Al teatro dell\'Aquila, al via la tradizionale Stagione d’Opera

traviata 4' di lettura 27/10/2009 - Al via la tradizionale Stagione d’Opera del Teatro dell’Aquila di Fermo con la famosa Traviata “degli specchi”. Venerdì 30 ottobre (dalle ore 20 serata di gala, ore 21 inizio spettacolo) e sabato 31 ottobre ore 21.

Venerdì 30 ottobre ore 21 (replica sabato 31 ottobre ore 21), va in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo La traviata di Giuseppe Verdi, melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio. Lo spettacolo in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Teatri S.p.A di Treviso, e Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, riprende la famosa Traviata “degli specchi” dello Sferisterio di Macerata con la regia di Henning Brockhaus (che firma anche le luci assieme a Fabrizio Gobbi) e le scene di Josef Svoboda, uno degli allestimenti più apprezzati del capolavoro verdiano, vincitore del premio Abbiati 1992.

L’allestimento originale di proprietà dell’Associazione Arena Sferisterio di Macerata è riprodotto, nella nuova coproduzione, in scala ridotta, con la riduzione dell’allestimento scenico a cura di Benito Leonori, i costumi di Giancarlo Colis. L’allestimento in scala ridotta ricostruito nei Laboratori di Jesi sarà presente nel cartellone 2009/2010 ad aprile/maggio al Teatro San Carlo di Napoli. Direttore è Giampaolo Maria Bisanti sul podio dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro è il Bellini diretto da David Crescenzi. Interpreti Uni Lee / Valeria Esposito (Violetta Valery), Piero Pretti / Salvatore Cordella (Alfredo Germont), Simone Piazzola / Filippo Bettoschi (Giorgio Germont), Daniela Innamorati (Flora Bervoix), Nan Zheng (Annina), Ramtin Ghazavi (Gastone), Abramo Rosalen (Dottore Grenvil), Mattia Olivieri (Barone Douphol), Matteo Ferretti (Il Marchese d’Obigny), Massimiliano Nori (Giuseppe), Ferruccio Finetti (un domestico - un commissionario).

«In questo allestimento – spiega il regista Henning Brockhaus - il tempo dell’azione si svolge intorno al 1900. Le ragioni sono di ordine estetico e sociale: la moda dell’epoca è sensuale e raffinata, l’opulenza e la decadenza sociali sono delineate con chiarezza. I costumi sono ispirati alla pittura di Giovanni Boldini, il cantore del bel mondo femminile parigino fine secolo; abiti impalpabili, personaggi poco vestiti o vestiti molto leggermente perché la vicenda è ambientata nel salotto della più bella prostituta di Parigi. Dal punto di vista della scenografia, l’unico impianto fisso è un’enorme specchio davanti al muro che da un lato limita e concentra l’azione su un punto focale, dall’altra funziona come rispecchiamento e straniamento della verità di un dramma che è tale in quanto riflette per l’ennesima volta il sacrificio di una creatura quale esito tragico del voyeurismo erotico maschile. Lo specchio, dunque, riflette l’azione scenica. Le singole scene sono invece dipinte su grandi teli che giacciono a terra come enormi tappeti sopra i quali si muovono gli attori; un collage di varie pitture con motivi erotici tratti da stampe dell’epoca.


Questa mescolanza tra pittura e realtà crea metaforicamente un caleidoscopio di associazioni e suggestioni e, quando alla fine non ci saranno più immagini e il pavimento rimarrà desolatamente nudo, vorrà dire che il tempo delle illusioni è finito. Lo spettatore vede la scena orizzontalmente ma vede anche la riflessione verticale nel quale tutto l’accaduto è visto da sopra: questa visione è del tutto inedita nel teatro e sembra offrire delle informazioni in più, quasi non lecite. Alla fine dell’opera lo specchio si dispone a novanta gradi rispetto al palcoscenico in maniera che tutta la platea ed i palchi vengano riflessi dentro la storia che sta per terminare. Lo specchio catapulta il pubblico nell’azione, confondendo vittima e colpevole, tutti noi oggi responsabili nei confronti di quel mondo di “deboli” di cui anche Violetta faceva parte».


La stagione proseguirà, poi, sabato 21 novembre ore 21 con Otello di Giuseppe Verdi, regista ed interprete Renato Bruson, in collaborazione con la Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo nell’ambito del progetto Fondazioni all’Opera. In chiusura di stagione, venerdì 11 dicembre ore 21 e domeniva 12 dicembre ore 17 appuntamento con un nuovo allestimento de Il barbiere di Siviglia in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. La stagione gode del finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche (Assessorato Beni e Attività Culturali), della Provincia di Fermo, della Fondazione Carifermo e del sostegno di numerosi sponsor.

Biglietti: da 20 a 57.50 euro

Info: Biglietteria Teatro dell’Aquila tel. 0734 284295;

www.fermoteatro.it








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-10-2009 alle 15:56 sul giornale del 28 ottobre 2009 - 2279 letture

In questo articolo si parla di attualità, fermo, teatro dell\'aquila, Comune di Fermo





logoEV
logoEV