Fermo, Cavalcata dell’Assunta: «luce e speranza, diversità nella continuità»

3' di lettura 30/07/2020 - Un anno fuori dall’ordinario, dubbi e incertezze pervadono ogni campo, compresa la Cavalcata dell’Assunta; Cavalcata che si è dovuta trasformare e riadattare.

«Nessuno di noi pensava di dover passare un anno in questo modo. La Cavalcata è socializzazione, festa, spirito cittadino. Duro dire quest’anno che la corsa non ci sarà, come neppure il Gallo d’Oro, le Hostarie e tutto il resto.» così il sindaco Paolo Calcinaro, Presidente della Cavalcata dell’Assunta.

Momento difficilissimo, «gettare la spugna sarebbe stato facile, eppure, la Cavalcata non lo ha fatto. Ci siamo uniti, abbiamo cercato di mantenere vivo il contatto con tutta la cittadinanza. Ci abbiamo creduto fino alla fine, abbiamo atteso, sperato che questo virus paralizzante potesse finire, per vivere questi giorni con la stessa spensieratezza delle 38 edizioni precedenti.» afferma Andrea Monteriù, vice presidente della Cavalcata.

Il buio non prenderà il sopravvento. La luce pervaderà la città. «Si tornerà alle origini. La Cavalcata tornerà alle sue origini. Lo farà con un corteo devozionale sommesso a ringraziamento della Vergine Assunta, per poi chiedere nuove protezioni» spiega.

L’origine delle cose. «La Cavalcata è l’origine». Per farlo capire meglio, Adolfo Leoni, il regista ha scelto un luogo simbolo: il Parco del Girfalco, all’ombra di un pino secolare. Rami che si snodano e radici salde. Alle spalle, la Cattedrale «visibile da 50 paesi dell’entroterra, faro per i naviganti dell’Adriatico».

Tutto sarebbe partito da quassù. «Alla fine di luglio avremmo dato il via alla 39ª edizione della Cavalcata dell’Assunta proprio da qui, coi Carmina Burana. Poi giù, in Piazza, con lo spettacolo di bandiere, per l’arrivo di Bianca Maria Visconti» dice.

Nulla di tutto questo. «L’auspicio è che la Cavalcata ridia il senso di festa. Andrà tutto bene? - si domanda Leoni. Sì, se si ricostruisce la comunità, e la Cavalcata è il luogo delle aggregazioni»

Il percorso è diverso. «Una diversità nella continuità» precisa. «Attraverseremo nuove vie, vogliamo dare un saluto, un ringraziamento e un segno di speranza ai cittadini di Fermo.

Non i doni consueti in Cattedrale, piuttosto luce, «ognuno di noi porterà una fiaccola che illumina il percorso» spiega.

Il corteo, ridotto, passerà davanti alla chiesa di San Francesco: sarà fatta uscire la Madonna del Pianto, le verrà consegnato un cero, «ricollegandoci a quel voto della città di Fermo nel passaggio del fronte durante la Seconda Guerra mondiale».

Simboli e segni. Nessun affollamento, esclusa Piazza del Popolo. «Ci saranno dame e popolane sui palazzi nobili attraversati dal corteo. Da Santa Lucia a corso Cavour, una parte di corso Cefalonia, via Recanati e via Perpenti. Poi su per san Domenico e via Mazzini, dove quattro finestre del Comune saranno illuminate. In Duomo investitura dei Priori e consegna dei ceri».

Il tutto il 14 agosto, alle ore 21.00.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2020 alle 12:20 sul giornale del 31 luglio 2020 - 717 letture

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