Loredana Corbo: orefice e pittrice di porcellane

3' di lettura 28/05/2020 - Loredana Corbo, maestra di oreficeria e presidente dell'Artigianato artistico nel fermano per CNA. Romana di nascita, fermana di adozione. La passione per l'oreficeria e la pittura la animano sin da bambina, complice suo nonno Agostino Cappellani, l'uomo dalle mani d'oro. Nella Capitale aveva aperto una scuola di arti e mestieri frequentata anche dalle maestranze RAI. Oggi la scuola è passata alla Regione Lazio. Loredana andava in quell'istituto a trovare il nonno e ascoltava e vedeva quello che di pratico e teorico vi si insegnava. Ma complici sono stati anche i tour nei musei dove si soffermava ad ammirare il genio creativo dei grandi pittori, ceramisti, orafi.

Ragioniera prima, laureata in Economia e commercio poi, la Corbo ha scelto alla fine di assecondare la sua indole creativa.

La mattina in cui ci sentiamo sta lavorando alla nuova collezione di gioielli. Le hanno chiesto di applicare, tra l'altro, i suoi manufatti agli accessori della moda: foulard, borse, oltre, ovviamente, al capo di abbigliamento. Lei lavora con la porcellana e l'argento soprattutto, ricavandone orecchini, bracciali, collane, spille, anelli. Prima del Covid-19, le clienti arrivavano con qualche idea in mente. La signora Loredana le ascoltava, interpretava i gusti e schizzava su carta qualche proposta. Dopo il sì, iniziava il lavoro per un prodotto personalizzato.

Tornerà a farlo nella stessa modalità una volta finite le restrizioni da pandemia.

Ma torniamo alla storia. Dopo la laurea e dopo aver reso professione il suo desiderio innato, la Corbo prende la licenza da orafo per realizzare gioielli in porcellana. Eh sì perché la sua prima attività è stata quella di pittrice di porcellana, materiale che acquista in Germania e Francia.

Una delle sue tante soddisfazione è stata la partecipazione, tempo addietro, alla mostra Oro di Roma svoltasi a Castel Sant'Angelo. Un'altra soddisfazione le viene dalle giovani che, accompagnando le mamme al suo laboratorio, rimangono colpite dall'originalità dei gioielli.

Con un altro maestro orafo, Silvano Zanchi, e con un consorzio di artigiani, Loredana ha partecipato a diverse fiere, come quella di Dubai dove, tra l'altro, ha aperto un punto vendita, e Singapore.

Il sito internet le serve per proporre i suoi lavori e dar consigli ai neofiti della pittura su porcellana. Nella vita le hanno fatto da guida alcuni insegnamenti del nonno: «Occorre essere sempre umili, non si finisce mai di imparare, occorre allenare la mente nel vedere cose belle, e studiare, studiare, studiare». Come stanno gli artigiani, le chiedo? «Non bene. Si fatica. Chi esporta come me, ha grosse difficoltà per i blocchi. A livello locale poi, a causa del virus, i clienti rimandano». Loredana però ha continuato la sua attività anche usando la rete nel proporre corsi di formazione.

«Gli aiuti – dice - sono pochi. L'unico sostegno ci è venuto dalla CNA». Ma lei non si perde d'animo, anzi cerca di rianimare i suoi colleghi che, molte volte, avvertono un senso profondo di solitudine. La speranza è che il settore sopravviva. «Non so cosa c'aspetti nei prossimi mesi». Le faccio presente che viviamo un paradosso: molti dicono che l'Italia dovrà puntare sull'artigianato di qualità. «Però sostegni non ce ne sono. - precisa lei - Quanti reggeranno al giro di boa dell'anno?» Non chiudiamo alla speranza. «Ho investito su di me, pensando al bello». Non si può essere negativi.




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 28-05-2020 alle 16:34 sul giornale del 29 maggio 2020 - 224 letture

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