Fermano. Il brand c'è già. Alcuni sindaci lo hanno adottato

3' di lettura 25/10/2020 - Da più parti si chiede a gran voce un marchio distintivo per il Fermano. Un marchio che unifichi mare collina monti, prodotti di qualità, bellezze artistiche, paesaggistiche, storiche, turismo e agricoltura, salute e gastronomia, rispetto della natura e coscienza del non spreco. Un collante efficace, insomma. Ma siamo sicuri che il brand non esista già? E pure, viaggiando lungo la strada Faleriense verso monte, s'incontra il segnale stradale di Montegiorgio che indica “Città della Dieta Mediterranea” con un logo accanto: un tempio greco e una serie di iscrizioni. Salendo più su è la volta di Smerillo il cui cartello recita: “Terra della Dieta Mediterranea”, stesso loghetto, stesse scritte.

Se il nuovo vice sindaco di Fermo, Mauro Torresi, terrà fede all'impegno del suo predecessore Francesco Trasatti, anche la cartellonistica stradale del capoluogo di provincia evidenzierà “Terra della Dieta Mediterranea”. Così come promesso da Monteleone di Fermo, Belmonte Piceno, Magliano di Tenna, Servigliano e via scrivendo. Senza dimenticare la legge regionale approvata due anni fa dal consiglio, all'unanimità, che spinge perché i territori marchigiani, quelli del sud in specie, si muovano sul binario di questo concetto.

Il marchio già registrato da tre anni presso il Ministero competente: il Ministero dell'Economia e delle Finanze, è stato definito un «brand fortissimo». Non lo dicono solo i componenti il Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea che si battono da otto anni per questo riconoscimento e per il disseppellimento di una specificità esclusiva, dimenticata per troppo tempo. Lo hanno detto, ribadito e sostenuto le due, allora, consulenti del Ministro Franceschini intervenendo alla “Due giorni di Turismo sostenibile”, promosse a Montegiorgio a giugno del 2017 dal Laboratorio e dal municipio locale. Stiamo parlando di due personaggi di altissima professionalità che lavorano nell'ambito della comunicazione specializzata: Ottavia Ricci e Lorenza Bravetta. Entrambe furono d'accordo nell'affermare, dopo aver visitato la zona, gustato i suoi prodotti, incontrato 90 tra operatori turistici e piccoli produttori agro-alimentari, che il territorio fermano nel suo complesso avrebbe avuto un grande impatto comunicativo con ricadute economiche sostanziali qualora avesse adottato il marchio della Dieta. Come poi hanno fatto alcuni comuni, ristoranti, agriturismo e aziende agro-alimentari.

Superfluo tornare sul concetto di Dieta, ormai spiegato in tutte le salse: onnicomprensivo di cultura, salute, tradizione, natura, etc. etc.

Importante invece ragionare in termini di distretto, di una realtà plurima che, accanto ai propri marchi identificativi, si coagula intorno ad un brand o co-brand che faccia da cappello e traini in maniera potente la Terra di Marca

A chi volesse sollevare problemi circa l'originalità del marchio, o le altrui rivendicazioni, si potrà rispondere con i fatti, gli studi, cioè con la fondamentale ricerca scientifica del Seven Countries Study, svolto, per l'Italia, proprio nel Fermano. Da cui scaturì il concetto di Dieta Mediterranea (patron: il prof. Flaminio Fidanza originario di Magliano di Tenna) e che ebbe come conseguenza l'identificazione di questa porzione di territorio – questa nostra terra - come il luogo della longevità attiva, salute e ben-essere.

Che manca, allora? Forse la voglia di stare insieme? Forse la non primogenitura degli uomini della politica? Ma sarebbe come automutilarsi.






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2020 alle 09:37 sul giornale del 26 ottobre 2020 - 392 letture

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