Andrea Gentili, il grafico di pubblica utilità

3' di lettura 27/06/2020 - Quando è in relax, lo si può incontrare per i vicoli di Fermo con il suo piccolo cane al guinzaglio. Se tira aria, indossa un cappello da baseball da cui fuoriesce un codino alla cinese. Più spesso, nei nostri borghi e specialmente in montagna, Andrea Gentili va armato di macchina fotografica. Sul tema e sulla bellezza della Sibilla realizzò un dvd di gran valore. La fotografia è la sua passione, approfondita negli studi all'Accademia delle Belle Arti di Urbino. Così come anche la grafica, passione e professione. Così come la xilografia di cui sto guardando un suo esemplare stupendo: una donna che tiene in seno un neonato.

È dolce, la mamma, sembra anche forte, ma anche un po' triste. Insomma, Andrea è un artista che oggi trasfonde le sue attitudini, le sue conoscenze agli allievi della media Da Vinci/Ungaretti. Mi dice una cosa che fa riflettere circa l'educazione: «I ragazzi notano subito, assorbono la passione dell'insegnante». Ecco, il compito dell'insegnante, allora: irradiare l'energia di un amore, che sia artistico, come nel caso di Gentili, o letterario o scientifico in altri casi.

Andrea, 65 anni, abita a Fermo. Prima dell'Accademia ha frequentato il Liceo artistico di Porto San Giorgio. Era il primo anno di vita dell'Istituto nella fantastica sede di Rivafiorita. Classe pilota la sua, da cui sono usciti personaggi di spessore.

All'Accademia, l'incontro con un docente di fotografia gli apre la mente, il cuore e lo aiuta a maturare una prospettiva di lavoro. Il professore è Massimo Dolcini, il creatore della grafica di pubblica utilità. «Non pubblicitaria!» ci tiene a precisare Andrea: «ma di comunicazione alla popolazione. Utile, non ingannevole». Mi confessa che passando dinanzi ad alcuni manifesti di Dolcini provò «un brivido». Capì che quello era il settore in cui impegnarsi.

Militare alla Cecchignola di Roma, al Corso Ufficiali, il suo capitano lo volle come fotografo alle parate. Andrea ancora ricorda il cambio della guardia al Quirinale.

Tornato a Fermo, apre un laboratorio di serigrafia con Raffaele Iommi che definisce «un grande artista e un amico oltre che compagno di studi». Dal laboratorio escono stampe d'arte di personaggi famosi, uno su tutti: Fausto Luzi. Ma la grafica di pubblica utilità preme nell'animus di Andrea.

Così inizia una collaborazione con l'Istituto Gramsci Marche, con il comune di Fermo, con la rivista dell'allora PCI, La Città («venne Dolcini ad aiutare nell'impostazione grafica»), con La Voce delle Marche cui realizzò copertine di enorme suggestione una delle quali, con la farfalla che si libra nel cielo, fu ripresa dalla regione Marche per una campagna promozionale. «Si lavorava – spiega – con la fotografia foto-meccanica e con il pennino a china per il disegno». Un'epopea. Poi, anni Novanta, arriva il MAC, il computer che sostituiva la camera oscura e consentiva la rapida selezione delle immagini.

Oggi, Andrea si divide tra l'insegnamento e il suo laboratorio di grafica. Per la xilografia guarda con attenzione ad Adolfo de Carolis, artista e comunicatore insieme. E realizza foto a 360 gradi: la fotografia sferica, un sistema nuovo e ancora poco conosciuto. Il suo è un racconto fotografico di un luogo, un monumento, un particolare, mai staccati però dai contesti. Da questo sentire è nato fermano.it. Un viaggio social attraverso la Terra di Marca.

Ah, dimenticavo, Andrea incide anche il legno... e s'appassiona alla storia misteriosa di Monna Lisa.






Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2020 alle 18:46 sul giornale del 29 giugno 2020 - 300 letture

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