Il nostro vino, le nostre cantine: il rilancio della Terra di Marca. Lo spazio c'è. Presentato il rapporto sull'enoturismo

5' di lettura 29/05/2020 - Puntare sul vino, sui cammini, sull'ippovia, sui borghi e sui loro racconti. Le Marche sud hanno un forte potenziale in questo ambito. Potrebbe essere questo l'oro per ripartire. In queste settimane il settore vino marchigiano denuncia una certa difficoltà. Chi ha fatto investimenti, ha carenze di liquidità. Chi ha avuto come clientela il nord Italia e alcune nazioni battute dal virus, registra un problema nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti e un calo nelle richieste di prodotto. L'orizzonte però non è negativo. Bene fa, allora, la fermana libera Associazione Armonica-Mente, presieduta da Nunzia Luciani, a battere sul tasto della promozione territoriale attraverso il vino, creando una alleanza forte con il Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea e l'associazione Antichi sentieri Nuovi cammini.

Il suo premio San Martino d'oro, giunto alla quinta edizione, è diventato un riferimento nazionale. Il direttore Davide Bonassi è riuscito a collegare le aziende locali ai grandi comunicatori italiani, scesi recentemente per conoscere de visu la realtà del fermano. Spazio di manovra dunque c'è, come dimostra il XVI Rapporto sull’enoturismo nel Belpaese, presentato di recente. Nel 2019: + 7% di visitatori, passati da 14 a 15 milioni; e + 6% di giro d’affari, passato da 2,5 a 2,65 miliardi di euro.

Nel 2020, inevitabilmente, si sconteranno gli effetti del Covid-19, ma si lavora con grande impegno perché sia una temporanea battuta d’arresto. Si studia la ripartenza con nuove modalità – anche per Calici di Stelle, in programma ad agosto – ma il futuro passa attraverso nuovi servizi, anche virtuali, e un’accessibilità ai territori ampia e di qualità, con sentieri, piste ciclabili, itinerari culturali-enogastronomici e una nuova alleanza tra pubblico e privato. Nuovi fondi per riqualificare l’accessibilità ai territori, rendendoli più fruibili e sicuri, con finanziamenti certi e tempestivi. Ma anche una più incisiva detraibilità o almeno deducibilità della spesa turistica – ed enoturistica – per il 2020 estesa anche al 2021 e un riconoscimento concreto al ruolo guida dell’enoturismo per la ripartenza e la rinascita dell’Italia “minore” dei borghi e delle campagne, dove s’intrecciano le offerte d’esperienza e tempo libero di migliaia di Comuni, a partire dalle 460 Città del Vino, la più importante e numerosa rete di Città d’Identità nel nostro Paese.

L’Associazione Nazionale Città del Vino fondata a Siena nel 1987, che ha presentato in webinar il “XVI Rapporto sul Turismo del Vino in Italia”, si presenta come il naturale candidato ad accompagnare una nuova alleanza pubblico-privata tra istituzioni locali, cantine e sistema ricettivo per la ripresa di un comparto che valeva nel 2019 oltre 2,65 miliardi di euro e 15 milioni di enoturisti. E che nel 2020 subirà una forte battuta d’arresto, anche se l’estate con la riscoperta della campagna e dei borghi minori, più congeniali alla nuova vacanza “protetta”, potrebbe risvegliare l’interesse per tantissimi italiani verso una forma di turismo ancora a molti sconosciuta, tra vigne, degustazioni all’aperto e piazze bellissime e non affollate. Impossibile non considerare l’enoturismo come volano di benessere e rinascita dei territori “minori” del Belpaese. Un comparto che nel 2019 è cresciuto del 7% in termini di presenze, arrivate a 15milioni (erano 14 nel 2018), e di giro d’affari con un +6% che fa crescere il “fatturato” a 2,65 miliardi di euro (erano 2,5 nel 2018).

Il quadro delle cantine

Il XVI Rapporto ha analizzato anche un campione di 92 cantine italiane. Le aziende hanno dichiarato una media di presenze nel 2019 di circa 3.700 enoturisti e un fatturato in cantina legato a vendite dirette e degustazioni di 132mila euro. Pressoché tutte (95-96%) fanno vendita diretta, degustazioni e visite alla struttura; il 22% accoglie “braccia” turistiche anche per la vendemmia; il 20% ha un servizio di ristorazione; il 19% un museo del vino o una galleria d’arte interna alla cantina; il 13% offre pernottamento; il 48% apre gli spazi al parcheggio dei camperisti e dei turisti en plein air; l’80% ha cantine accessibili ai disabili; il 40% ha vigneti aperti agli stessi disabili; l’86% ha anche sale degustazione accessibili; ma è molto meno accessibile il vigneto (42%) o il pernottamento (11%). Nell’ambito dei servizi di ristorazione va segnalato invece che il 24% dei ristoranti delle cantine offre cucina vegetariana/vegana.

Tutte cantine comunque ben presenti sul web con siti (96%), sui social network (95%), sui portali turistici (52%), con possibilità di prenotazioni telematiche (64%) e app per dispositivi mobili (26%). Gli enoturisti arrivano in cantina attraverso internet nel 24% dei casi; tramite passaparola (21%); tour operator (16%); pubbliche relazioni (16%); col marketing diretto nel 9% dei casi e con la pubblicità (stampa radio e tv) solo nel 5% dei casi.

Il turista del vino italiano

Il XVI Rapporto ha analizzato anche un campione di enoturisti di età media di 48 anni. Il 45% ha dichiarato di visitare e trascorrere un periodo di vacanza nei territori del vino almeno una volta l’anno; il 30% più di una volta l’anno; il 9% almeno una volta al mese. Ed è un turista del vino prevalentemente “regionale” poiché il 30% rientra normalmente a casa a fine giornata e il 23% rientra sempre a casa. Nel 60% dei casi i turisti hanno anche dichiarato infatti di visitare più frequentemente le cantine della regione di residenza. Per l’escursionista giornaliero la spesa si traduce mediamente in 80 euro tra acquisti e degustazioni; mentre per chi pernotta la spesa giornaliera lievita mediamente a 155 euro.

Infine anche quest’anno la Toscana si conferma la regione enoturistica percepita come più attrattiva; a seguire il Piemonte, il Trentino Alto-Adige e il Veneto al Nord e la Campania al Sud. Le Marche hanno tante carte da giocare. E da subito.




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2020 alle 12:35 sul giornale del 30 maggio 2020 - 260 letture

In questo articolo si parla di vino, enologia, campagna, adolfo leoni, vigneti

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bmJt





logoEV
logoEV