Guglielmo Marconi: attivista, combattente, uomo della Resistenza

3' di lettura 18/09/2020 - Nasceva a Pedaso il 18 Settembre 1903 Guglielmo Marconi, antifascista, partigiano, protagonista della Resistenza nonché della politica riminese del secondo dopoguerra.

Di carattere indomito, impulsivo ed impavido, Marconi a 17 anni presta servizio militare a Firenze nella 1° Compagnia telegrafista. Rientrerà a Rimini, città dove la famiglia risiedeva, agli inizi degli anni Venti, dopo un breve periodo impiegatizio a Trieste. Nel 1922 si iscrive nell'appena nato PCdI, neo partito formatosi dall'allora Partito Socialista; da qui prenderanno forma le sue idee antifasciste che lo porteranno ad un intenso attivismo politico contro gli squadristi.

Rappresaglie, sparatorie, tentativi di uccisioni nei confronti di fascisti, condurranno il giovane Marconi ad aderire al Movimento anarchico degli Arditi del Popolo, ma anche a multe, condanne ed arresti per cospirazione. Si trasferisce in seguito a Roma ma emigrerà di lì a poco in Francia, dove nel frattempo si sposa con l'italiana Isola Fabbrini, da cui avrà tre figli, e successivamente in Lussemburgo poiché osservato speciale della polizia del regime.

A causa della sua continua attività di propaganda antifascista all'estero, Marconi verrà ben presto espulso sia dal Lussemburgo che dalla Francia. Riparerà in Belgio, ma anche qui sarà segnalato e in seguito allontanato, venendogli inoltre decretato un ordine di arresto in caso di un suo ritorno in Italia.

Nel 1936 parte come volontario delle Brigate Internazionali e si trasferisce in Spagna, per poi fare ritorno in Francia l'anno successivo. All'indomani dello scoppio del conflitto tra Francia e Germania, nel 1939 diverrà prigioniero in un campo di concentramento sui Pirenei Orientali a causa del suo rifiuto di arruolamento nelle truppe francesi. Nel 1941 lavora a Berlino come operaio in una fabbrica di aerei da guerra e nel 1942 è arrestato dalla Gestapo e consegnato alle truppe italiane.

Liberato l'anno successivo, nel '44 aderisce al movimento di resistenza dell'8° Brigata Garibaldi Romagna, sotto il nome di Paolo, contrastando con notevole successo l'azione nazifascista dell'ultimo periodo bellico, anche se con notevoli perdite di civili, che porteranno ad una lotta intestina tra alcuni membri della brigata partigiana ed al loro successivo allontanamento.

A guerra finita, Marconi è protagonista della scena politica riminese ricoprendo la carica di vicesindaco, ma a causa di diversi modi di pensare con il nuovo Partito Comunista Italiano, ne rimarrà di fatto quasi totalmente escluso. Abbandonata dunque la politica, negli anni Sessanta Marconi scrive un libro di memorie che verrà pubblicato postumo, negli anni Ottanta, dal titolo Vita e ricordi sull'8ª brigata romagnola.

Ammirato e temuto, Guglielmo Marconi si rivela un personaggio contraddittorio ma allo stesso tempo costante nelle suo agire, poiché guidato da un unico elemento: il coraggio. Di indole ribelle, egli rappresenta uno dei volti che hanno fatto la storia del partito comunista italiano, nonostante sia stato molto spesso contestato dai suoi compagni. Infatti solo negli ultimi anni della sua vita il suo impegno alla causa verrà ufficialmente riconosciuto, anche dai suoi vecchi avversari politici. Morirà a Rimini nel 1968 a causa di un male incurabile.






Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2020 alle 10:20 sul giornale del 19 settembre 2020 - 291 letture

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