Un nuovo volume per la biblioteca comunale

5' di lettura 11/02/2009 - La dott.ssa Maria Chiara Leonori Direttore Biblioteca Civica ‘R.Spezioli’ annuncia l\'acquisto di un nuovo volume.


L’ingresso di un nuovo libro, in una biblioteca pubblica, non è certo un avvenimento da far notizia: l’aggiornamento delle raccolte, l’acquisto dei titoli di saggistica e di narrativa più recenti, la prosecuzione delle grandi opere enciclopediche, la continuità nella fornitura delle riviste di cultura sono la linfa vitale di una biblioteca. La notizia si fa più interessante quando il “nuovo arrivo” non è il best seller di grido del momento, ma un venerando pluricentenario. E’ il caso del volumetto: “Osservazioni del canonico Giuseppe Nicola Erioni sopra la riforma del Calendario Fermano”, che la Biblioteca Civica “Romolo Spezioli” ha acquistato in questi giorni, tornando, dopo un fermo di decenni, ad incrementare quei fondi antichi e locali a cui deve peculiarmente la sua fama.


Si tratta di un importante segnale, che dimostra l’attenzione dell’Amministrazione e della Biblioteca per i beni culturali locali e per la memoria cittadina. La scelta non è casuale: la Biblioteca di Fermo possedeva nei suoi fondi due esemplari di questa edizione, ma uno di essi non risulta più presente nelle collezioni già dai riscontri degli anni Sessanta, l’altro è incompleto. Con l’acquisto di questa copia si reintegra un piccolo ma interessante frammento della nostra storia. Le “Osservazioni”, infatti, sono state stampate a Fermo, da Filippo e Fabio Maria Lazzarini, nel 1769 e sono opera, come ricorda il titolo, di Giuseppe Nicola Erioni (n. 1730), uno dei tre fratelli - di cui due giuristi - della nota famiglia fermana. Dei due giuristi, Cesare, il fratello maggiore, fu aggregato all’Accademia degli Erranti di Fermo e consultore del S. Uffizio e della Sacra Rota a Roma; Giuseppe Nicola seguì la carriera ecclesiastica e, grazie al fratello, fu anch’egli introdotto nei medesimi ambienti fermani e romani, divenne a sua volta consultore del S. Uffizio e dal 1777 fu arcidiacono della chiesa metropolitana di Fermo. Dei due fratelli la Biblioteca di Fermo conserva inoltre quattro opere a stampa anch’esse sette-ottocentesche di Cesare (“Opuscoli italiani”, una “replica apologetica”, “Orationes latinae” e un testo sulla “ragion pubblica” e “su i relitti del mare Adriatico”) e due del nostro Canonico, rispettivamente una dissertazione su una causa presso la Sacra Rota ed un’orazione tenuta presso l’Accademia degli Erranti.


In Biblioteca si possono inoltre consultare una ricca cartella di araldica che ricostruisce nei dettagli i diversi rami familiari degli Erioni, appunti dei De Minicis e lettere autografe inerenti la supplica alla Congregazione dei Riti per ottenere la riforma del Calendario, oggetto del nostro opuscolo, ed i manoscritti contenenti “prefazione e catalogo di tutto ciò si contiene nella collezione Rerum Firmanarum Scriptores”, poderosa opera manoscritta dello stesso Canonico, custodita dagli eredi. Nelle “Osservazioni” si tratta della proposta di modificare il calendario dei Santi che si celebrano nella liturgia dei diversi giorni dell’anno, introducendo più santi fermani di quanti l’Erioni constata se ne ricordino ai suoi tempi nelle celebrazioni, e di applicare l’eventuale nuovo calendario a tutta la Diocesi, in quanto il Canonico lamenta che un Santo di cui si fa in un determinato giorno memoria ad es. in Cattedrale, non è invece ricordato nelle altre chiese della Città o della Diocesi, dove se ne celebra un altro. Scrive infatti l’autore: “Se v’ha calendario, il quale abbia e scarsezza di santi proprij, e difformità nella recita de i divini offizi, egli è il calendario fermano”. Oltre alla rivendicazione di un ruolo fermano forte, riconosciuto e diffuso, che costituisce il carattere più peculiare del trattato, nello scritto si rinviene un altro pregio storico ed erudito: le argomentazioni che l’Erioni propone a sostegno della proposta di “riforma”, cioè di modifica del calendario dei Santi, sono una vera e propria carrellata di personaggi cari alla nostra storia cittadina e a tutto il popolo fermano. Tra i Santi degni di essere celebrati nella liturgia vi sono quelli che furono Vescovi, e vengono qui ricordati S. Alessandro e S. Filippo come anche S. Adriano e S. Ciriaco; si elencano poi quelli che sarebbe lecito ricordare in quanto originari della Diocesi, da S. Fermano a S. Clemente, S. Girio e S. Gualtiero, S. Elpidio e S. Vittoria… e così tanti altri, presentati per il martirio subìto, o per il culto attestato, o per la presenza di reliquie nel nostro territorio, ciascuno corredato con note biografiche, citazioni bibliografiche, rimandi ai decreti dell’autorità religiosa…


Una piccola summa organica, ben strutturata e motivata -insomma- di argomenti dei quali evidentemente l’Erioni, accettando l’incarico di estendere le motivazioni della supplica, dimostra di avere piena padronanza grazie alla sua attività di giurista, alla sua passione erudita e agli ambienti che frequentava. Il piccolo volume, di 39 pagine, è perfettamente conservato, non riporta note che consentano di identificarne il possessore ed è annotato soltanto alla pagina 29, dove a penna è stato scritto nel margine sinistro S. SAVINO, ad evidenziare la trattazione che nella porzione di testo corrispondente si fa del Santo Patrono. Di questo libro, il cui interesse è ovviamente soprattutto locale, non si trova traccia nelle biblioteche italiane, stando al catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale: è certo probabile che qualche altra Biblioteca della nostra regione o della Capitale possegga –magari segnalato soltanto nei cataloghi cartacei- quest’opera, ma si tratta comunque di un libro certamente prodotto in poche copie, tenuto conto della sua finalità, e la cui valenza documentaria per la nostra Città è indubbia.


Maria Chiara Leonori

Direttore Biblioteca Civica ‘R.Spezioli\'






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2009 alle 14:09 sul giornale del 11 febbraio 2009 - 2001 letture

In questo articolo si parla di cultura, fermo, Comune di Fermo





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