Fermo, Camera di Commercio Marche: salvo il Micam, 82 gli espositori marchigiani

3' di lettura 15/09/2020 - Ancora una volta Micam. La manifestazione internazionale della calzatura più importante al mondo si terrà, e sarà in presenza, a Milano dal 20 al 23 settembre.

Un successo inaspettato parlare oggi di Micam, dopo mesi travagliati, per la Camera di Commercio delle Marche.

Saranno 82 le imprese marchigiane che parteciperanno - a dirlo è il presidente della Camera di commercio delle Marche Gino Sabatini, denunciando una flessione dell’export di oltre il 27%, vale a dire 400 milioni di euro in meno sulle esportazioni.

Circa 600 le domande che sono state presentate per il bando b2b, tradottesi in un intervento economico, solo sulla provincia di Fermo, superiore a 700.000 euro. «Inoltre - aggiunge Sabatini - stiamo lavorando sull’aumento dei voucher per l’internazionalizzazione, abbiamo riconsolidato l’accordo con l’Ice per quanto concerne l’export flying desk e - a proposito di Micam - abbiamo raddoppiato da 2.000 a 4.000 la contribuzione per le imprese che vi parteciperanno; 5.000 euro, infine, sono stati messi per le fiere extra europee».

A questo punto, manca ed è fortemente desiderata, l’estensione della decontribuzione al Sud anche alle aree di crisi delle Marche: «lotteremo per prendere quest’ultima mazzata che non ci permetterà di rialzarci» dice Sabatini a gran voce.

Giacomo Bramucci, vicepresidente Azienda speciale Tessile-Abbigliamento-Calzature della Camera di Commercio delle Marche sottolinea la valenza di una camera unica e delle tre aziende speciali ad essa connesse, specie nella fase emergenziale. L’unione fu qualcosa di lungimirante, tanto che «dalla mezzanotte di oggi - annuncia il segretario generale Schiavoni - circa un terzo delle camere di commercio d’Italia che non hanno provveduto all’accorpamento sono commissariate. Questo - conclude - dovrebbe consentire, negli auspici del Governo, di arrivare a gennaio con 60 camere in Italia».

Altra tema affrontato da Bramucci, come costruire una visione più ampia del tessile e calzaturiero. «Occorrono meccanismi comunicativi più evoluti che consentano di affrontare le sfide del mercato in maniera più ampia - sostiene. Al Micam - dice - cercheremo di parlare anche di questo».

Interviene poi Ediana Mancina, sindaca di Montegranaro, comune che al Micam conta 21espositori. «Le risorse ci sono, occorre farle arrivare con progetti seri ed efficaci. I sindaci e le istituzioni locali - afferma - hanno un ruolo importante, quello di non ragionare nell’ottica del campanile ma in un’ottica complessiva. Si possono vendere non solo le scarpe ma anche un territorio, con il suo modo di essere e di fare». E un piano strategico mirato a questo, ossia al rapporto coi mercati, per far notare ai compratori le proprie peculiarità, è quanto auspicato da Carlo Cipriani, Confindustria Macerata.

Fiduciosi anche Simone del Gatto, presidente della sezione calzature Confartigianato Macerata-Fermo-Ascoli e Valentino Fenni, presidente calzaturieri Confindustria Centro Adriatico. Immaginano una edizione numero 90 del Micam straordinaria, anche quanto a stati d’animo. «Oltre 80 aziende su 500 significa che rappresentiamo il 20% degli espositori. Il digitale può sostituire la contrattazione ma toccare la scarpa è una sensazione di cui il compratore non può fare a meno» dicono fieri.

5.000 i buyer attesi. Eppure - come sostiene Paolo Silenzi, presidente CNA, di ritorno dal Gallery di Dusseldorf - il problema non saranno né l’organizzazione né le presenze, bensì il budget di acquisto dei buyer, dato che le vendite dell’estivo sono andate male.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 15-09-2020 alle 17:27 sul giornale del 17 settembre 2020 - 421 letture

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