Fermo: il Parco della Mentuccia tornerà a splendere, sarà una scuola a cielo aperto

4' di lettura 01/06/2020 - Recuperare e valorizzare il Parco della Mentuccia, il “polmone” della città di Fermo: Amministrazione comunale e scuola secondaria di I grado “Da Vinci-Ungaretti” impegnati per la realizzazione reciproca del progetto.

Il protocollo d’intesa è stato condiviso: entro la metà di luglio la definizione delle risorse necessarie e la progettazione, sul finire del mese di ottobre l’avvio dei lavori. L’auspicio, a seguito dell’approvazione di bilancio dei primi di luglio, è di poter riservare almeno € 50.000 per la riqualificazione del suddetto parco.

Lato amministrazione comunale, referenti del progetto sono l’assessore ai lavori pubblici, l’assessore all’ambiente, l’assessore al decoro urbano e il dirigente dell’ufficio tecnico, mentre per quanto riguarda la scuola il dirigente scolastico, l’insegnante referente del progetto e quello coordinatore.

Scuola aperta, ossia “classi” fuori dalle aule - nel rispetto delle distanze imposte dalle norme anti contagio - durante le ore di scuola e spazio fruibile dalla città negli altri momenti della giornata. Atti vandalici? No, grazie: «saranno i ragazzi con le loro famiglie le vere “sentinelle” del Parco della Mentuccia» così il primo cittadino Calcinaro.

«Il mio entusiasmo giovanile passa attraverso ciò che i ragazzi e gli insegnanti hanno elaborato. Il recupero del parco è importante, richiesto dalla stessa città di Fermo; adiacente all’istituto, spazio di educazione all’ambiente, alla lettura, all’arte, ora più che mai il Parco della Mentuccia ci appare funzionale alla didattica» afferma la dirigente scolastica Marinella Corallini, prossima a godersi la pensione.

A lei il sindaco si rivolge così: «Marinella mi mancherai. Il tuo dinamismo, la tua professionalità e il tuo modo di rapportarti con l’amministrazione comunale sono stati senza eguali». Un pensiero rivolto anche e soprattutto ai ragazzi: «avete vissuto un anno scolastico duro, particolare, a voi un grande ringraziamento per il sacrificio fatto e la responsabilità che avete dimostrato».

L’idea di poter costruire il Parco come una scuola aperta è una sfida che i tempi attuali impongono. I Comuni e le scuole si devono riorganizzare ma al momento mancano ancora linee guida dall’alto.

«L’istituto ha lavorato su un progetto verticale (dall’infanzia alla secondaria di primo grado) incentrato sul tema della bellezza: “la bellezza salverà il mondo”, diceva Dostoevskij. Ebbene - afferma la prof.ssa Porto - noi questa profezia l’abbiamo calata nella nostra città, che da buona Learning City Unesco si impegna a realizzare quegli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2020-2030».

Degrado sta per disagio, così le classi seconde hanno deciso di essere le protagoniste del cambiamento della loro città, sì da creare un ambiente fatto su misura, vivibile, bello.

Risale a inizio anno la predisposizione del bando interno “riappropriamoci del Parco della Mentuccia” destinato alle classi seconde. Gli alunni, divisi in gruppi, coordinati da docenti di più discipline e dalla vicepreside Cinzia Traini hanno iniziato poi a recarsi di persona al parco per tutti i sopralluoghi del caso; hanno preso appunti, scattato foto, rivolto domande alle persone del posto, poi tutti in classe per raccogliere le idee.

«L’ufficio tecnico del Comune ci ha fornito le planimetrie sulle quali i ragazzi hanno iniziato a progettare e formulare ipotesi. I progetti sono stati tutti riconsegnati il 24 gennaio, il 28 gennaio si è riunita la commissione esaminatrice per la classifica finale» spiega la prof.ssa Roso.

Lorenzo Maria Ianua, Tommaso Braconi, Giulia Marcantoni, Davide Lorenzoni e Alisia Valeri i ragazzi vincitori. A loro la consegna, per il momento solo virtuale, degli attestati.

Il loro Parco della Mentuccia ideale? Un parco per fare sport ricco di arte sulla scia del nuovo campo polivalente ivi riqualificato; panche e tavoli, magari di materiali riciclati, per leggere, teche per i libri che potranno essere letti nel parco o presi in prestito; una zona allestita con volumi geometrici in cui si potrà pattinare, praticare parkour o andare in skate, passeggiare, dare vita a spettacoli o concerti; aree giochi colorate, pavimentazioni antiurto, altalene e scivoli nelle zone pianeggianti; area dedicata ai cani con fontana e distributore di sacchetti per raccogliere gli escrementi; sculture o pannelli con citazioni di autori; infine gli interventi strutturali: canali di scolo, cestini per l’immondizia differenziata e parcheggi.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 01-06-2020 alle 15:07 sul giornale del 03 giugno 2020 - 810 letture

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