Montefalcone Appennino: l\'ultima osteria...

2' di lettura 29/01/2009 -

Per quanto c\'è dato conoscere si può tranquillamente affermare che l\'ultima osteria esistente sta alle porte di Montefalcone Appennino: l\'osteria da Quintilia. Un classico esempio di casa e bottega, con tutte le caratteristiche intrinseche ed estrinseche a questa particolare tipologia dal sapore romantico, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.



L\'edificio venne costruito dal nonno materno di Quintina, già apprezzato mercante di vino. L\'arredo è precedente al 1917, l\'anno della morte del nonno: un paio di tavolini, un bancone in graniglia con acquaio in rame, una bottiglieria a vista, un tavolo in sala da pranzo, una cucina, un bagno sul pianerottolo e alcune stanze.


A questo arredamento dignitoso e usurato dal tempo, vanno ad aggiungersi due spazi esterni: due campi per il gioco delle bocce ed una terrazza panoramica riparata da un pergolato. Il pergolato era una sorta di bersò che serviva a ripararsi dal sole caldo del meriggio, una struttura a volte anche a galleria costituita da due file di montanti di ferro, per il sostegno di piante rampicanti, collegate ad una certa altezza per consentire il passaggio e nello stesso tempo l\'ombreggiamento. Nell\'osteria da Quintilia è del tipo a spalliera, formata cioè da colonne che sorreggono piante rampicanti che aggettano dalla parete come una pensilina vegetale. Le parti sono collegate da fili di ferro in trazione che svolgono il ruolo di tutori.


Sulla parete sovrastante il pergolato campeggia ancora un\'iscrizione significativa, una massima tratta da un discorso di Mussolini del marzo 1937: \"RICORDARE E PREPARARSI\". Insomma questa osteria è un museo vivente e, anche se non potrà essere salvaguardata, deve essere per lo meno documentata affinché le future generazioni comprendano il significato del termine, troppo spesso abusato, e magari il concetto di casa e bottega. Questo vecchio modo di dire definisce un gran lavoratore (è un uomo tutto casa e bottega), ma soprattutto delinea un edificio con attività produttiva al piano terra e residenza al primo piano, tipico delle osterie proprio come quella \"da Quintilia\" e degli spacci di campagna che, come abbiamo più volte visto, erano spesso isolati.


Da casa e bottega si può far derivare un altro modo di dire di significato immediato: \"chi c\'ha in vetrina c\'ha anche in cantina\".









Questo è un articolo pubblicato il 29-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 29 gennaio 2009 - 1496 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, gabor bonifazi, architetto





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