Confartigianato: servono risposte alla crisi, utili per gli imprenditori

confartigianato 2' di lettura 21/08/2009 - Nonostante i primi deboli segnali di ripresa provenienti dalla Francia, dalla Germania e dal Giappone ancora l’Italia è in recessione. Le aziende fermane continuano ad avere poche commesse di lavoro. Una situazione preoccupante, dichiara Gilberto Gasparoni responsabile della Confartigianato della provincia di Fermo.

Ma nonostante ciò, afferma Gasparoni, la voglia di fronteggiare la crisi non viene meno nei piccoli imprenditori, ne è un esempio la nascita, nel quadrimestre marzo giugno, di 232 nuove aziende. Una dimostrazione di come la creatività e la voglia di “fare” degli artigiani crea occupazione e ricchezza.


In questo contesto è assolutamente necessario sostenere le piccole imprese, 22.500 nella provincia di cui 7.550 artigiane, che investono sul territorio, non delocalizzano e creano posti di lavoro e stanno attraversando un periodo difficile derivante dalla crisi economica, dalla carenza di liquidità e dai ritardi nelle riscossioni dei servizi e prodotti realizzati. Un problema fondamentale è quello della carenza di liquidità risolvibile in parte con l’Avviso Comune recentemente sottoscritto dalle Associazioni degli imprenditori e dell’ABI. Un accordo utile per dare risposte alle difficoltà e alle aspettative delle imprese.


Il responsabile della Confartigianato di Fermo Gilberto Gasparoni commenta così l’avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole imprese verso il sistema creditizio in corso di attuazione da parte dei principali istituti di credito, per un periodo di 12 mesi. “E’ molto importante – sottolinea Gasparoni – che tutto il sistema bancario recepisca immediatamente le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi.


“Il valore dell’avviso comune – secondo la Confartigianato di Fermo – è dimostrato dai risultati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato che rileva l’atteggiamento delle piccole imprese nei confronti della crisi”. Secondo l’Osservorio tra aprile e luglio 2009, il 30% degli imprenditori che hanno linee di credito attive ha percepito azioni restrittive da parte delle banche. In particolare, tra le difficoltà di accesso al credito, gli imprenditori segnalano soprattutto la richiesta di maggiori garanzie (lo denuncia il 64% degli intervistati), la richiesta di rientro sul fido utilizzato (28% delle risposte), l’incremento dello spread sui tassi di interesse (20%) la richiesta di rientro sul credito in conto corrente non utilizzato (12%). Da aprile a luglio è aumentata dal 9% al 28% la quota di imprenditori che dichiara di aver ricevuto dalle banche la richiesta di rientro sul credito in conto corrente non utilizzato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-08-2009 alle 10:07 sul giornale del 21 agosto 2009 - 1237 letture

In questo articolo si parla di confartigianato, economia, Comune di Fermo





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