Fermo, Calcinaro vincitore. Le dichiarazioni del sindaco rieletto e dei suoi tre sfidanti

5' di lettura 22/09/2020 - In 14.314 lo hanno riconfermato: Paolo Calcinaro - con il 71,41% - è il sindaco di Fermo.

I risultati, quelli definitivi, sono arrivati nel tardo pomeriggio, ma la vittoria era già scritta; i numeri, seppur parziali, parlavano chiaro.

Aria di festa, di gioia, di amicizia, in Piazza del Popolo. Nella sede di Piazza Pulita si sono ritrovati un po’ tutti: un brindisi, nonostante la pioggerella, non poteva mancare. Circondato dall’affetto dei cittadini, tra un’intervista, un saluto e un abbraccio, c’è Calcinaro. «Ce l’abbiamo fatta hai visto? Non avevo dubbi» è l’espressione più udita in questo 22 settembre.

«L’emozione è forte, una cosa così solo in pochi possono viverla. Non so quanti altri possono avere una riconferma al 71,41%. Bello, strepitoso, non me l'aspettavo una percentuale così alta. Significa che la città si è immedesimata nella nostra modalità di lavoro, di vicinanza e concretezza».

E alle critiche degli ultimi tempi, il “civismo di destra” in particolare, oggi Calcinaro risponde così: «Argomento da propaganda. Ѐ chiaro che le persone non hanno abboccato, da noi sono arrivati i voti dei cittadini, a prescindere dagli schieramenti».

Cinque anni fa i festeggiamenti Calcinaro non se li era goduti a pieno, già pensava al da farsi, invece oggi è un po’ diverso per lui, appare piuttosto tranquillo. «La sensazione è molto diversa, sono sereno, so già quali sono i passi che ci aspettano. A questi, tuttavia, ne dovremmo aggiungere altri: pianificazione urbanistica per lo sviluppo di Campiglione e nuovi, leggeri insediamenti di ricettività turistica sulla nostra zona collinare. Sono contento di avere una squadra di qualità pronta a lavorare su questi percorsi».

Sulla salita del Duomo, fuori dalla sede della Lega, c’è Lorenzo Giacobbi, enormemente soddisfatto del risultato: 2.044 voti (il 10,20%).

«Da soli siamo riusciti a ottenere una percentuale di voti altissima». E paragona orgoglioso il risultato della Lega con quello degli altri partiti che hanno corso, quindi Pd e Movimento 5 Stelle: «siamo il primo partito a Fermo, un risultato perfettamente in linea con quello delle regionali». Altro paragone ancora, stavolta con le scorse amministrative di Pesaro e Ascoli, dove la Lega - ricorda Giacobbi - ha sbloccato il 9% circa: «noi sblocchiamo il 10%, siamo il primo capoluogo di provincia nelle Marche come Lega: questo mi inorgoglisce» dice.

Ora è tempo di guardare al futuro, di esserci, di fare opposizione costruttiva - è quanto ha affermato.

«Bisognerà costruire i prossimi 5 anni come Lega o, se i partiti dovessero trovare un accordo per ripartire su Fermo, come coalizione di centro destra. Se alcuni partiti non hanno voluto presentarsi forse è perché non hanno lavorato bene negli ultimi cinque anni e, per evitare la figuraccia, hanno preferito fare questo tipo di scelta. L’unico partito che si è dimostrato coerente è stato la Lega che si è presentata e ci ha messo la faccia».

Se la vicenda, rimbalzata dappertutto, che ha visto coinvolto a pochi giorni dal voto un suo candidato consigliere abbia in qualche modo influito o meno sul risultato Giacobbi non lo sa. «Le preferenze sono state abbastanza contenute. L’unica cosa che sento di dire è che non condivido la violazione della privacy, per il resto non spetta a me giudicare la persona».

Renzo Interlenghi era a Piazzale Azzolino, nella sede del Pd. 14,77%, ossia 2.961 voti. Un risultato che commenta così: «il frutto di un lavoro fatto con poco tempo e con i mezzi e le risorse a disposizione. Abbiamo dato il massimo, se non ci fosse stata questa coalizione probabilmente il centro sinistra sarebbe scomparso del tutto. Mi sembra di capire - esclama - che Fermo abbia come leader del centro destra una persona ben individuata nel sindaco Calcinaro e, invece, come punto di riferimento della sinistra il sottoscritto e tutti coloro che sono stati in campagna elettorale insieme a me».

Una soluzione per 2.000 famiglie in difficoltà e senza casa, questo il primo obiettivo di Interlenghi, poi ridare slancio alla produzione: «senza ripresa - dice - il territorio è destinato al collasso e, conclusi i festeggiamenti, bisogna che questa amministrazione si metta in moto per far sì che, quando arriveranno i soldi del Recovery Fund, vi siano idee chiare su come investirli».

Incassa la sconfitta dunque, ma una vittoria la porta comunque a casa Interlenghi, quella di aver visto tanti giovani avvicinarsi alla politica, anche con un protagonismo reale, e tanti occhi lucidi durante i comizi.

Ad un’amica al telefono ha risposto così: “oggi è il primo giorno del resto della mia/nostra vita”, perché un ruolo in consiglio lo avrà la sua “Fermofutura”. «Siamo la seconda forza a entrare in consiglio comunale, abbiamo una responsabilità importante. I nostri progetti hanno una loro importanza, li sapremo realizzare, anche in maniera indiretta, dal momento che svolgiamo un’egemonia culturale nei confronti di questa amministrazione, che già su alcuni temi ci sta venendo dietro».

Poi c’è Stefano Fortuna. In consiglio comunale per la sua coalizione (Movimento 5 Stelle e L’altra Fermo) siederà solo lui. Nel 3,63% vede una sconfitta. «Ci siamo ritrovati a fare un lavoro contro dei giganti, ci sentiamo molto piccoli, soffriamo il potere economico di certe liste».

Una campagna elettorale povera, con un risultato che è quello che è, eppure sulla valenza dei loro contenuti non ha dubbi Fortuna, «contenuti - sostiene - che nei giorni scorsi tutte le forze politiche hanno abbracciato, se sapevamo che i contenuti erano uguali - ironizza - potevamo fare un’unica coalizione».

Ribadisce quanto da anni, sia dentro che fuori dal consiglio comunale, su certi temi stiano lavorando e continueranno a farlo, badando sempre ai contenuti, perché - conclude - la politica è qualcosa da seguire tutti i giorni.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 22-09-2020 alle 21:49 sul giornale del 24 settembre 2020 - 967 letture

In questo articolo si parla di politica, articolo, Benedetta Luciani

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