Il gran bazar della musica e degli artisti. A Fermo. E dove se non da... Rossini

3' di lettura 28/11/2020 - Vintage vintage vintage. Sicuramente! Ma vintage di qualità. Di alta qualità. È il bazar di Lorenzo Rossini, in Corso Cavour, a Fermo. Due vetrate, due stanze. E un ritorno al passato. Entrate e tornerete indietro di oltre 50 anni! Quando i negozi di dischi diffondevano musica e vendevano Demis Roussos, I Camaleonti, Don Backy, i New Trolls, e, ovviamente, Beatles e Rolling Stones. La parete lunga del negozio di Lorenzo è occupata dai 33 giri. Sistemati, spolverati, ripresi in mano più volte e, forse, anche accarezzati.

«Sono vinili originali – precisa con simpatico puntiglio il proprietario - non copie come si ristampano oggi». È la sua collezione privata. Ne possiede 5 mila, di ogni tipo, con tutti i cantanti e con tutti i gruppi italiani e non. Passione, la sua, che viene da bambino. «Amo da sempre la musica, ma non l'ho mai studiata». I 33 giri non sono il suo unico tesoro. Di 45 nei ha duemila, e poi metteteci anche i 78 e i 16 giri, che sono introvabili. Da un cassetto quasi segreto tira fuori un disco in bachelite, mai visto. Una chicca che fa volare la fantasia. Poi l'atterraggio: sul tavolo Lorenzo appoggia una serie di LP che riportano le canzoni del Merlo di Moresco, anni Sessanta, conduzione Febo Conti e orchestra di Peppino Principe. Rossini – mai cognome fu più azzeccato - è travolgente. Pura adrenalina musicale.

Dal fondo del bancone salta fuori un plico. Lui lo scarta con attenzione, con rispetto quasi religioso. È una raccolta di foto con dedica proprio a lui da parte dei più grandi artisti della voce. Dovrei stilare due articoli per citarli tutti. Ne indico solo alcuni: Beppe Carletti de I Nomadi, Luca Barbarossa, Jonny Greenwood dei Radiohead, Detto Mariano ex Clan di Celentano. Rossini appare sempre al loro fianco. Non basta. Dal cellulare emerge la foto del compianto Enzo Bosso. Lorenzo l'ha incontrato in piazza del Popolo a Fermo. La richiesta di una dedica, una foto e una lunga chiacchierata. A 58 anni di età, ne ha frequentati tanti di concerti. Era piccolo quando ha assistito al primo: quello della Premiata Forneria Marconi. L'ultimo è stato invece ad agosto scorso con il Trio Mariella Nava, Grazia di Michele e Rossana Casale. Gli è rimasto impresso quello dei Pink Floyd a Venezia, anni fa.

Scruto meglio l'ambiente. Un'altra parete è coperta dai poster dei cantanti più famosi. Ai loro piedi, Lorenzo ha sistemato le vecchie sedie in legno sul tipo Nuovo Cinema Paradiso. E in vetrina campeggiano un clarinetto dei primi Ottocento, un flicorno, un sax, un flauto, spazzole da batteria. Rossini è specializzato in riparazioni e restauro di giradischi (oggi difficilmente reperibili), fono valigie e una sorta di parente prossimo del grammofono. Ha imparato il mestiere dal padre Renato che gli ha anche passato il gusto della musica. Ma non solo. Perché su alcune mensole fanno mostra di sé modellini di auto d'epoca e da corsa. «Un'altra mia passione» spiega. Mentre esco, adocchio delle grandi e vecchie bobine. Sono registrazioni in Revox. Guardo meglio. C'è il logo di Radio Fermo Uno. Anni Settanta.
Uscito, mi giro. Sono tornato nel presente. Ma non so se è meglio.






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 28-11-2020 alle 13:14 sul giornale del 30 novembre 2020 - 780 letture

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