Porto S.Elpidio: ultimo appuntamento con la settimana interculturale

sindaco di Porto s.elpidio 4' di lettura 24/01/2009 - Sarà il tavolo Interistituzionale Programmazione comune per un territorio accogliente a chiudere, oggi (24 gennaio), la Settimana provinciale dell’intercultura.

A villa Baruchello, con inizio alle ore 10, si terrà, infatti, un incontro cui prenderanno parte gli Assessori regionali alle Politiche sociali, Marco Amagliani, e all’istruzione, Stefania Benatti, il direttore dell’Ufficio scolastico Regionale, gli assessori provinciali all’istruzione e ai servizi sociali, Olimpia Gobbi e Licia Canigola, il Sindaco Mario Andrenacci e l’Assessore alla Cultura del Comune di Porto Sant’Elpidio Annalinda Pasquali, un rappresentante degli studenti; i Dirigenti delle scuole Polo per l’Intercultura, i Coordinatori degli Ambiti territoriali sociali, gli amministratori degli Enti locali, i componenti dell’Associazionismo locale, i rappresentanti delle comunità immigrate, gli studenti. Il tavolo sarà coordinato da Simone Giusti, docente di letteratura all’Università di Macerata, Direttore Agenzia Formativa L\'Altra Città Grosseto.


Lo scopo – spiega l’Assessore Pasquali - sarà quello di riflettere sul percorso compiuto dal Territorio dopo l’Accordo di programma Provinciale per la gestione del Progetto di accoglienza e integrazione degli studenti immigrati della Provincia di Ascoli Piceno; individuare i punti di forza e di debolezza di tale percorso; segnalare e selezionare buone pratiche per l’ottimizzazione delle risorse; individuare nuovi obiettivi per la continuità del progetto e una condivisione di materiali, progetti, strumenti per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. Sicuramente per portare avanti un progetto di integrazione culturale che sappia riconoscere le differenze, favorire il dialogo tra cittadini di culture diverse, promuovere l’uguaglianza civica e la cittadinanza è necessario confrontarsi con tutti gli attori del territorio che, direttamente o indirettamente, si occupano di accoglienza e di integrazione.


Un importante lavoro di inclusione sociale è stato fatto nelle scuole, grazie a due alla “Carta per l’integrazione scolastica dei bambini e dei ragazzi stranieri nella regione Marche” e all’ “Accordo di programma per la gestione del progetto di Accoglienza ed integrazione degli studenti immigrati della provincia di Ascoli Piceno”, sottoscritto dai dirigenti di tutte le scuole della provincia. Ma ancor prima della formalizzazione dei due protocolli d’intesa, che fissano chiare linee d’azione, si deve alle competenze e alla sensibilità degli insegnanti l’inserimento e l’accoglienza degli immigrati.


I docenti, infatti, sono uno straordinario “ponte” tra le famiglie d’origine e la comunità residente e viceversa; sono sempre impegnati a favorire la comprensione reciproca degli allievi; far comprendere l’unicità di ciascuno; valorizzare la molteplicità dei punti di vista e il valore delle conoscenze di cui ogni individuo è portatore. Tuttavia, è importante sensibilizzare al concetto di cittadinanza inclusiva anche le famiglie e la comunità tutta; l’immigrato è considerato “capitale”, cioè importante, solo nell’ambito economico-produttivo, non in quelli sociale e culturale. Per fare in modo di riconoscere i valori di cui l’altro è portatore è necessario che la comunità locale sappia accogliere le differenze, senza rinunciare alla sua identità; sappia elaborare un modello condiviso di società accogliente e rispettosa del diverso, fondata sulla reciprocità e sul senso di appartenenza alla specie umana, l’unico vero senso utile per il riconoscimento dell’identità individuale e del pluralismo culturale.


Per questo l’azione deve essere interistituzionale ed è necessaria una progettualità territoriale integrata per superare l’occasionalità e l’autoreferenzialità degli interventi. Lo stesso modello comunitario europeo è multiculturale, non solo per il corso della storia (la cultura greco-romana; quella barbarica e cioè scandinava, slava, germanica; per la colonizzazione araba, ecc…) ma perché i 27 paesi che compongo l’Unione Europea hanno lingue, tradizioni e legislazione diversa. Ci si sta allontanando sempre più dal vecchio modello stato-nazione con popolazione culturalmente omogenea, e si va verso l’affermazione del concetto di cittadinanza. Quest’ultimo individua un patrimonio comune che appartiene a ciascun individuo ed è costituito da diritti e doveri. Secondo i recenti dati resi noti dagli uffici dell’Anagrafe, la popolazione elpidiense ha superato i 25.000 abitanti. Rispetto al 2007 vi è stato un incremento pari all’1.4% dovuto per circa il 90% agli immigrati.


La composizione attuale della popolazione elpidiense è data dal 10% di immigrati extracomunitari, e da un numero difficilmente precisabile di cittadini di vecchia e recente immigrazione provenienti dai paesi dell’entroterra e da altre regioni d’Italia, che ha scelto di vivere a Porto Sant’Elpidio, per la sua posizione geografica, per l’occupazione nel calzaturiero, per l’offerta del tempo libero (spazi, associazionismo, ecc…). Gli epidiensi doc sono molto pochi. Vi sono interi quartieri dove vi è un ricco miscuglio di dialetti regionali. Ritengo che proprio questa composizione già di per sé variegata, nonché la propensione agli spostamenti in Italia e all’estero, conseguenza dall’attività commericale-calzaturiera, che favorisce la conoscenza di altre culture e altri stili di vita, consenta il clima di pacifica convivenza tra residenti e nuovi arrivati da altre nazioni.


Tuttavia, se l’integrazione è buona vige ancora la separazione etnica e la paura dell’altro, si esprime preoccupazione per il meticciato, per l’uso delle risorse locali e dei servizi al cittadino da parte degli immigrati. Proprio per questo sono necessarie occasioni di informazione e di convivialità che consentano la conoscenza reciproca”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 24 gennaio 2009 - 1111 letture

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