Porto S. Giorgio: sulla lottizzazione di Via Medi la proposta della maggioranza non cambia

andrea agostini 3' di lettura 18/11/2009 - Il sindaco Agostini e l’assessore Marinangeli puntualizzano la situazione: “Abbiamo approvato in Consiglio comunale una delibera identica alla proposta dei privati, che ora non vogliono firmarla: ma la nostra posizione rimane la stessa ed abbiamo convocato i privati per la firma”.

Sulla lottizzazione di Via Medi l’Amministrazione comunale ha fatto la sua parte per trovare una soluzione. Se non si firmerà l’accordo i privati se ne dovranno assumere la responsabilità”. Il sindaco di Porto San Giorgio Andrea Agostini e l’assessore all’urbanistica Marco Marinangeli chiariscono il quadro sul provvedimento deliberato in Consiglio comunale per raggiungere un accordo relativo alla palazzina nel quartiere Santa Vittoria.


Deliberato che però ora viene contestato dai privati. “Il 16 novembre – sottolineano sindaco e assessore – abbiamo ricevuto una lettera dalla Edil Coop Prisma in cui si prende atto della non volontà di raggiungere un accordo da parte del Comune e ci si affida all’unica soluzione delle vie giudiziarie. Non è affatto così. Proprio ieri, 17 novembre, a firma del dirigente Luigi Scotece i privati sono stati invitati in Comune per firmare l’accordo integrativo per il prossimo 25 novembre”.


In merito a tale accordo, Agostini e Marinangeli precisano che “la delibera passata in seduta consiliare è identica alla bozza di accordo che ci è stata proposta dalla Edil Coop Prisma, tant’è che nel corso del dibattito c’è stato anche chi, nelle file delle minoranza, ci ha criticato per esserci accordati accettando in toto le condizioni dei privati. Lo abbiamo fatto certo non nell’interesse dei privati, ma perché esiste una doppia finalità pubblica: quella di sistemare il problema della viabilità in quella strada e di consentire a decine di giovani coppie e famiglie di accasarsi”.


L’affaire Via Medi nasce durante gli anni della precedente amministrazione. L’edificio è stato eretto, alle condizioni di garantire una strada dell’ampiezza di 10.5 metri ed un marciapiede di 5. La nuova amministrazione, accertata la violazione, effettuò un’ordinanza di demolizione, cui seguì un tentativo di accordo tra le parti per mettersi in regola dall’abuso edilizio compiuto.


Il Comune ha dato la sua disponibilità a rinunciare ad un metro e mezzo di marciapiede, che passerebbe così da 5 a 3.5 metri, a patto del mantenimento di una sede stradale di 10.5 metri. “Abbiamo rispettato le condizioni – aggiungono Sindaco e assessore – così come assicurato anche in un partecipato incontro pubblico con i futuri condomini dell’edificio qualche mese fa. Abbiamo preso il testo della proposta deliberando ciò che ci veniva chiesto. Una procedura che prevede un solo passaggio in Consiglio comunale, come da legge 241 del 1990, al posto dell’adozione di una variante urbanistica. Abbiamo fatto ciò che ci competeva ed attendiamo i privati per la firma.


Un’amministrazione comunale non è nel potere di sanare l’abuso edilizio che è stato compiuto. Lo dice chiaramente una sentenza del Tar Liguria del 2006: ‘l’amministrazione non dispone o transige con l’autore dell’abuso sul doveroso esercizio del potere sanzionatorio o repressivo, quindi sull’interesse pubblico primario volto al riequilibrio dell’assetto urbanistico violato. Bensì può al più identificare e graduare in via consensuale gli interessi secondari.


In caso di repressione di abusi edilizi un nucleo di negozialità è rintracciabile laddove amministrazione e privato individuano le misure ripristinatorie, graduano le modalità di esecuzione di esse, stabilendo che, una volta adempiute, sarà rilasciato il permesso di costruire in sanatoria’. Ciò significa che tutto quello che era in potere del Comune è stato fatto, ma certo non sta a noi caricarci tutta la responsabilità per gli errori che sono stati commessi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2009 alle 16:31 sul giornale del 19 novembre 2009 - 3507 letture

In questo articolo si parla di politica, porto san giorgio, andrea agostini, Comune di Porto San Giorgio





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