Biblioteca civica: mostra di Primavera

mostra di primavera 4' di lettura 27/03/2009 - A partire da sabato 28 marzo p.v. sarà aperta al pubblico la mostra di primavera della Biblioteca Civica “Romolo Spezioli”.

Secondo una prassi consolidata, infatti, nel Gabinetto delle Stampe e dei Disegni della Biblioteca ogni stagione viene proposta una diversa esposizione di fogli grafici e libri antichi, con l’obiettivo di portare sotto gli occhi dei tanti utenti che frequentano le sale di lettura e del grande pubblico documenti sempre nuovi appartenenti alle pregevoli ed inestinguibili raccolte cittadine, selezionati in base a temi o ad autori che sia significativo presentare in un determinato mese o periodo dell’anno.

E’ proprio un’occasione regionale di rilievo, prevista in concomitanza con la nostra esposizione, che ha suggerito il tema della mostra di prossima inaugurazione, dal titolo: “La più bella cosa che si possa veder oggi per mano d’artisti moderni”. Gli affreschi delle Logge di Raffaello nelle incisioni secentesche della Biblioteca Civica di Fermo.

Dal 5 aprile al 12 luglio, infatti, sarà allestita ad Urbino la mostra “Raffaello e Urbino”, che intende celebrare il celeberrimo Artista; come omaggio al genio di Raffaello, urbinate ma anche figlio di tutte le Marche, Fermo ha voluto proporre uno dei più interessanti fenomeni di “traduzione” (cioè di trasposizione dell’opera pittorica in prodotto incisorio) che la critica individua in ambito raffaellesco, vale a dire la divulgazione delle decorazioni delle Logge Vaticane, note anche, nel loro complesso, come “La Bibbia di Raffaello”: la loro fama, vivente Raffaello, era tale che divennero meta obbligata di studio al pari delle opere antiche, tanto che amatori ed artisti facevano a gara per possederne riproduzioni fedeli.

L’iniziativa fermana è inserita nel circuito degli eventi di interesse regionale collegati a Raffaello e rappresenta un tassello interessante della ricostruzione della vita, dell’opera e della fortuna dell’Artista. La fama (anche in vita) di Raffaello deve infatti molto a quegli artisti del bulino e dell’acquaforte che trasposero in incisione i capolavori del Maestro: nessun veicolo di diffusione della maestria dell’Urbinate fu più efficace dell’arte incisoria, che consentì per secoli a tutta l’Europa di conoscere, di godere, di fruire l’opera del Grande al pari di quei pochi fortunati che potevano ammirarne direttamente la pittura.

Raffaello fu, tra coloro che gli incisori elessero a modelli di stile, colui che più trasse beneficio dai sofisticati meccanismi culturali e commerciali legati alla diffusione delle stampe in Europa. Le Logge, destinate al diletto del solo pontefice, furono affrescate da Raffaello tra il 1516 ed il 1519 con raffinate decorazioni a stucco e pittura a “l’antica”, ove l’Urbinate andò a collocare, nelle 13 campate, eleganti storie del Vecchio e del Nuovo Testamento; concepite come una struttura di impianto classico, risposero pienamente alle attese degli uomini del Rinascimento, tanto che, come recita il titolo della mostra, di esse disse Baldassar Castiglione: “la più bella cosa che si possa veder oggi per mano d’artisti moderni”.

La fortuna del soggetto fece sì che venissero pubblicate, nel corso del Seicento, diverse serie organiche di stampe riproducenti la Bibbia di Raffaello, vere e proprie imprese editoriali concepite come ben studiate operazioni di mercato. Tre di queste serie sono rappresentate anche nelle collezioni grafiche della Biblioteca Civica di Fermo, che –in concomitanza con la grande mostra su Raffaello allestita ad Urbino- ha voluto presentarle proseguendo un progetto sulle stampe di traduzione dal Maestro intrapreso nel 2007 con una mostra incisoria sulle Madonne raffaellesche.

La più antica tra le tre è la serie delle 52 incisioni eseguite nel 1615 da Orazio Borgianni, rappresentata nelle collezioni grafiche della Biblioteca da due soli fogli, che spiccano per la matrice caravaggesca dell’incisore; segue la serie delle 20 incisioni eseguite nel 1626 dal Villamena, ispirate al nuovo gusto controriformista, delle quali 17 possedute dalla Biblioteca; infine, chiude la rassegna la serie classicheggiante delle 25 incisioni eseguite nel 1675 da Cesare Fantetti e Pietro Aquila, delle quali 19 sono presenti nei fondi grafici comunali.

La mostra, curata da Maria Chiara Leonori, Luisanna Verdoni e Antonio Zappalà, si ispira ad un’ampia ricerca dal titolo “La traduzione di Raffaello tra ‘500 e ‘600. Le stampe della Biblioteca di Fermo”, frutto del lavoro di Gloria Villanelli e di una felice collaborazione, nell’anno A.A. 2001/2002, tra l’Università degli Studi di Urbino -nella persona della relatrice, prof.ssa Anna Baiardi- e la Biblioteca stessa.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì in orario 8.30 – 13.30 e 15.15 – 18.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30.

Per informazioni: tel. 0734.284310, fax 0734.284482, e-mail: biblioteca.centrale@comune.fermo.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2009 alle 18:33 sul giornale del 27 marzo 2009 - 911 letture

In questo articolo si parla di cultura, fermo, Comune di Fermo, mostra di primavera





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