A Lapedona si piantano alberi in onore dei bambini nati nel comune

2' di lettura 23/11/2020 - Vittorio, Anna, Bryan Luis, Mattia, Andrea, Tommaso, Edoardo, Riccardo e Nicolò: sono questi i nomi dati agli alberi piantati oggi 23 Novembre, in occasione della giornata Nazionale degli Alberi.

Sono dunque 9 i nuovi e giovani alberi posti a dimora, ognuno con il proprio cartellino di riconoscimento, in onore di 9 giovanissimi concittadini lapedonesi nati nell'anno intercorso tra il 21 Novembre 2019 e il 21 Novembre 2020, data in cui si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi e che, per l'occasione, sono stati piantati nei pressi del campo sportivo del comune.

Una iniziativa importante che coinvolge ogni anno non solo l'amministrazione, ma anche scuole dell'infanzia, della primaria e i genitori dei figli nati in questo arco temporale e che, a causa dell'emergenza sanitaria in corso su tutto il territorio nazionale, è stata stravolta. Oggi infatti nessuno delle persone normalmente coinvolte si è potuto presentare, se non i pochi operai comunali ammessi all'opera.

“Gli alberi con le loro peculiarità contribuiscono al miglioramento della qualità della vita, giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico e salvaguardano la biodiversità”. Queste le parole nella nota del comune che, nel caso di Lapedona, celebrano doppiamente la vita: la nascita di un bimbo, lietissimo evento, soprattutto in un momento storico come questo dove il tasso di natalità è ai minimi, e quella di un vero e proprio essere vivente, indispensabile per la sopravvivenza umana, che come gesto dimostra una mano tesa al futuro dell’intera comunità.

“Questa iniziativa va avanti nel nostro comune da circa 7 anni”. A parlare è il primo cittadino lapedonese Giuseppe Taffetani, che sottolinea l'assoluta rilevanza di tale ricorrenza da un punto di vista didattico, in particolar modo per i più piccoli. “La piantumazione di questi alberi è un modo per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto della natura. Rispettare l'ambiente -conclude Taffetani- vuol dire rispettare noi stessi; anche perché, del resto, cos'è l'albero se non la vita stessa?”.






Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2020 alle 15:02 sul giornale del 24 novembre 2020 - 372 letture

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