Porto Sant'Elpidio: primo weekend di movida con molti dubbi sulla gestione dei locali

4' di lettura 25/05/2020 - Mascherine, colonnine di gel disinfettante, tavoli distanziati. La ripartenza dei locali della movida del centro di Porto Sant'Elpidio è iniziata lo scorso fine settimana con le prime difficoltà di gestione. I titolari dei locali del centro dicono la loro opinione.

Luca Mandolesi del cocktail bar Taxi e Paolo Cannoni della birreria I Santi hanno assunto uno steward per sensibilizzare la clientela al corretto distanziamento, nel rispetto degli ultimi dpcm.

"C'è stato fermento come un normale fine settimana primaverile – concordano entrambi – perché dopo due mesi di reclusione, i nostri clienti sono stati presi dall'euforia di uscire a divertirsi, stare in compagnia dei propri amici e tornare ad una vita all'aperto".

Molte le precauzioni prese, una tra le tante è stata quella di chiedere e di ottenere la gestione straordinaria dello spazio all'aperto, in modo da organizzarsi con panche e tavoli grandi. Le misure contenitive riguardano anche la distanza. Taxi ha posto un limite di oltre un metro tra la cassa e il cliente, e limitato a sole tre postazioni di consumazione l'interno del locale. Sulla stessa linea anche gli altri gestori.

Non tutti i clienti rispettano le disposizioni, "comprensibile – dicono i gestori all'unisono – vista la giovane età dei nostri fruitori e il target che abbiamo. Si tratta per la maggioranza di ragazzi che sono abituati a vivere via Cesare Battisti come punto di ritrovo e di intrattenimento, ancora devono adeguarsi alla nuova situazione e per questo, a volte e senza una vera consapevolezza, non rispettano le disposizioni date".

Lo scorso sabato, dall'orario aperitivo in poi, il centro della città era invaso da una fiumana di persone, così colmo da rendere impossibile il corretto rispetto delle norme attuali, che sono per lo più confuse ed approssimative. L'importanza di indossare la mascherina e il distanziamento sociale sono regole chiare, ma ancora è arduo capire a chi, tra gestore del locale e consumatore, devono essere imputate le violazioni.

La situazione non è facile da amministrare anche per Daniele Zampaloni di Polpette & Pampero, che vista l'affluenza nel weekend, sostiene una soluzione drastica: "a causa delle complicanze di gestione, tra limitazioni e norme ancora di difficile comprensione, sarebbe meglio chiudere tutto. Sarei per riaprire solo in condizioni normali, ovvero quando e se il virus si sarà contenuto". "La collaborazione c'è – prosegue – ma è davvero impensabile mettere in atto un vero contenimento dei consumatori: sono troppi".

Il titolare della pizzeria Garage 58 si è trovato a dover ridimensionare i posti all'interno:"Le regole dovrebbero essere più coerenti. Se una comitiva prenota per lo stesso tavolo e viene a cena utilizzando la stessa auto, è paradossale farli sedere distanziati tra loro. Per il mio locale vuol dire far accomodare una persona in ogni tavolo, dimezzando i posti e quindi anche gli incassi".

Visti i protocolli, i tavoli dovrebbero essere distanziati di almeno un metro, tale restrizione influisce in maniera negativa sul numero possibile di clienti per servizio.Proprio su questo punto riflette Roberto Taddei di Bistrot 23: "Con i locali ristretti che abbiamo, se continuiamo a dover sostenere gli stessi costi di gestione (tasse e affitto tra le altre) con i numeri di coperti odierni, sarà difficile rimanere in piedi".

Dello stesso avviso Vanessa Valeriani della piadineria Iabù, che ha deciso di rimanere chiusa nonostante i suoi colleghi abbiano riaperto: "Sto aspettando ancora i bonus e la risposta ad un finanziamento richiesto. Se le spese sono del 100 per cento ma si lavora al 30, non è possibile riaprire". E prosegue: "le regole dovrebbero essere più chiare sulle responsabilità dei gestori di locali; ad oggi pensare di dover essere controllori dei nostri clienti non è fattibile."

Sono molti i dubbi su cosa fare e come attuare i giusti protocolli. La cosa certa è che per la stagione entrante sarà dura mantenere gli stessi standard degli anni precedenti.


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2020 alle 11:19 sul giornale del 26 maggio 2020 - 1238 letture

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