Alle Piccole Cisterne, mostra dedicata a \'Luigi Frappi\'

anguria 3' di lettura 13/03/2009 - A Fermo, città di grande fascino e storia, a pochi chilometri dalla Riviera Adriatica, il 14 Marzo 2009 alle ore 17.30 nei suggestivi ambienti delle Piccole Cisterne si inaugurerà, alla presenza dell’Artista e del curatore Francesco Nuvolari, un’importante mostra dedicata a ”Luigi Frappi”. La manifestazione, prodotta dall’ Italian Art and Culture, è stata realizzata grazie al contributo del Comune di Fermo, rimarrà aperta fino al 14 Aprile 2009.

Saranno esposti 40 quadri di grandi dimensioni, un completo e raffinato volume di 144 pagine, realizzato dalle edizioni EFFE G ENNE, accompagnerà l’esposizione, al suo interno oltre ai quadri esposti, saranno pubblicate tutte le più significative opere dell’artista realizzate dal 1980 al 2008. Luigi Frappi è un artista molto conosciuto all’estero e in Italia ed è considerato uno dei più importanti pittori di paesaggi viventi, negli ultimi decenni infatti ha caratterizzato la sua lunga produzione artistica realizzando splendidi paesaggi e nature morte, ispirandosi a pittori che vanno da Ambrogio Lorenzetti ad Alessandro Magnasco, da Francesco Peruzzini a Fragonard, dal grande pittore romantico Caspar David Friedrich, inventore del paesaggio tragico, alla Scuola di Barbizon.


Osservando di conseguenza una sua mostra si ha la possibilità di viaggiare nel tempo dell’arte e scoprire una natura come l’hanno dipinta e rappresentata i più importanti pittori italiani, francesi, tedeschi ed inglesi nei secoli scorsi. Il paesaggio dipinto dall’artista però non propone visioni già viste e quindi conosciute, ma presenta sempre soluzioni inedite che hanno in comune con i grandi pittori solo la sua grande abilità tecnica. La natura che vediamo nei suoi quadri mette in scena e rispecchia un insieme di ricordi, emozioni, sentimenti, impulsi e segni, che prima lo attraversano e dopo essere scesi negli strati profondi della sua psiche riemergono trasformandosi in alberi, rocce, dirupi, anfratti, valli, boschi e paludi.


Ogni opera è così una grande finestra spalancata su un paesaggio che solo in alcuni luoghi ormai possiamo ancora vedere, un paesaggio spesso perduto, che non c’è più, ma che persiste nella sua e nostra mente, dentro i suoi e nostri pensieri e desideri. Le sue “Nature morte”, invece, sembrano apparire da un vuoto primordiale, cui soggetti galleggiano come sopravvissute astronavi in uno spazio cosmico infinito. Frammenti di un mondo scomparso, brani di vita che ormai come il paesaggio esistono solo perché fissati dall’arte, ma che in realtà fra pochi attimi non esisteranno più: tutto sarà risucchiato da un enorme buco nero, all’interno del quale imploderà il nostro Universo. Alfa e Omega si saranno allora di nuovo incontrati per dare vita ad un nuovo capitolo riguardante la storia della natura dove, come nei quadri di Frappi, l’uomo non ci sarà.


L’artista, insieme a Bruno d’Arcevia e Vittoria Scialoja, fa parte di un movimento che dalla Nuova Maniera Italiana, nato nel 1983, è poi passato nel 2001 al Revivalismo, vedi l’esposizione “Revivalisti” inaugurata il 16 dicembre 2001 a Fano. Corrente presentata poi ufficialmente da Giuseppe Gatt al MUMI di Francavilla al Mare il 16 maggio 2004.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2009 alle 18:19 sul giornale del 13 marzo 2009 - 3836 letture

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