Emergenza sanità: Saturnino Di Ruscio, \'l\'argomento che maggiormente preoccupa\'

saturnino di ruscio 4' di lettura 25/04/2009 - Più di dieci comuni già visitati, centinaia di persone incontrate ed un\'unica costante: l’emergenza sanità. “Insieme alle infrastrutture e viabilità – spiega il candidato Presidente alla Provincia di Fermo Saturnino Di Ruscio - quello sanitario è l’argomento che maggiormente preoccupa i cittadini del Nuovo Ente.

Proprio partendo da questo dato di fatto voglio puntare l’attenzione su quello che sarà il mio impegno in materia. Senza la Provincia, il Fermano è arrivato ad occupare l’ultimo gradino in regione per numeri di posti letto. Si parla di 2,8 posti per mille abitanti contro la media regionale di 4 per mille. Numeri che fanno riflettere e che stanno a significare anche un personale medico ridotto, meno infermieri e quindi meno servizi. Di conseguenza abbiamo la più alta percentuale di mobilità passiva. Oltre il 50 per cento dei cittadini scelgono di andarsi a curare nelle strutture delle zone territoriali limitrofe o addirittura fuori regione.


Con nuova Provincia, insieme ai quaranta sindaci che rappresentano l’intera comunità, dobbiamo alzare la nostra voce. In questi anni ci hanno tenuti divisi, facendoci a volte litigare tra di noi, con l’unico risultato d’impoverire questo territorio. Dobbiamo, soprattutto in materia di sanità, essere bipartisan. Ma passiamo ai fatti. Al primo punto del mio programma c’è la creazione del nuovo ospedale di rete, così come indicato già nel 2003 dalla Conferenza dei Sindaci e dal Consiglio Comunale di Fermo, in una posizione baricentrica che sia facilmente raggiungibile da tutti i comuni del nuovo ente.


Nel frattempo c’è da continuare il processo di riconversione dei nosocomi che sono stati chiusi, vedi Porto San Giorgio e Montegranaro, così come previsto dal piano di riordino sanitario del 2003. Il progetto è quello di attivare una ‘filiera sanitaria’ con i diversi servizi distribuiti sul territorio. Ognuno potrà rappresentare un’eccellenza non solo per il comune che li ospita ma per tutta la Provincia. Il paziente va seguito in tutto il suo percorso di salute. Dalla prevenzione alla diagnosi, la cura delle malattie, fino alle post acuzie, le lunghe degenze, la riabilitazione e le residenze sanitarie assistite per i più anziani non autosufficienti. Troppo spesso vengono utilizzati per le lunghe degenze posti letto che invece sono destinati alle acuzie, con relativo spreco di risorse (un posto letto ospedaliero costa il triplo rispetto ad uno di RSA, riabilitazione o altri servizi di lunga degenza).


C’è poi il problema della gestione delle emergenze. Sono stati chiusi i pronto soccorsi di Montegiorgio e Montegranaro in vista del nuovo pronto soccorso al Murri di Fermo che però non è mai arrivato. Come risultato di questa inadempienza dell’Asur regionale c’è un serio sovraccarico di lavoro nella struttura Fermo. Mi impegnerò anche a portare sulla Valdaso una Potes Medicalizzata, che risponda effettivamente alle esigenze di cura dei cittadini della vallata. Fa riflettere quanto emerso negli incontri dei giorni scorsi. Comuni come Campofilone, Altidona e Pedaso, che d’inverso contano insieme circa 8 mila abitanti, con l’arrivo dell’estate vedono raddoppiare questi numeri con oltre 15 mila presenze.


Può una Potes Infermieristica, come quella che attualmente si trova a Petritoli, o la semplice guardia medica, fornire una risposta concreta alle esigenza dei cittadini? Dagli incontri fatti con la gente sembra proprio di no. Tra gli altri punti strategici per i quali chiedere una riqualificazione c’è Montegiorgio, un ospedale che in passato è stato secondo solo a quello di Fermo, occupando un ruolo centrale di riferimento per la media Valle del Tenna e per il quale oggi va studiato un progetto di riconversione che ne faccia un’eccellenza. Dobbiamo distribuire l’offerta dei servizi in modo da far restare i cittadini nella propria zona, evitando che si vadano a curare fuori provincia, con tutto quello che comporta in costi e disagi per utenti e familiari.


Infine ci sono comuni che, pur facendo parte a pieno titolo della Provincia di Fermo, si trovano in altre zone sanitarie: Pedaso e Campofilone sono con San Benedetto mentre Amandola, Smerillo, Montefalcone, Montefortino, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano con Ascoli Piceno. Vanni ridefiniti i confini amministrativi del nostro ambito sanitario. Il mio impegno è quello di puntare sull’unità dei comuni della Nuova Provincia per far valere il nostro diritto alla salute davanti alla Regione che ne possiede la competenza decisionale.


da Saturnino Di Ruscio
candidato alla presidenza Prov. Fermo




Questo è un articolo pubblicato il 25-04-2009 alle 17:36 sul giornale del 25 aprile 2009 - 1165 letture

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