangue fino alla prevedibile disfatta finale.



“Con gli attori – scrive Jurij Ferrini nelle note allo spettacolo - abbiamo lavorato in diverse riprese per questa messinscena e molto spesso in spazi aperti e suggestivi, un cimitero sconsacrato, boschi impervi, allo scopo di far sì che i rumori del bosco, il silenzio delle pietre, il movimento dell’aria, l’energia vocale e fisica che si sprigionano lavorando in un luogo aperto, entrassero “sotto la pelle”, costituissero una esperienza da restituire poi su un palcoscenico tradizionale. Provando lo spettacolo, sviscerando il testo e l’azione, mi sono reso conto che in fondo esiste persino un forte umorismo nero e sinistro in quest’opera, umorismo che nella mia fantasia mi riporta a quella tradizione inglese delle dark commedies, filone che fu la base di tanta produzione artistica di quel fervido paese e che arrivò a lasciare tracce più che evidenti nei film di Alfred Hitchcock. La leggerezza nella tragedia porta ad uno sguardo delicato e divertito, se non propriamente umoristico, sul dipanarsi della trama. La sfida di far arrivare al pubblico questa storia senza appesantirla mi appassiona; del resto questo è il teatro che pratico da un po’ di anni, senza sofismi intellettuali e orpelli visivi, nella semplicità e nell’immediatezza della recitazione.”



Lo spettacolo è prodotto da Progetto U.R.T., Compagnia Jurij Ferrini e Teatro Regionale Alessandrino. Per informazioni e biglietti: biglietteria del Teatro dell’Aquila (tel. 0734 284295). Inizio spettacolo ore 21.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2010 alle 17:49 sul giornale del 09 febbraio 2010 - 1053 letture

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