Porto S. Giorgio: Agostini, sul commercio scelte dannose della Regione

andrea agostini 3' di lettura 07/11/2009 - Il Sindaco di Porto San Giorgio determinato a proseguire sulla liberalizzazione delle aperture nei festivi: “Nessuno pensa a quali danni si ripercuoteranno su economia e occupazione”.

Come noto, nei giorni scorsi la Regione Marche ha approvato il testo unico sul commercio, che riduce a 23 le deroghe festive per l’apertura concesse agli esercizi commerciali, con la possibilità di estensione fino ad un massimo di 26 giornate. Parliamo quindi di due date in meno rispetto a quelle concesse con i regolamenti attualmente in corso. Qualcuno si è chiesto che cosa comporterà la riduzione delle aperture nei festivi? Qualcuno ha pensato a quanto ammonta il danno causato agli esercenti della nostra Regione? Su chi cade questa responsabilità?



In questi mesi mi sono battuto a lungo sull’applicazione di regole finalizzate alla libertà di mercato e di concorrenza, con pari condizioni per tutti. Quando la Regione prevede la possibilità di un maggior numero di deroghe all’apertura per alcuni comuni montani, in base a quale criterio lo fa? Quando si consentono maggiori permessi per i centri storici, in base a quale criterio lo si fa? E quando si stabilisce una distanza massima di metri dalla battigia per le località costiere per consentire l’apertura entro un determinato perimetro, in base a quale criterio lo si fa? A me sembra evidente che si tratti di misure che discriminano il mercato e falsano la concorrenza. La cosa più semplice sarebbe stata una liberalizzazione del commercio valida per tutti.



Oppure la Regione avrebbe potuto benissimo delegare la gestione ai singoli Comuni. Invece ha prodotto un testo unico che è sinonimo di meno produzione, meno vendite, meno lavoro. Qualcuno si strappa le vesti per la bocciatura di un emendamento volto a garantire condizioni agevolate per outlet e spacci aziendali. Ancora una volta si ragiona in termini di figli e figliastri e così facendo si distorce la concorrenza. Non posso accettare che la parte sud delle Marche perda ricchezza, lavoro e dinamismo commerciale a favore di altre regioni come Umbria e Abruzzo. Francamente trovo anche imbarazzante il silenzio dell’Associazione nazionale comuni italiani regionale in questa materia che riguarda tutte le nostre città.



Garantisco che a Porto San Giorgio la possibilità di fare commercio e lavorare per chi lo voglia continuerà, a partire da questa domenica. Proporremo giochi per bambini lungo il viale della stazione, non ci saranno questa settimana i mercatini gastronomici, che riprenderanno domenica prossima con produttori di olii, ma artisti di strada, che accompagneranno, prima e dopo lo spettacolo, l’esordio della stagione di teatro per ragazzi al Teatro comunale. Questa è Porto San Giorgio, città viva e città aperta, in primis alle famiglie ed ai bambini. Noi continuiamo così, anche perché credo sia preferibile portare la gente nei viali e nelle piazze, piuttosto che nei centri commerciali e negli spacci aziendali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2009 alle 18:17 sul giornale del 09 novembre 2009 - 976 letture

In questo articolo si parla di attualità, porto san giorgio, andrea agostini, Comune di Porto San Giorgio





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