Amandola: la Scuola tende la mano verso le donne. Gli alunni si schierano. “No alla violenza”.

6' di lettura 26/11/2020 - L’Omnicomprensivo di Amandola si fa portavoce di una nuova cultura, che poggia su tre solidi capisaldi: rispetto, educazione e parità di diritti. Testimonianze, racconti e la parola degli esperti. Professori e studenti si incontrano online per la giornata sulla violenza femminile. Ogni giorno dati in crescita e sempre più donne chiedono aiuto. “Mi picchiava, ma poi è arrivato con un mazzo di rose. L’ho perdonato”.

Una giornata unica nel suo genere, più importante rispetto alle altre, che si tinge di un colore speciale, il rosso. Un colore spesso legato all’amore, alla passione, ma anche ad emozioni negative, come la sofferenza. Proprio questa è la tonalità che ha caratterizzato la giornata di ieri, interamente dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Un 25 Novembre che ogni anno acquista un valore più profondo, visto il crescente numero di casi di violenza femminile. Una ricorrenza ricordata da tutti ad ogni latitudine ed in ogni Stato.

Anche l’Istituto Tecnico Economico di Amandola ha deciso di celebrare questa giornata, organizzando un evento interamente dedicato. L’Omnicomprensivo, come sta facendo da tempo, ha scelto di dar vita ad un incontro online tra studenti, docenti, autorità ed esperti del settore, durante il quale si è creato un ricco e stimolante dibattito, ravvivato da testimonianze, informazioni, racconti e chiarimenti, il tutto indirizzato in un unico binario: la cura, protezione e rispetto della donna. Curato dalla Prof.ssa Franconi e dalla Prof.ssa Laurenzi, l’evento ha visto tanti partecipanti, chi connesso da casa, chi direttamente dalle aule scolastiche.

Ad inaugurare l’incontro è stata la padrona di casa, la Dirigente Scolastica Rita di Persio, che ha sottolineato la rilevanza di questa giornata. Lo sfondo è quello della scalinata dell’Istituto Tecnico, interamente colorata di rosso, con scarpe, borse e drappi che testimoniano l’importanza della figura femminile.

Da questo suggestivo scenario la Preside ricorda il compito primario della Scuola, quello di promuovere la cultura della prevenzione, educando al rispetto della donna in ogni ambito ed in ogni luogo. “La violenza non è insita in noi. Un uomo non nasce violento, ma lo diventa in base alle influenze della società e al tipo di educazione che riceve. È proprio qui che la scuola svolge un ruolo fondamentale nella formazione degli studenti. Insieme alle famiglie, siamo noi i primi a dover imprimere quel cambio di mentalità e di cultura, che invece la società di oggi sta cercando di evitare, deviando verso modelli e stereotipi che aggravano solo questa problematica – spiega la Di Persio - Siamo fortemente impegnati a favorire nei nostri alunni lo sviluppo di un pensiero critico, capace di cogliere e superare pregiudizi radicati, stimolandoli anche a saper gestire le emozioni . Vogliamo illuminare il loro percorso di crescita umana e personale, accompagnandoli verso la conoscenza di sé e la scelta di quello che sarà il loro posizionamento nel mondo. Gli anni della Scuola secondaria di secondo grado sono fondamentali nella formazione dell'individuo ed è fondamentale seguire gli studenti con uno sguardo attento, grazie anche ai piccoli numeri di una scuola dalla dimensione umana”.

Molte le autorità che, poi, hanno preso parte all’incontro, come l’Ass. regionale all’Istruzione e Pari Opportunità Latini Giorgia, il Sindaco di Amandola Marinangeli e l’Ass.Scirè. Molto significativo l’intervento di Antonella Orazietti, Presidente della Commissione Pari Opprotunità della Provincia di Fermo: “Nella nostra Regione sono diversi gli sportelli di ascolto per le donne e da tempo ci stiamo impegnando per potenziarli. Nell’ultimo anno i dati sono cresciuti molto e per questo la rete di sostengo deve incrementarsi e, come in questa giornata, la scuola deve svolgere un ruolo fondamentale. È difficile invertire la rotta e cambiare la cultura di oggi, perché la violenza sulle donne si estende in più settori ed in varie situazioni”.

Violenza fisica, di genere, verbale, psicologica ed economica. Vanno superati gli stereotipi ed in pregiudizi sulla figura femminile. Parità e rispetto ad ogni livello: “Non è possibile che la donna venga sottomessa dall’uomo in ogni situazione sociale. Questo quadro va cambiato ed il primo input deve essere dato dalle famiglie e dalla scuola. Le insegnanti devono aiutare i ragazzi a conoscere i pregiudizi e superarli – spiegano la Orazietti e la Gentili – la donna non è l’oggetto del desiderio maschile, un ragazzo non può pensare questo, è li che dobbiamo intervenire, sostenere ed aiutare le donne, ma allo stesso tempo recuperare e curare certi atteggiamenti e comportamenti dell’uomo”.

A seguire ha preso la parola il Sindaco Marinangeli, che ha sottolineato la grande collaborazione tra Amministrazione e Scuola, uno stretto rapporto che ha portato alla creazione di significativi eventi: “Parlo da uomo che ama e rispetta le donne, figure fondamentali sulle quali poggiare un’intera vita. È emozionante partecipare a questo tipo di incontri e vedere alunni pronti a lottare per questi temi. Oggi la violenza femminile è un fatto culturale, siamo ancora pervasi dalla cultura del secolo scorso, va cambiata e sostituita con il rispetto e quella parità di diritti che tanto desideriamo. Il giorno più bello sarà quello dove non ci sarà più bisogno di questo tipo di giornate”.

Di impatto anche l’intervento della dott.ssa Francesca Brugnolini del Centro Antiviolenza di Fermo: “Questa violenza si può sconfiggere sradicando la cultura errata. I ragazzi devono avere consapevolezza di cosa sono gli stereotipi, riconoscerli e cancellarli. Nessuno è nato violento, ma lo è diventato con il tempo, si è adattato agli stereotipi che la società gli ha messo davanti ed è qui che deve intervenire il pensiero critico per comprendere cosa va eliminato e cosa va coltivato. Da qui in avanti sarà decisivo fare rete sul territorio tra famiglia, scuola, forze dell’ordine ed Enti dedicati, perché questo tipo di violenza ha molte sfaccettature e spesso, prima che succedano fatti gravi, viene fraintesa ed a volte è troppo tardi”.

In chiusura, dopo un saluto alla città e alla scuola inviato da Jessica Notaro, applausi a scena aperta per le testimonianze degli alunni dell’ITE, che attraverso le voci di Giada Giangiaocmi e Luca Gesuè hanno raccontato storie di violenza molto toccanti, stimolando le corde più profonde dell’animo umano.

Un evento ben riuscito e che ha saputo toccare con delicatezza, rispetto, sensibilità e la giusta forza un tema quanto mai attuale e che va combattuto con ogni mezzo, a partire dall’educazione delle generazioni future. Un Istituto, quello di Amandola, che sa dare spazio alla voce degli alunni, facendoli confrontare con esperti, aprendo così un dialogo finalizzato alla formazione della loro cultura. Una Scuola che fa parte di una piccola realtà, ma che riesce a far crescere nel miglior modo possibile gli studenti che scelgono di frequentarla.








Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2020 alle 14:36 sul giornale del 27 novembre 2020 - 437 letture

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