Immagini dall\'interno Giorgio Cutini a Palazzo dei Priori fino al 30 luglio

fermo 3' di lettura 31/05/2009 - Giorgio Cutini a Fermo, Palazzo dei Priori fino al 30 luglio.
Le riflessioni di presentazione sul percorso estetico di Giorgio Cutini, vanno in parallelo con alcune considerazioni e contributo di idee, sul percorso della nostra cultura fotografica.

La ricerca artistica del secolo appena trascorso ha fornito incredibili pretesti e proposte; dall’eidetico all’esistenziale, dall’oggetto al comportamento, dalla materia al segno per non parlare dei mutamenti artistici indotti da tecnologie fluide, alleate dell’umano, plasmabili con il pensiero, alla base, oggi, di una nuova ed incessante trasformazione dell’indagine artistica coinvolta, suo malgrado, nei caratteri e negli aspetti morfologici della nuova civilizzazione.

In questo incerto passaggio epocale, oggi caratterizzato da un’interazione continua di mutevoli significati che tramano le immagini precarie della nostra esistenza, la fotografia ha una sua parte di “rabbia” . Le forme neo-espressive di questa società sono legate all’immagine, supportata da tecnologie veloci che determinano nuovi modi di fare che hanno inciso sui nostri processi di apprendimento. Le proposte, le formulazioni ed il contributo di idee non possono prescindere quindi da un concetto dinamico di cultura, traducibile nell’immaginare rapporti di conoscenza che offrono nuove opportunità di rendere distinguibili, con senso e compiutezza, il reale e l’immaginario.

L’immagine è diventata sempre più un pattern dominante , essenziale nella ricerca contemporanea. L’immagine, con la sua possibilità infinita di riprodursi e con la portata globale della sua diffusione, spesso ci impone atteggiamenti, reazioni a volte fino a condizionarci l’esistenza. La fotografia con le sue opportunità può rappresentare una scelta aperta nel campo teoricamente infinito del fotografabile, nell’ambito del quale ognuno ritaglia un’area delimitata per la propria pratica, una sorta di promozione ontologica che permette di cogliere sia i valori espressi singolarmente, sia, con maggiore ampiezza di significati, le trame dei rapporti tra i differenti atteggiamenti culturali nell’uso della pratica.

Giorgio Cutini si pone al centro della ricerca visiva contemporanea; nelle sue immagini il dominio della forma, riconducibile ad una percettibilità ritmica e ondulatoria, è alla base della sua programmazione che per quanto interminabile e\' in questo caso ancor più definita dall\'eccitazione nervosa, dall\'entusiasmo improvviso che diviene provocazione visiva quindi canto, luogo dell\'intensità e di meraviglia.

Ogni fotografia opera un trasferimento del reale in uno spazio ideale le cui coordinate sono legate ad un\'interpretazione soggettiva del tempo e alla funzione di coscienza, determinate dalla capacità di tradurre in un progetto di immagini, nella coerenza del linguaggio, le proprie motivazioni, fuori dalla provocazione del reale come se fossimo in presenza di “immagini dall’interno”.

Il concetto di evocazione-segno diviene sempre più -centro- del linguaggio della fotografia.
Lo sguardo vaga in queste superfici significanti che portano alla luce le relazioni tra gli elementi dell\'immagine ed i loro significati complessi, delle motivazioni intrinseche dell\'Autore, del suo vedere, sentire e mostrare.

La fotografia è quindi adeguata ad esprimere la visione, le lotte e i sogni in quella società in cui di continuo sorge e si genera; è una continua espressione narrante, plasmata nel plasmarsi stesso dell’uomo delle sue idee, della sua visione. E’ essa stessa , forma ed immagine che diviene. E nel caso di Cutini, il filo conduttore della ricerca rientra spesso nell’esplorazione dell’inconscio, restituendoci immagini che rappresentano il mondo al di sopra del reale, utilizzando per contro, un mezzo che per paradosso, è incorruttibilmente fedele al reale.

La fotografia è nel suo caso, un“mezzo compatibile” per l’accesso all’esplorazione di un apparato di segni interiori, che tramano con il visibile, l’ermeneutica dei sentimenti e delle emozioni.





Questo è un articolo pubblicato il 31-05-2009 alle 12:15 sul giornale del 01 giugno 2009 - 3995 letture

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