Autotrasportatori: \'Milleproroghe\', nuove regole e un anno per adeguarsi

camion 2' di lettura 24/02/2009 - Con la conversione in legge del cosiddetto “Decreto milleproroghe” è stato posticipato dal 17 agosto 2009 al 17 agosto 2010 il termine entro il quale anche le aziende di piccole dimensioni dovranno disporre di particolari requisiti economici (la presentazione di una attestazione bancaria per garantire adeguata capacità finanziaria dell’impresa) e professionali (occorre un titolo abilitativo ottenibile solo superando un apposito esame) per iscriversi all’Albo degli autotrasportatori.

Un anno di “respiro” in più dunque per gli autotrasportatori, anche quelli finora esenti, visto che le nuove onerose regole riguarderanno tutti gli operatori che utilizzano mezzi di massa a pieno carico sopra 1,5 tonnellate (prima il limite era di 3,5 tonnellate) e che sostanzialmente non esistono in commercio mezzi adibiti al trasporto merci che abbiano un peso inferiore.

Erano state le Province, che hanno la competenza in materia di tenuta degli Albi professionali, a sollevare il problema. In particolare quella di Ascoli Piceno, facendosi interprete delle enormi difficoltà a cui andavano incontro gli operatori, aveva iniziato sin dall’autunno scorso un’azione di mobilitazione. Un’azione espressa in una delibera di Giunta poi trasmessa ai parlamentari, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni di categoria e quindi portata all’attenzione dei colleghi delle altre Province italiane nel corso dell’annuale assemblea nazionale dell’UPI di Torino.

Anche se non si tratta dell’auspicata modifica delle regole che, così come sono, rischiano di mettere in crisi soprattutto le piccole realtà che operano da tanti anni e, con esse, alcune centinaia di posti di lavoro solo nel territorio della provincia di Ascoli, per non parlare dell’indotto – spiega l’assessore ai trasporti della Provincia Ubaldo Maroni – questi 12 mesi in più daranno la possibilità di far valere le buone ragioni delle nostre imprese. Rinnoveremo i nostri sforzi insieme alle associazioni di categoria e all’UPI – conclude Maroni – per far sì che il Ministero delle Infrastrutture modifichi la normativa ripristinando la situazione preesistente o almeno riservando le nuove più stringenti regole solo alle nuove iscrizioni in modo da salvaguardare chi già da tanti anni opera nel settore”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2009 alle 18:01 sul giornale del 24 febbraio 2009 - 808 letture

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