Fermo, crisi idrica e rubinetti chiusi. Disagi e interrogativi da parte di alcuni utenti

2' di lettura 12/09/2020 - Con un livello di allarme salito a codice rosso - terzo stadio, la crisi idrica che sta interessando il fermano e l’ascolano si sta rivelando particolarmente preoccupante.

La pesante riduzione delle portate idriche nelle sorgenti, dovuta al sisma del 2016 che è andato a modificare gli equilibri idrodinamici del territorio, la domanda crescente da parte dell’utenza e l’andamento climatico stagionale, hanno visto la Ciip costretta a sospendere l’erogazione idrica nelle ore notturne, a partire dalla fine del mese di luglio.

Diversi i comuni interessati, da Petritoli a Montottone, da Ortezzano a Belmonte Piceno, e ancora, Lapedona, Servigliano, Santa Vittoria in Matenano, Grottazzolina, e per finire Fermo con, soggetti a chiusura, i serbatoi di San Martino, San Girolamo e Cappuccini.

L’interruzione dell’erogazione, dalle 22.30 circa alle 6.30 del mattino, nelle località interessate al momento persiste, non senza disagi e interrogativi da parte degli utenti.

«I cittadini della zona di Caldarette Ete, Contrada San Maurizio, San Girolamo e Val d’Ete stanno subendo molti disagi, senza tenere conto dei danni che questa chiusura sta provocando agli impianti idrici delle abitazioni» a riferirlo è Renato Leoni, presidente del centro sociale Caldarette Ete, che parla di anomalia: «ho notato che i contatori girano a vuoto per la presenza di aria nel circuito. Ebbene, come si tradurrà ciò in bolletta?»

«Non è questione di giorni o di qualche settimana - lamenta un’altra cittadina. La situazione si protrae da un mese e mezzo e, considerata l’assenza di piogge, non sappiamo quanto ancora si protrarrà. Se tenere i rubinetti chiusi è una necessità, e questo lo comprendiamo tutti, chiediamo almeno che le località ove interrompere il servizio vengano alternate. Non è equo - conclude - chiudere i rubinetti sempre agli stessi».

L’interrogativo dei cittadini è anche un altro - fatto presente, peraltro, dallo stesso Leoni con una mail allo stesso vettore. «La nostra acqua può definirsi potabile? Inizialmente, al mattino, riaprivamo i rubinetti ed usciva rossa, con granelli simili alla sabbia. Non solo, lavando la verdura ci siamo accorti di una strana schiuma bianca».

Ѐ probabile, infine, che si tratti di un fenomeno legato alla pressione eppure, altri utenti, bicchiere alla mano, riferiscono dell’uscita dal rubinetto di un’acqua dal color bianco torbido; una volta lasciata decantare, le bollicine scompaiono e questa torna limpida.

«Consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando, e tuttavia considerando che per il calo delle presenze dei turisti nella costa i consumi tendono a diminuire, auspichiamo che il consorzio provveda presto al ripristino dell’erogazione» - conclude Leoni, precisando come la suddetta situazione sia stata portata all’attenzione anche della Presidenza della Ciip spa.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 12-09-2020 alle 19:17 sul giornale del 14 settembre 2020 - 672 letture

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