Santa Vittoria: nuova vita per gli affreschi del Cappellone. “Inestimabile il valore artistico e storico”.

3' di lettura 31/07/2020 - Finanziato dalla Fondazione Carisp di Ascoli Piceno ed iniziato nei primi di Luglio, il restauro sta procedendo al meglio, guidato dalla restauratrice Maria Luisa Omenetti. Vergari: “Restituiamo alla comunità un importante pezzo della nostra storia, da sempre amato”.

Custodire il patrimonio artistico e culturale, curarlo e rilanciarlo, nonostante tutte le difficoltà degli ultimi anni. È questa la strada che sta cercando di percorrere il Comune di Santa Vittoria in Matenano, da sempre legato alla valorizzazione delle sue tante bellezze artistiche e la Chiesa della Resurrezione è una di queste.

Meglio conosciuta come “il Cappellone”, oltre a rappresentare uno degli edifici religiosi più apprezzati dell’Alto Fermano, è un vero e proprio simbolo per l’intera comunità santavittoriese. Un luogo isolato, ricercato e prezioso, la culla perfetta per l’ordine dei monaci farfensi e per la storia del Paese. La Chiesa si erge sulla vetta del monte Matenano, il punto più alto di Santa Vittoria e deve il suo inconfondibile nome, “Cappellone”, alla cappella monastica che è contenuta all’interno.

A seguito del sisma del 2016, l’edificio è stato danneggiato e con esso anche i preziosi affreschi della Cappella degli Innocenti. Tuttavia, grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, i pregevoli affreschi potranno avere nuova vita. Ritengo il restauro di queste opere d’arte della Cappella degli Innocenti un importante segnale per tutto il territorio montano, che a fatica cerca di tornare alla normalità dopo gli eventi sismici – spiega il Sindaco Vergari - vorrei sottolineare il valore storico e artistico che tali affreschi hanno per tutta la comunità Santavittoriese, da sempre affezionata alla Chiesa della Resurrezione”.

Decisivi gli aiuti dei moderni mecenati: “Un ringraziamento particolare va alla Fondazione cassa di risparmio di Ascoli Piceno, come sempre sensibile al patrimonio culturale dei nostri territori – conclude Vergari – un particolare grazie anche alla dottoressa e restauratrice Maria Luisa Omenetti per la cura e l'interesse rivolto al patrimonio culturale dei monaci farfensi”.

Il Restauro è iniziato nel mese di Luglio: “Ho compiuto i primi interventi circa 20 giorni fa e proseguirò fino al 1° Settembre – spiega la restauratrice Maria Luisa – si tratta di affreschi davvero preziosi, che risalgono al 1300. Raffigurano importanti momenti di vita religiosa e rappresentano un perfetto esempio della scuola d’arte fiorita all’interno del monastero farfense, dove la figura del frate pittore era molto riconosciuta”.

Che interventi sta compiendo? “Adesso sto procedendo con la messa in sicurezza degli affreschi, ovvero il consolidamento di tutte le lesioni aperte dal sisma, utilizzando delle malte, della stuccatura e dei pressori fissati a terra – spiega la Omenetti – i dipinti si sono aperti in più punti. Il terremoto ha creato nuove crepe ed aggravato quelle già presenti”.

Il passo successivo? “A seguire procederò con i ritocchi, ovvero la reintegrazione pittorica, andando a agire nei punti precisi con l’utilizzo di varie tonalità di colore. In linea generale, adotterò sempre un restauro riconoscibile. Certo, la reintegrazione sarà mimetica, ma l’intervento del restauratore sarà distinguibile”.

Capolavori ricchi di storia e che necessitano di una decisa valorizzazione: “Si tratta di affreschi tipici della scuola farfense, l’ordine religioso più importante di queste zone. Il valore è inestimabile ed è fondamentale custodirli e dar loro nuova vita – conclude Maria Luisa – Ben vengano interventi ed iniziative come quelle attivate dalla Fondazione Carisap e dall’Amministrazione di Santa Vittoria, è il primo passo per rilanciare queste bellezze”. Al momento il “Cappellone” non è agibile, si stanno effettuando lavori di messa in sicurezza e rifacimento dei percorsi adiacenti, sarà di nuovo fruibile nella prossima primavera.








Questo è un articolo pubblicato il 31-07-2020 alle 11:39 sul giornale del 03 agosto 2020 - 715 letture

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