Italia Nostra sulle tracce della ferrovia Adriatico-Appennino

2' di lettura 04/03/2009 - Due pullman per un totale di centoventi persone ed il trenino rivive anche quest’anno su gomma grazie ad Italia Nostra, Sezione del Fermano.

L’occasione è quella della Giornata delle Ferrovie Dimenticate, appuntamento a livello nazionale adattato su misura dal Presidente di Italia Nostra Elvezio Serena alle esigenze della Ferrovia Adriatico – Appennino. Un modo per ricordare la grande opera dell’Ingegnere Ernesto Besenzanica, al quale lo scorso 14 Dicembre, l’associazione, in occasione del centenario dall’apertura, ha dedicato la scalinata che sale dall’attuale sede della Steat, ex stazione di Santa Lucia.


Nella stessa è stata posta una epigrafe marmorea a futura memoria della grande impresa. Il doppio binario a scartamento ridotto si sviluppava per una lunghezza di 56,92 km, si adagiava nella valle del fiume Tenna partendo da Porto San Giorgio (anche se questa valle parte da Porto Sant’Elpidio) ed arrivando ad Amandola. Venne inaugurata nel 1908 e chiusa nel 1956 da una politica poco attenta all’esigenza di mobilità territoriale, in un periodo nel quale sembrava fonte di progresso e di innovazione il trasporto su gomma. I due pullman partiti da porto San Giorgio alla volta di Montefalcone Appennino hanno fatto sosta alla vecchia stazione di Molini Girola per uno spuntino fatto di prelibatezze locali, per poi rimettersi in marcia alla volta di Smerillo, dove il Sindaco Armandina Paciotti non ha mancato di grande ospitalità ed accoglienza verso il gruppo dei temerari di Italia Nostra che si è fermato ad assaporare un lauto pranzoal ristorante “le logge”.


Un gruppo, quello della sezione fermana, che ambisce ad essere uno dei gruppi in tutta la Nazione con maggiore numero di iscritti, fra l’altro in costante aumento ogni anno. Un esercito per la valorizzazione ambientale e storico-culturale del territorio, un insieme di persone capitanate dalla figura forte del Presidente Serena che lotta quotidianamente per attribuire una coscienza critica, storica ed ambientale ad un territorio che sia in grado di guardare con fiducia al domani ma tenendo i piedi ben saldi in quelli che sono stati i presupposti di ciò di cui oggi siamo fruitori.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2009 alle 16:27 sul giornale del 04 marzo 2009 - 1459 letture

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