MINORI PER MODO DI DIRE. Diego Paride Della Valle: tra arte e bellezza

3' di lettura 12/09/2020 - Diego Paride della Valle! L'ho conosciuto anni fa. Era imprenditore, ed ancora lo è. Lo ritrovo in queste settimane “Art Lover”, amante dell'arte. Al tempo della frequentazione notavo già una spiccata marcia culturale in più, una scintilla per quella che definisce la «filosofia dell'arte». Ora, quella strada appenna accennata è diventata un'autostrada. Ma iniziamo da capo. Diego Paride della Valle ha 58 anni, vive e lavora a Porto Sant'Elpidio dove è nato. Diplomato ragioniere, tre anni a Scienze politiche, amministra la Stylsuola, un suolificio con una ventina di collaboratori e clienti importanti anche esteri. La qualità è alta.

Non poteva essere diversamente. Il settore calzaturiero, dice, «vive una situazione di stallo e di paura. Anzi, di angoscia per il futuro. Cerchiamo di difenderci. Anche nel 2008 speravamo che qualcosa cambiasse». E tu? «Io sono un pessimista, ma combattivo». Diego una consolazione ce l'ha: l'arte. Un intellettuale di spessore con cui si confronta spesso lo ha visto «come se avesse un'abitazione a due piani, con sotto l'azienda, e sopra l'appartamento dell'arte dove ama stare più volentieri».
Non è allora un caso se oggi Della Valle sia responsabile battitore d'aste e collaboratore della Casa d'aste Picenum, nata sei anni fa, e con sede a Cingoli.
Questa “professione” si è sviluppata dopo aver co-fondato l'associazione Verum e promosso nel 2015 la prima edizione di “Calici d Arte" a Montecosaro, dove presentava al pubblico il movimento “Neospazialista", in videoconferenza con il suo fondatore: il maestro Umberto Esposti nipote di Lucio Fontana.
È da quel momento che lo slancio si fa maggiore con una fitta attività di curatela e critica d'arte contemporanea che gli pulsa nell'intimo recandogli «un piacevole sollievo alla vita».
Sarà poi la volta della collaborazione con la Galleria M.A.F. di Forlì di cui cura il catalogo per una importante mostra di artisti italiani in Giappone, nella città di Kyoto.
Anche Porto San Giorgio lo chiama.
L'assessore alla cultura Bisonni gli affida la direzione artistica della Sala Imperatori con «la prima importante mostra di arte contemporanea, nella quale coinvolgo l'Accademia di Belle Arti di Macerata, conquistando la visibilità per la città, su Art Tribune, la principale testata di arte e cultura contemporanea del nostro paese».
Non va dimenticata la personale dell' artista valdaostana Alessandra Peloso, curata dal De Valle, che, nel 2017, riscuote un successo decisamente sorprendente.
A Pescara è impegnato invece in una collettiva presso la galleria Serafini con artisti provenienti da più parti d'Italia.
Con Cesare Catà, al teatro comunale sangiorgese, presenta insieme a Serena Scolaro, opere a tema shakespeariano, di un gruppo di giovani artisti.
Sarà poi la volta (2018) di “Artistiche Alterità", collettiva tutta al femminile, ospitata sempre a Porto San Giorgio, a “Rivafiorita".
L'evento che Diego Paride definisce di maggior caratura si tiene però presso Falconara Marittima, in occasione dell'inaugurazione della piazza “ Martiri delle Foibe", dove illustra la monumentale scultura del noto artista Guido Armeni.
Gli domando cosa vorrebbe essere ancora.
Risposta: «Un mecenate. Sostenere l'arte per sostenere la bellezza». Buona fortuna!




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 12-09-2020 alle 17:20 sul giornale del 14 settembre 2020 - 378 letture

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