Sant\' Elpidio a Mare: Pasqua, città aperta

torre di sant\'elpidio a mare 5' di lettura 09/04/2009 - “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi... a Sant’Elpidio a Mare. In occasione delle festività pasquali nelle giornate di sabato 11, domenica 12 e lunedì 13 aprile le bellezze storiche, artistiche e culturali della città saranno visitabili (per visite guidate Ufficio Turistico – venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00; sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00; telefono: 0734. 810008).

“Siamo ben lieti di aprire i nostri siti ai turisti ed a quanti vorranno visitare la nostra città nei giorni di Pasqua e di Pasquetta per gustare Sant’Elpidio a Mare attraverso i suoi scrigni d’arte” – ha dichiarato l’assessore alla cultura ed al turismo Giuseppe Cifola. Porte aperte per la Torre Gerosolimitana, per la Pinacoteca Civica e per il Museo della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi” che riapriranno i battenti dopo la chiusura imposta a causa del crollo parziale della vetta del campanile, abbattuto da un fulmine nel novembre scorso.

La Torre Gerosolimitana

Nel suo genere è un unicum: non solo per la sua mole o per la sua straordinaria architettura, ma per i simboli scolpiti nella pietra e probabilmente per il mistero legato agli antichi cavalieri, i Gerosolimitani, che la storia ha consegnato alla leggenda e che in quel luogo preciso l’hanno voluta. Un mondo ricco di simboli il Medioevo; un mondo che, nonostante gli studi e le tante rivisitazioni di questi anni, non manca di sorprendere ed affascinare con i suoi tanti misteri rimasti ancora senza spiegazione. Quando si arriva nei pressi della Torre non si può non subirne il forte richiamo. E’ lì che parla direttamente al cuore di ogni visitatore; con le braccia aperte del Cristo Trionfante della lunetta di ingresso che sono pronte ad accogliere chiunque. L’attrazione è forte, ma non è solo curiosità: è qualcosa di più, qualcosa di cui non si può fare a meno e che spinge a percorrere la comoda scalinata fino alla battagliera, perdendo nell’ascesa la cognizione dello spazio e del tempo. Così, per qualche minuto si rimane fuori dal mondo, vivendo un altro mondo. E, poi, quando la salita è finita, quando si arriva in cima il visitatore rimane un tutt’uno con il cielo e si aprono gli orizzonti infiniti di un paesaggio mozzafiato che lo sguardo domina dal mare ai Sibillini.

La Pinacoteca Civica

Situata sulla via principale del centro, è stata allestita all\'interno di un Palazzo sorto su un antico convento dell\'ordine dei Filippini. L\'assetto attuale risale alla seconda metà del Settecento ad opera del celebre architetto romano Giuseppe Valadier (1762-1839). Il Palazzo, dalla forma solida e austera, già sede della Pretura, a seguito di un lungo e particolareggiato lavoro di ristrutturazione è stato inaugurato come Pinacoteca nel settembre del 1998, mentre nel dicembre 2001 è stata aperta al pubblico la \"Sala Vittore Crivelli\" dove sono state sistemate le tre opere del maestro veneto, il Polittico, il Trittico e la tavola più piccola raffigurante un Monaco Francescano, precedentemente esposte nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale. Le collezioni della Pinacoteca nascono dalla concentrazione di numerose opere provenienti da chiese, conventi e palazzi gentilizi. Le opere sono suddivise tra la \"sezione antica\", il cui nucleo centrale è costituito dalle tavole di Vittore Crivelli, e la \"sezione contemporanea\" che raccoglie opere di grafica, frutto delle acquisizioni delle Biennali che vengano periodicamente allestite, a firma di autori prestigiosi tra i quali si segnalano Bruscaglia, Licata, Ciarrocchi, Offidani, Trubbiani, Capozucca, Cagli, Pierleoni, Sanchini.

Museo della calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”

La volontà di valorizzare l\'enorme patrimonio produttivo e, quindi, di custodire una parte fondamentale della storia cittadina, ha trovato il giusto riconoscimento con l\'allestimento di un importante spazio espositivo, dedicato interamente alla calzatura, ospitato presso le sale della Pinacoteca Civica per raccontare le trasformazioni che hanno subìto le calzature, dai primi approcci medievali fino alle produzioni più recenti che, in molti casi, rappresentano delle vere opere d\'arte, frutto dell\'abilità e della maestria degli artigiani locali. Il Museo, intitolato al cav. Vincenzo Andolfi, conserva migliaia di reperti tra scarpe, forme, macchine e strumenti per la lavorazione, donati dalle aziende del settore o da privati, ed esposti secondo aree tematiche distinte in tre sezioni.

La prima sezione, \"Calzature di ogni tempo e ogni luogo\", è costituita quasi esclusivamente dalla collezione del Cav. Andolfi che comprende scarpe, stivali, sandali, zoccoli e pantofole provenienti dalla Cina, dall\'India, dal Canada, dall\'America Latina, ma anche da molti Stati europei ed africani. Completano la collezione antiche stampe, vecchi utensili, 40 particolari calzatoi e 400 scarpine in stoffa metallo e ceramica.


La seconda sezione, \"Industria calzaturiera marchigiana\", oltre alle originali calzature realizzate secondo esclusivi studi stilistici degli studenti della Scuola Regionale per Calzaturieri, custodisce alcuni macchinari e le attrezzature più particolari usate nel corso delle varie epoche. L\'ultima sezione, \"Scarpe dei personaggi famosi\", in continua espansione, ospita le calzature appartenute ad importanti personalità della sfera religiosa, come quelle di Papa Giovanni Paolo II, Papa Giovanni XXIII, le scarpe di molti campioni sportivi tra i quali Gino Bartali, Francesco Moser, Giovanni Trapattoni, Valentino Rossi, Eddie Irvine, Simona Vesprini, Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Ronaldo, Alessandro Del Piero, Christian Vieri, Roberto Baggio, Zidane, Gelindo Bordin; ed anche le calzature donate da cantanti e personaggi dello spettacolo come Milva, Angelo Branduardi, Bobby Solo, il celebre tenore Beniamino Gigli, l’attore Beppe Barra, di musicisti jazz e di importanti premi Nobel.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2009 alle 19:27 sul giornale del 09 aprile 2009 - 1663 letture

In questo articolo si parla di attualità, Sant\'Elpidio a Mare, Comune di Sant\'Elpidio a Mare





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