Moresco: Pietro Rossi lancia \'adotta una mucca\'

mucca 2' di lettura 31/03/2009 - L’imprenditore Pietro Rossi solo una settimana fa aveva lanciato pubblicamente l’iniziativa - provocazione “adotta una mucca”, nel corso del convegno sulla certificazione dei prodotti di tradizione della Valdaso, dove aveva concluso l’intervento rivolgendosi al moderatore Fabrizio del Noce con una battuta esilarante: “E’ tempo che in viale Mazzini (sede Rai ndr) installiate una mucca al posto del cavallo”.

Quindi valeva la pena aggirarsi per le campagne di Moresco alla ricerca di quel mondo agricolo di cui l’allevatore va fiero. Entrare nell’Azienda agricola Rossi è come entrare in un ranch e ti aspetti di incontrare da un momento all’altro qualche cowboy, con il lazzo in mano sul punto di marchiare il bestiame. Poi la vista della maschia torre ettagonale che si erge al centro delle mura medievali di Moresco richiama alla realtà. Infatti al di là della rustica insegna non c’è il saloon, non ci sono bisonti allo stato brado, ma tori e modesti edifici per il ricovero degli animali: una stalla per i suini e diversi capannoni ben inseriti nel paesaggio, ricovero di mucche e vitelli e rimesse di foraggio.


Insomma una stalla modello con un edificio porticato dove risiede la famiglia di Pietro, il simpatico allevatore divenuto in pochi giorni famoso per aver promosso la singolare adozione. Pietro confessa che l’idea gli è venuta quando un ragazzino di una delle tante scolaresche che vanno visitare l’Azienda modello gli ha chiesto di poter vedere la mucca viola, un animale che vive solo sulla pubblicità di una tavoletta di cioccolata. Da qui à nata l’idea, che sta riscontrando lusinghiere richieste, di far adottare qualcosa di vivo. I ragazzi potranno anche dare il nome alla propria mucca (Chiarina, Bianchina, Nerina, Carolina eccetera), ritirare una pergamena con data di nascita e nome del capo bovino, un bracciale come gadget e controllare in internet, attraverso una webcam posizionata nella stalla, la custodia, l’alimentazione e la crescita dell’animale. Il tutto a 25 euro al mese, che potranno essere permutati con l’acquisto di prodotti tipici della fattoria.


Insomma un sistema bizzarro e didattico al tempo stesso anche perché, del complesso agricolo di cui Pietro Rossi va orgoglioso, fa parte un caseificio e una splendida macelleria con un lungo banco frigorifero e un distributore di latte fresco all’ingresso. In questa macelleria l’igiene la fa da padrone: banconieri in candido camice e cappello e donne con fazzoletto sul capo. Abbiamo chiesto a Pietro come mai ai banconieri fosse riservato più spazio aldilà del banco che ai clienti aldiquà. Lui si è schernito rispondendo: “Così sembra sempre pieno!”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2009 alle 15:45 sul giornale del 31 marzo 2009 - 1143 letture

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