Settore calzaturiero: trasporto merci, migliorare si può

4' di lettura 26/02/2009 - Saranno presentati venerdì 27, all\'Ente fiera di Civitanova, i risultati della ricerca su un centinaio di imprese del distretto fermano-maceratese: \"Domanda dei servizi di trasporto merci e logistica\", per individuare possibili risparmi di tempi e costi, incremento di salubrità e sicurezza sul lavoro, qualità della vita ed immagine del distretto

Risparmio, efficienza, ambiente più pulito, minori incidenti: sono questi i risultati di un\'ottimizzazione dei trasporti, per i semilavorati nel settore calzaturiero, indicati da un\'indagine realizzata dall\'università di Camerino e Centro studi sistema, su commissione delle province di Ascoli Piceno e Macerata, Cna Federmoda delle Marche, presentati nel corso di una conferenza stampa in provincia.



L\'indagine ha interessato un centinaio di imprese, che operano nel distretto calzaturiero fermano-maceratese ed i risultati saranno illustrati diffusamente nel convegno: \"L\'innovazione logistica del distretto calzaturiero: competitività e compatibilità ambientale\", che si terrà venerdì 27 febbraio alle 21, presso l\'Ente Fiera di Civitanova Marche.



In particolare l\'analisi si è concentrata sul trasporto dei semilavorati, per capire se ci potessero essere margini di miglioramento sui costi per le imprese, consumi di carburante, ore di lavoro per i dipendenti, con conseguenze dirette sulla qualità della vita e l\'inquinamento dell\'ambiente. Dalla ricerca è nato un prototipo da applicare ad un\'azienda \"cavia\", la Manas di Montecosaro, che dovrebbe fare da apripista ad un progetto complessivo, da finanziare con i fondi europei.


In ogni piccola impresa, una persona si dedica ai servizi di trasporto, a volte si tratta dello stesso imprenditore con una spesa annua di 18 mila euro, mentre 5 sono gli addetti alla logistica nelle grandi imprese, con una spesa che si aggira intorno ai 40 mila euro annui. In media circolano circa 5168 veicoli per il trasporto dei semilavorati, considerando solo le piccole imprese, inoltre ogni impresa compie circa 5 viaggi di trasporto al giorno, con una media di oltre mille viaggi l\'anno. Un costo totale per il distretto di 100 milioni di euro l\'anno, per la movimentazione delle merci nel distretto, circa 3 mila incidenti stradali l\'anno, riconducibili a questa attività.


\"La ricerca ha evidenziato un ritardo, nel settore logistico per il distretto calzaturiero - ha spiegato l\'assessore provinciale alle attività produttive Daniele Salvi - formato da piccole e media imprese, ci sono ampi margini di miglioramento, per una riduzione dei costi, l\'aumento della produttività, insieme ad azioni eco-compatibili e l\'uso di tecnologie pulite, oltre che un impiego diverso della manodopera, utile in tempi di crisi\".



\"Nella nostra provincia 850 km di strade sono nel distretto calzaturiero del fermano - ha detto l\'assessore ascolano ai progetti per il calzaturiero, Renzo Offidani - con notevoli costi di manutenzione, che potrebbero essere ridotti, da un\'ottimizzazione dei servizi di logistica, guadagnoci in qualità per l\'ambiente\".



\"Ci sono ottime possibilità di riduzione dell\'impatto ambientale, una logistica basata sulla sostenibilità ambientale, non è in contrasto con il business dell\'azienda - ha spiegato il prof.Flavio Corradini dell\'Università di Camerino - con maggiori sinergie aziendali, l\'uso di nuove tecnologie e carburanti opportuni, l\'ottimizzazione dei percorsi, per ottenere performance migliori\".



Giovanni Dini del Centro studi Sistema Cna, ha sottolineato come la ricerca conduca ad un progetto di razionalizzazione degli spostamenti e non ad una richiesta di maggiori infrastrutture, dando inoltre la possibilità di applicare la ricerca universitaria ad un mondo come quello delle piccole imprese, da cui solitamente è lontana, usandola per i bisogni del sistema produttivo. Per Dini inoltre, dato che gli imprenditori controllano personalmente la produzione, molto legata alla qualità del prodotto, il recupero di efficienza sarebbe notevole, da una riduzione delle loro competenze legate alla logistica. Soddisfatta dell\'iniziativa Anna Piergiacomi, di Federmoda Cna: \"Finalmente qualcuno che pensa alle campane, lasciando perdere i campanili\", ha commentato.



Luig Silenzi, della Cna, ha spiegato che \"per agganciarsi al treno della ripresa\" l\'efficienza della micro-logistica è essenziale, e \"grazie a questo progetto interveniamo sull\'efficienza della filiera produttiva, esternalizzando un\'attività come questa, favorendo rapporti più formali tra gli imprenditori e facendo in modo che attraverso il software, la filiera diventi come una propria azienda\". Per Silenzi, la delocalizzazione eccessiva rischia di distruggere la filiera produttiva, che se non conserverà la sua completezza, si rischia di avere un futuro con imprese in via di estinzione.










Questo è un articolo pubblicato il 26-02-2009 alle 00:36 sul giornale del 25 febbraio 2009 - 925 letture

In questo articolo si parla di economia, monia orazi