Reticolo idrografico: la messa in sicurezza deve essere costante

fiume 1' di lettura 29/10/2009 - Quella della messa in sicurezza del reticolo idrografico deve rappresentare una costante e non qualcosa di straordinario che arriva a seguito di un’emergenza.

Nel caso specifico dell’esondazione del fiume Ete dello scorso 2 giugno è quanto mai necessario puntare ad un monitoraggio continuo. Un compito affidato alla Provincia dalla Legge Regionale 13 del 1999 togliendo ai consorzi di bonifica quella che era una loro specificità.


La gestione del reticolo deve passare attraverso dei punti ben precisi. Primo tra tutti quello del monitoraggio, che presuppone la conoscenza analitica del territorio. In tal senso avere un consorzio di bonifica ben inquadrato e integrato con le realtà agricole rappresentava un grande vantaggio, considerata l’esperienza centenaria (Consorzio del Tenna) in materia. Bisogna poi procedere all’individuazione delle criticità, seguita da interventi specifici e mirati. Ultimi due punti di cui tener conto sono i costi e la manutenzione generale mirata alla prevenzione e sicurezza idraulica. Tutti questi aspetti sono stati già esaminati nel 2000/2001 dal consorzio di bonifica del Tenna, prima della fusione, voluta dalla Regione, con il Tronto e l’Aso.


Un piano di gestione che ha interessato tutto il bacino idrogeologico del Tenna, Ete Vivo ed Ete Morto. Lo studio potrebbe rappresentare uno strumento valido per l’ente Provincia responsabile di questo specifico settore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2009 alle 15:28 sul giornale del 30 ottobre 2009 - 1100 letture

In questo articolo si parla di fiume, politica, fermo, Comune di Fermo





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