Lotti Casabianca, Di Ruscio: ancora informazioni distorte

fermo 4' di lettura 03/02/2009 - \"Le opere di urbanizzazione sono state realizzate ed acquisite al patrimonio comunale secondo le quantità e qualità stabilite nell\'allora convenzione\".

Con riferimento ai vari articoli di stampa sulla questione dei lotti di Casabianca si precisa quanto segue:

In merito alla questione urbanistica il Piano Attuativo (o meglio il Piano di lottizzazione per i tecnici non addetti ai lavori) è stato approvato in data 09/03/1962 ed è stata sottoscritta la relativa Convenzione in data 14/11/1964, che dava concretamente attuazione agli interventi di trasformazione urbanistico/edilizia, eh già le \"trasformazioni urbanistico/edilizie\" perché a questo punto è necessario fare una prima precisazione:



1)Il piano attuativo è stato approvato in conformità all\'allora quadro normativo nazionale, (ex art. 28, legge 1150/42 e successive modificazioni ed integrazioni), e locale (programma di fabbricazione, regolamento edilizio, ecc.). Il predetto art. 28, ancora oggi vigente, prevede la durata massima decennale per l\'attuazione delle opere di urbanizzazione, senza precisare, o meglio, senza nulla statuire in merito alla validità delle \"prescrizioni urbanistiche della\" zona considerata;



2)Dopo oltre sessanta anni di applicazione della L. 1150/42, la parziale revisione della legge stessa e la giurisprudenza costante ha chiarito in modo inequivocabile, che i piani attuativi, sono equiparati ai piani particolareggiati previsti dall\'art. della stessa L. 1159/42 ed in quanto tali, le prescrizioni di zona e gli allineamenti, rimangono validi a tempo indeterminato (v. artt. 16 e 17 L. 1150/42) - trattasi, nel termine giurisprudenziale corrente \"ultra attività della norma\" - ma su questo punto occorre un confronto qualificato.



In conclusione, dato atto che le opere di urbanizzazione sono state realizzate ed acquisite al patrimonio comunale secondo le quantità e qualità stabilite nell\'allora convenzione, ( gli standards urbanistici minimi sono stati previsti con il D.II. 1444 solo nel 1968) oggi si possono certamente realizzare quegli interventi edificatori non ancora ultimati e conformi alle originarie previsioni urbanistiche ed in considerazione di un elemento fondamentale: in nuovo P.R.G. 2006, con l\'art. 143 prevede che …omissis, \" trascorsi dieci anni saranno rilasciate concessioni edilizie solo se sulle aree interessate esistono già le opere di urbanizzazione primaria o con l\'impegno garantito da idonea garanzia ad eseguirle …omissis\".



Nel merito del progetto degli edifici ad albergo i progetti presentati a febbraio 2006, contemplano la realizzazione di alberghi conformemente alla vigente normativa del Piano Attuativo, il quale, prevede esclusivamente i seguenti indici e parametri edilizi: numero dei piani 9 volume massimo - non previsto altezza massima - non prevista (il progetto presentato prevede un\'altezza massima fuori terra di ml. 35,05) superficie coperta - 1/5 per i primi due piani; 1/8 per i restanti piani superiori. Pertanto alla luce di quanto sopra, non sussiste la necessità di reperire ulteriori standards urbanistici in quanto quelli realizzati sono conformi al piano approvato; non sussiste, inoltre, la necessità di una verifica delle volumetrie massime assentibili in quanto le stesse sono state \"indirettamente\" individuate su ogni singolo lotto sviluppando la sola superficie coperta per il numero dei piani; non è prevista un\'altezza massima degli edifici e quindi, quella prevista nei singoli progetti presentati, è demandata alla sola discrezionalità progettuale in ragione di oggettive necessità di carattere tecnico.



E\' assolutamente impensabile, come affermato da qualcuno che l\'altezza massima è di 27/28 ml., basta fare una semplice moltiplicazione per capire che 7 piani (destinati ad albergo) per almeno ml 3,50 di altezza sommano ml. 24,50, e due piani (destinati ai servizi e commercio) per 4,50, sommano ml. 9,00, che in totale sommano ml. 33,50. Infine non appare neanche praticabile la soluzione di una variante urbanistica in quanto per la situazione giuridicamente conformativa dei diritti edificatori, esiste la esplicita volontà dei richiedenti di attuare le previsioni edilizie secondo quanto prevede il piano attuativo ancora pienamente vigente. Una forte motivazione pubblica che \" giustifichi\" e compensi tali diritti edificatori consolidati non appare evidente allo stato attuale.



Appare inopportuno che si continui a fornire alla cittadinanza attraverso gli organi di stampa informazioni distorte da parte di chi riveste anche un ruolo tecnico all’interno dell’Amministrazione Comunale e domando al centro sinistra, che oggi pontifica, perché ha adottato nell’agosto 2000 la variante generale al PRG senza provvedere alla definizione della questione invece di confermare la situazione così com’era dal 1962.



Saturnino Di Ruscio

Sindaco






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 febbraio 2009 - 1063 letture

In questo articolo si parla di attualità, fermo, Comune di Fermo





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