Porto San Giorgio: il sindaco scrive agli altri comuni sulla privatizzazione dell\'acqua

salvacqua 3' di lettura 29/11/2009 - Caro Collega, In questi giorni torna alla pubblica attenzione il problema della gestione delle risorse idriche e del ciclo integrato delle acque. Ancora non conosciamo le norme che regolamenteranno il settore, ma già si assiste ad una levata di scudi pronti a combattere per un vessillo che suona sinistramente come la “privatizzazione dell’acqua”.

Dobbiamo però distinguere fra la proprietà delle reti e dell’acqua, che rimarrà pubblica, e la sua gestione con connessa manutenzione i cui oneri oggi vengono garantiti dalla tariffa applicata in bolletta dove a maggiori spese di gestione corrispondono bollette più care. In Italia è noto che non tutti i gestori operano nel rispetto di criteri di efficacia, efficienza, ed economicità, se è vero che a servizi simili corrispondono nel territorio nazionale tariffe spesso notevolmente differenti, cosicché a tutela di tutti noi utenti, ben venga una legge che ci consenta di risparmiare moneta, preservando la natura pubblica di un bene vitale come l’acqua. Stante quindi l’estrema attualità del tema, Vi invito oggi pertanto ad una riflessione su come viene programmato e gestito il ciclo integrato delle acque nel nostro territorio. La programmazione ed il controllo sulla gestione è compito degli AATO e la nostra provincia vede il proprio territorio diviso in due ambiti: AATO n 5 e AATO n. 4.

In particolare l’AATO n. 5 estende il proprio ambito dal fiume Tronto al Tenna, dal Mare ai Monti, occupando gran parte del territorio della nuova provincia di Fermo. La singolarità è che negli AATO partecipa soltanto la provincia che ha il maggior territorio ricadente nell’ambito, cosicché i comuni della neocostituita provincia del fermano ricadenti nell’AATO 5 vedono la programmazione ed il controllo del proprio territorio unicamente in mano alla Provincia di Ascoli Piceno. Considerazione a parte merita poi l’organo di gestione, la CIIP spa. In origine il Consorzio Idrico ha programmato e gestito il settore idropotabile, per anni, poi la svolta; la trasformazione in spa. Anche allora il nuovo assetto societario era temuto da molti come una sorta di primo passo per la privatizzazione dell’acqua, ma a tutt’oggi tali timori sono rimasti infondati. Nessuno voleva privatizzare, ma solamente ottemperare alla nuova norma che imponeva la separazione fra la gestione e la programmazione.

Il secondo passo fu la fusione con la Vettore spa che diede origine alla CIIP spa odierna. Negli atti costitutivi, statuto e regolamento, venne riconosciuta ai territori della ex Vettore una propria identità riservandone una presenza all’interno della CIIP spa con una quota ben maggiore dell’effettiva consistenza della stessa Vettore. Ma oggi, ritengo, con la nuova realtà della Provincia di Fermo, abbia senso chiedere la modifica dello statuto e del regolamento della CIIP spa partendo anche dalla constatazione che da molti anni, il presidente della CIIP è sempre una persona di Ascoli Piceno; che il presidente attuale non ha un vice, storicamente invece eletto nel territorio fermano; che il Direttore generale è di Ascoli Piceno così come l’intero gruppo dirigenziale.

Ritengo pertanto che i tempi siano maturi perché la Provincia di Fermo e i Comuni del fermano abbiano voce e quindi rappresentanza tanto nella AATO quanto nella CIIP spa e che tale argomento debba ormai essere affrontato da tutti noi in sinergica azione territoriale. Cordialmente. Il Sindaco di Porto San Giorgio Avv. Andrea Agostini





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2009 alle 16:05 sul giornale del 30 novembre 2009 - 1896 letture

In questo articolo si parla di attualità, acqua, porto san giorgio, Comune di Porto San Giorgio





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