Popolari Marche UDC, ecco i candidati del collegio di Fermo alle regionali. Catalini: «progetti realizzabili, no spot»

4' di lettura 07/08/2020 - Giambattista Catalini, Moreno Bellesi, Lucia Parlatoni e Caterina Donati sono pronti per la competizione elettorale, a sostegno di Acquaroli. Senatore Saccone: «Squadra forte; settembre una tappa, non un traguardo». Catalini: «per le amministrative fermane sostegno al candidato sindaco della Lega».

Per Giambattista Catalini, chirurgo e primario a Camerino, già candidato sindaco di Fermo, entrare in politica è come entrare in una sala operatoria: non a casaccio ma con le idee chiare.

“Chirurgicamente” si focalizza su quattro aspetti: viabilità, sisma, siccità e sanità.

«Urgente - sostiene - il collegamento viario tra la valle dell’Aso con la valle del Tenna. Detta strada (13,4 km) collegherebbe la Valle dell’Aso all’altezza della località Rubbianello, alla Valle del Tenna, all’altezza della località Campiglione, in corrispondenza dell’attuale rotatoria della Mezzina».

Una bretella Valmir-Campiglione di 13.4 km era da tempo prevista, a fronte di una spesa di 73 milioni di euro. «Solo considerando i residui dei fondi europei, se ci fossero state delle persone accorte sarebbe già stata fatta. Inutile ripresentarsi oggi con un “faremo”, “lavoreremo per voi”» dice il dottore.

Il secondo punto è la siccità. Il sisma ha scosso in superficie e in profondità, vi sono acquedotti da rimettere apposto. «Vi è un progetto (Nuovo Acquedotto del Pescara) della CIIP, di svariate centinaia di milioni di euro, necessario per lo sviluppo del territorio che bisognerà portare avanti».

Per concludere, sanità: «servono linee guida organizzative. Siamo in carenza di personale. Ciò che non si vuole dire è che i recuperi fatti in sanità per ripianare il deficit è stato fatto tutto sulle spalle degli operatori socio sanitari, dei medici e degli infermieri».

Concentrare le risorse economiche regionali per i bisogni dei singoli e delle imprese: ciò a cui l’avvocatessa Lucia Parlatoni punta: «abbiamo assistito a una politica regionale massiva, nessuna attenzione all’individuo socialmente inteso - afferma. Per le imprese - riprende - non è sufficiente un bonus perché possano ripartire. Attacca poi il Covid center di Civitanova, dove sono transitati giusto tre pazienti. «L’emergenza Covid - sostiene - poteva essere fronteggiata in maniera più costruttiva e meno disfattiva. A parità di tasse i diritti non sono gli stessi per tutti i cittadini: alcuni ospedali, come Fermo, li abbiamo visti diventare totalmente Covid, senza dare la possibilità agli altri utenti di avere un accesso alternativo. Da sempre - conclude l’avvocatessa - si parla di emodinamica, ma neppure viene presa in considerazione: un fermano colpito da infarto, deve solo sperare di arrivare in tempo ad Ascoli o Macerata».

Giovanissima c’è poi Caterina Donati, laureata in infermieristica. «Ho voglia di portare un rinnovamento e rispondere ai bisogni dei giovani, con la creazione di nuovi posti di lavoro, e delle famiglie, spine dorsali della società». Attenzione anche alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma snellendo la burocrazia e puntando sul turismo. Da infermiera, infine, anche lei mira a ristabilire l’equità e l’uniformità dei servizi di cura.

Competenza, concretezza, etica al centro, sono i pilastri su cui si fonda il progetto dell’UDC - come affermato da Moreno Bellesi, commissario provinciale dei popolari Marche UDC per la provincia di Fermo.

«L’amministrazione uscente ha lasciato i problemi sulla carta - dice Bellesi. E i problemi sono l’aeroporto, le aree interne dimenticate, le infrastrutture, anche telematiche, carenti, le aziende che non riescono a decollare. Uno studio della Camera di Commercio delle Marche dice che la nostra è la seconda regione peggiore in Italia, con una media del 45,1% di diminuzione del registro delle imprese. Le Marche sono al - 53,8%. La provincia di Fermo è messa peggio di tutte, con il - 63,1%.».

«Dati che segnano una sconfitta per la regione. Manca una prospettiva. A dichiarare il fallimento di questo governo regionale non siamo noi ma il centro sinistra che non ha avuto il coraggio di ricandidare Ceriscioli» conclude il senatore Saccone.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 07-08-2020 alle 16:08 sul giornale del 08 agosto 2020 - 1388 letture

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