Fermo, intervista al candidato sindaco Interlenghi: «importante creare una visione di futuro»

6' di lettura 16/07/2020 - L’Assemblea del Partito Democratico cittadino gli ha dato la fiducia: Renzo Interlenghi è il candidato sindaco per le elezioni amministrative di Fermo. Allo sfidante di Calcinaro chiediamo…

Chi è Renzo Interlenghi?

«Renzo è stato un ragazzo fermano, del quartiere Santa Caterina. Ho fatto parte dell’Azzurra. Tutti mi ricordano per quel goal durante una finale: 1-0 per la mia squadra. Memorabile. Fu il primo anno dell’Azzurra in prima categoria.

Mio padre era il barbiere di Santa Caterina. Mia madre faceva la sarta. La mia vita comincia così, a Fermo. Da ragazzo andavo ad aiutare mio padre a bottega; crescendo ho fatto il cameriere al grande ristorante Mario. Con tanti sacrifici ho studiato. Mi sono laureato. Oggi sono avvocato, in più amministro una società partecipata a Porto San Giorgio: la prova provata che un giovane, quando crede in se stesso, può ottenere grandi risultati. Purtroppo, però, quella fiducia in sé, che la mia generazione un tempo avvertiva, i giovani di oggi non sempre la sentono addosso.»

L’attenzione alle problematiche giovanili…

«Per il momento sono l’unico candidato ad avere dei figli. Conosco le problematiche giovanili. Una buona amministrazione credo debba dare ai giovani un orientamento, insegnare loro come muoversi nella vita, come fare a realizzarsi. Sarà questa la parte di programma che più prediligerò. Il rapporto con i nostri ragazzi è da conquistare. Spesso arrancano, vivono di precariato, il più delle volte non vedono riconosciuti gli sforzi fatti. Il ruolo della politica è anche questo: creare spazi di aggregazione, luoghi in cui i giovani possano crescere.»

Caratterizzare Fermo come città capoluogo…

«Fermo non sia città campanile. La città si apra al territorio. Stiamo preparando una lista (si chiamerà forse “Fermo capoluogo”) in cui potranno essere candidate tutte personalità della provincia. Il Consiglio Comunale di Fermo potrà così avere delle voci anche al di fuori della città, voci comunque vicine a Fermo perché affrontano i problemi della quotidianità dei fermani.

Un esempio. Abbiamo una discarica a Fermo e paghiamo una somma annuale al Comune di Ponzano di Fermo per il disagio che questa provoca ai cittadini di Ponzano. Un problema così importante pensiamo che non possa essere discusso e deciso solo all’interno delle quattro mura del Comune di Fermo e senza il coinvolgimento di Ponzano, nel caso di specie.

Molte materie strategiche hanno una valenza e una rilevanza di carattere provinciale. Ѐ importante che ci sia un raccordo tra Fermo-città e Fermo-provincia, cosa che nel tempo si è persa. Bisogna trovare il modo di interagire maggiormente con il territorio. Questo si ripercuoterà anche sull’economia della città.»

Dove è finita oggi la Sinistra?

«Se per Sinistra intendiamo quella della sigle, oramai è scomparsa. La Sinistra dei singoli partiti che rivendicano la propria identità purtroppo è svanita. C’è stato anche un disegno politico per ridurla in questi termini, ossia la modifica del sistema elettorale. C’è comunque una Sinistra reale, fatta di uomini e donne che credono e si specchiano in quegli ideali che noi portiamo avanti. L’antifascismo in primis, e Fermo, tra l’altro, è città della Resistenza.»

Critiche al civismo di Calcinaro. Quali sono i limiti del civismo?

«Ѐ fondamentale che i partiti, espressione della volontà popolare, siano sempre in campo. Il civismo è il difetto di ogni articolazione. Le persone si devono sentire parte di un progetto più ampio: con il civismo ciò non avviene.»

E i rapporti con il suo avversario? Lo teme?

«Paolo? Un amico. La prima persona alla quale ho detto che sarei stato io il candidato è stato proprio lui. Non lo temo perché siamo due politici diversi. Civico lui, partitico io. La sua una visione legata più alla quotidianità, la mia una visione rivolta al futuro.»

Cosa urge a Fermo?

«Mi piacerebbe che chi vive a Fermo possa sentirsi pieno di possibilità. Ci sono paesi in cui la gente va perché là ci sono le opportunità, le aspettative di futuro, di lavoro (Londra ad esempio, quanti ragazzi fuggono a Londra?). Quando vedo tutte quelle famiglie che hanno usufruito del buono alimentare in fase Covid mi piange il cuore. In una città moderna è impensabile. Non attribuisco la colpa al sindaco, ma io da primo cittadino lavorerei affinché queste situazioni possano essere superate.

Il lavoro è dignità. Non basta la festa di paese, la grande manifestazione, ci vuole un piano strutturale.

La creazione di una visione di futuro, in sintesi. Una visione strategica, che oggi manca.»

Le sventure degli ultimi 5 anni, una in particolare…

«Questa amministrazione ha avuto tante sfortune. Il terremoto prima, il Covid poi. In mezzo quel 5 luglio (morte di Emmanuel), che io definisco il 12 dicembre di Fermo (data della strage di Piazza di Fontana). In quella occasione credo che l’amministrazione non sia stata in grado di creare le condizioni per risolvere mentalmente e culturalmente il problema. Noi del centro-sinistra vorremmo riappacificare anche queste anime: Fermo non è una città dall’animo razzista, ma è anche vero che un certo sovranismo imperante possa far pensare il contrario.»

I piccoli ospedali…

«In alcune realtà dei presidi ci debbono essere. Siamo coscienti del fatto però che se ci sono dei presidi che devono garantire il massimo dell’intervento, ciò necessita di oneri strutturali che la Regione deve sopportare. Chiaramente sono per una sanità pubblica e per la garanzia del massimo intervento, a tutti, sempre.»

Fermo città universitaria, diverse le facoltà. Perché non riprendersi anche i Beni Culturali, specificità del nostro territorio?

«Tutto si può fare. Poi però ci vogliono gli iscritti, ci vogliono le strutture per far sì che i ragazzi vengano a fare l’università qui. Non possiamo lanciare spot elettorali e basta.»

Terza corsia…

«Solo chi non prende l’autostrada può pensare che la terza corsia non serva.»

…Mare-Monti

«Quando, tempo fa, venne proposta la terza corsia, sarebbe dovuto partire anche un progetto di realizzazione della Mare-Monti. Un inizio insomma. Il sindaco di allora però si oppose alla terza corsia e la società Autostrade destinò le risorse ad altro. Un’occasione persa. Il Comune di Fermo potrebbe essere il capofila per intessere questo discorso interrotto.»

Avvocato, non mi resta che ringraziarla e augurarle una buona corsa, da qui a settembre.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questa è un'intervista pubblicata il 16-07-2020 alle 07:52 sul giornale del 17 luglio 2020 - 3200 letture

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