Fermo: TerraProspera: grani antichi, pane e forno di comunità

3' di lettura 16/10/2020 - Questa è la storia di due “contadini-panificatori”, e di un forno di comunità. Loro sono Raffaele Pozzi e Ilaria Santandrea. Hanno dato vita nel 2016 alla Società agricola TerraProspera. Hanno anche un «socio», che si chiama Levante, di 18... mesi: il figlio. Lui arriva dal Piemonte, lei dalla Lombardia. Lui era consulente ambientale, con la voglia di costruire e far crescere un distretto dove l'agricoltura, quella tradizionale, avesse un ruolo importante, dove agricoltori, produttori, bottegai, semplici cittadini si ritrovassero in una sorta di economia circolare.

Lei ha una vocazione artistica, grafica, da illustratrice. Per tre anni ha lavorato alle Musee des Enfants di Bruxelles. Ed è una grande amante delle erbe. Le conosce, le raccoglie, le elabora.

La loro storia di vita e d'azienda nasce dopo un incontro in una cooperativa di agricoltori.

Da lì scatta la voglia di realizzare un progetto di sviluppo delle aree interne a partire proprio dalle loro convinzioni. Inizia così un tour dall'Appennino ligure sino alla Maiella per trovare un luogo idoneo a realizzare i loro convincimenti. Tre volte battono l'entroterra delle Marche sud. La campagna di San Ginesio li affascina. Rintracciano qui ciò che i tecnici chiamano l'agricoltura multifunzionali, e che altro non è che l'agricoltura praticata da secoli. Decidono di stabilirvisi, di partire con la società agricola, qualche appezzamento di buona terra, la cura dei semi, la riproduzione dei grani antichi, dei miscugli, che è un po' la loro “fissa”, la crescita del farro e del favino come fertilizzante. Manca un pezzo però per chiudere il cerchio, l'ultimo della catena: il pane. E per farlo occorre un forno. Magari un forno particolare. Magari un forno... di comunità. Lo cercano. Lo trovano. A Loro Piceno ce n'è uno storico, risale a quasi due secoli fa. La proprietà è del comune. È chiuso da tempo. Raffele e Ilaria ne fanno richieste. Gli viene concesso. Lo riaprono. Lo ristrutturano. Ora il grano c'è, la farina pure, l'acqua è buona, il forno è... caldo. Raffaele impasta, inforna, vende. Lo aprono tre giorni la settimana: lunedì, mercoledì, venerdì. Ilaria è brava nella biscotteria. Ci sa fare. I dolci sono ottimi. Ma non ci si ferma. Il forno diventa un luogo di incontro. Arrivano le scuole. I bambini imparano usando il piccolo mulino manuale. Ci si vede per una pagnotta e per ascoltare le presentazioni di libri. Ci si siede fuori. Si respira una bella aria.

«Il terremoto ha creato qualche difficoltà», spiega Raffaele. Alcune iniziative culturali sono saltate, così come le visite delle scolaresche. I problemi però non abbattono la coppia. Si guarda avanti. Intanto hanno attrezzato il forno anche come un minuscolo museo con tanto di vecchia mattera, pale per infornare, assi per posare il pane, vecchi sodi per cuocere. Ilaria ha realizzato anche una parete didattica dove i ragazzini scoprono un mondo che sarebbe altrimenti dimenticato.

Un altro progetto è nel cassetto. È la riproposizione del forno di comunità. Che vuol dire che ogni venerdì pomeriggio sarà a disposizione gratuitamente di ogni residente che volesse cuocere un pollo, un ciambellone, quel che gli pare.

Intanto TerraProspera ha in previsione di acquistare altri 3 ettari di terra, ne possiede già 12 tra San Ginesio e Loro Piceno. Vogliono sempre più costruire la loro filiera agricola. Vogliono sempre di più difendere e incrementare la buona agricoltura. Che è salute, storia, tradizione. Modo di intendere la vita.






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2020 alle 10:27 sul giornale del 17 ottobre 2020 - 207 letture

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