Rifiuti: Di Ruscio, precisazioni per evitare malintesi

saturnino di ruscio 5' di lettura 06/12/2009 - In merito alle dichiarazioni del sindaco di Porto San Giorgio Andrea Agostini credo sia opportuno precisare quanto segue per evitare malintesi tra le Amministrazioni di Fermo e Porto San Giorgio e tra Asite e comuni.

Il decreto legislativo n° 36 del 2003 impone ai soggetti gestori di discariche di adeguare la tariffa affinchè provvedano a gestire gli impianti stessi per un minimo di 30 anni anche dopo la chiusura (post mortem). E’ evidente che per rispettare questa nuova imposizione tutti i soggetti gestori hanno dovuto rivedere il proprio piano economico finanziario per garantire questa tutela trentennale a favore di tutto il territorio.

Premesso questo, è altrettanto evidente che, mentre per le di scariche di Porto Sant’Elpidio e Torre San Patrizio la definizione della nuova tariffa è avvenuta due anni fa, per quella di Fermo purtroppo è avvenuta solo da qualche giorno attraverso l’imposizione da parte dell’Amministrazione provinciale di una tariffa politica, come già detto di 58 euro, che se da una parte garantisce il post mortem per 30 anni, non garantisce affatto la copertura dei costi di gestione ordinaria annuali.


E’ evidente che l’Asite ha accettato le varie condizioni anche perché, ulteriori ritardi, avrebbero penalizzato i comuni aderenti. Di fronte ad un aumento spalmato su 5 anni (come per Porto Sant’Elpidio e Torre San Patrizio) appare evidente che Fermo dovrà raggiungere lo stesso obiettivo in meno tempo, dovendo recuperare in soli 3 anni le somme per garantire il post mortem, con una distribuzione dei costi meno graduale. Non si può comunque sfuggire da un adempimento di legge. E’ evidente inoltre che si tratta di una tariffa politica, visto che tutti e tre gli impianti hanno adottato la stessa quota. Va però detto che quello di Fermo, rispetto agli altri impianti, deve farsi carico di costi di circa un milione di euro che altre strutture non hanno come ad esempio il trattamento del percolato.


Nell’articolo si richiama l’esempio di Ascoli, va detto che quest’ultima ha avuto negli anni contributi consistenti da Regione e Comunità Europea che hanno abbattuto in modo consistente i costi di ammortamento, in quanto localizzata nell’area Obiettivo 2. Ciò non è avvenuto per Fermo, dove gli impianti che abbiamo oggi sono stati realizzati dal Comune e dove purtroppo ci sono comuni che non pagano (o lo fanno in ritardo) per il conferimento dei rifiuti, come la stessa Porto San Giorgio.


C’è poi la Regione che non adempie alle spese di manutenzione straordinaria dell’impianto di compostaggio ed i privati che hanno fallito e non pagano il loro smaltimento con successivo ricorso a provvedimenti giudiziari da parte dell’Asite. Tutto questo comporta oneri ulteriori che l’Asite deve cercare di sopperire altrove tramite il Comune o gli istituti bancari. Per essere molto chiari: l’Asite deve riscuotere crediti di circa 4 milioni di euro da comuni, Regione, privati ed altre istituzioni.


Come Sindaco ho confermato la disponibilità della gradualità nell’applicazione della tariffa, fermo restando che l’importo complessivo non può che essere quello che deriva dal Piano Economico Finanziario perché altrimenti l’azienda dovrebbe chiudere l’attività per carenza di risorse con i danni conseguenti per il territorio. Vorrei ricordare al collega Agostini che la tariffa applicata attualmente dalla discarica di Fermo è quella del 2001, definita dalla Giunta Fedeli. In questi 9 anni, nonostante il raddoppio dei costi energetici e del personale, non ci sono stati aumenti e neanche adeguamenti Istat previsti per legge. Lo stesso Comune di Fermo si impegnò a non aumentare la tariffa fino alla costituzione del consorzio.


La buona fede della mia amministrazione comunale in questo accordo, sta nel voler sottolineare l’importanza di raggiungere la costituzione del consorzio legando a questo obiettivo l’adeguamento della tariffa. Un passo che comporterà vantaggi al Comune di Fermo rispetto alla situazione attuale. Mentre oggi è l’Asite e quindi il Comune di Fermo a far fronte ai mancati introiti, sarà poi il futuro consorzio a farsi carico per sopperire ai non pagamenti o a quelli ritardati.


Se qualcuno pensa che tramite la gestione dei rifiuti l’Asite e il Comune possano trarre un utile con le tariffe bloccate da quasi 10 anni le cose sono due: o era ingiustificato l’aumento di 10 anni fa attuato dalla Giunta Fedeli, oppure è vero il contrario, cioè che l’Asite sta lavorando in passivo ed è il Comune di Fermo che provvede a garantire la continuità e l’efficienza del servizio.

Il fatto che il Comune di Fermo prima e l’Asite poi stiano garantendo lo smaltimento per i comuni del fermano, parte dell’Ascolano, attualmente anche del maceratese, e considerata la richiesta arrivata dalla della Provincia di Ancona, tutto ciò sta a significare l’oggettivo riconoscimento di una gestione attenta e accorta e lungimirante. Asite che ha acquisito lo scorso anno un appezzamento di terreno di circa 11 ettari che garantirà lo smaltimento dei rifiuti per i prossimi 20 anni, anche se non saranno ne l’Asite ne il Comune di Fermo a gestire l’impianto. Ci siamo comunque fatti carico del futuro del territorio.

da Saturnino Di Ruscio
sindaco di Fermo




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2009 alle 18:25 sul giornale del 07 dicembre 2009 - 953 letture

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