Il depuratore di San Tommaso è nato dall\'esigenza di servire la zona nord ovest

comune di fermo 3' di lettura 30/11/2009 - In risposta alle dichiarazione apparse sulla stampa in merito al depuratore di San Tommaso si precisa quanto segue.

Il nuovo impianto è nato dall’esigenza di servire la zona nord ovest della città di Fermo su indicazione del Consiglio Comunale. Si è dato anche rilievo all’obiettivo di eliminare il depuratore di Lido di Fermo che si trova a soli 200 metri dal mare. Insieme a questo c’è la non conformità, ai fini della raccolta e depurazione dei reflui urbani, della zona nord della città di Fermo e di tutta l’area di Campiglione.



Una carenza documentata dalla Regione Marche e che comporta pesanti sanzioni. Da segnalare anche una lettera, protocollata il 10 marzo 2008 e firmata dal presidente dell’Associazione Valle San Marco Stefano Renzi, in cui si legge, a dimostrazione della condivisione del progetto: “…A San Marco già sono stati elaborati e resi esecutivi ben altri tre progetti di pubblica utilità e di grande impatto ambientale quali (motodromo, mare-monti, depuratore)…” Su queste premesse l’ATO 5, a cui compete la programmazione dell’ambito territoriale, e il CIIP hanno individuato l’area di San Marco alle Paludi/San Tommaso per la localizzazione del nuovo depuratore. Al Comune di Fermo sono stati semplicemente proposti tre siti tra cui scegliere, tutti situati nell’area in questione e a circa 500/600 metri di distanza l’uno dall’altro. L’amministrazione ha individuato quella attuale considerato anche le minime differenze con le altre soluzioni ed i più bassi costi di gestione. Il Comune di Fermo non è mai stato contrario a soluzioni diverse da quelle prospettate, fermo restando che ci sono dei vincoli significativi di cui bisogna tener conto.



Primo tra tutti la procedura d’infrazione comunitaria che la Commissione Europea ha avviato nei confronti della Regione Marche in merito all’irregolarità dell’agglomerato di Fermo in materia di raccolta e depurazione dei reflui urbani con relative pesanti sanzioni che, come si legge nella lettera della Regione sono: “Composte da una quota immediata, dell’ordine di grandezza dei 10 milioni di €, e di una quota giornaliera, per ogni giorno di ritardo al raggiungimento della conformità, compresa tra i 300.000 ed i 400.000 €”. C’è poi la possibile perdita del finanziamento del Ministero dell’Ambiente. In una lettera inviata in data 24 novembre dalla Regione Marche al Comune di Fermo si legge testualmente che è stata“ Più volte considerata l’ipotesi di revoca del finanziamento per il depuratore del Basso Tenna a causa del ritardo ormai intollerabile dell’avvio dei lavori.



La Regione potrebbe ritenere opportuno chiedere lo spostamento al Ministero dell’Ambiente del finanziamento a favore di ulteriori stralci di altri interventi già in corso, muniti di progetti e autorizzazioni, finalizzati a superare le difformità in altre parti del territorio regionale”. Si ribadisce: nessuna contrarietà a soluzioni tecniche differenti. Ci sono pesanti ostacoli da superare. Chi banalizza i problemi rischia di creare più danni (perdita finanziamento e pesanti sanzioni, tutto a carico della collettività) rispetto a quelli oggi solamente temuti. Chiunque attribuisca allo scrivente un pensiero diverso da questo appena esposto, è evidente, se ne assumerà la responsabilità. Per essere ancora più chiari: al Sindaco di fermo non dispiace certo portare i reflui della città al depuratore di Porto Sant’Elpidio, l’importante è che si superino i problemi sopra citati.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2009 alle 19:04 sul giornale del 01 dicembre 2009 - 2417 letture

In questo articolo si parla di fermo, Comune di Fermo





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