Il premio internazionale Red Dot Design Award 2020 al fermano Francesco Valentini e al suo collega Lorenzo Ponzelli. Quando vince la creatività

2' di lettura 24/05/2020 - Il Red Dot Design Award 2020, uno dei più importanti premi del design mondiale, quest'anno è andato nella categoria Product Design, a due creativi marchigiani: Lorenzo Ponzelli e Francesco Valentini. Quest'ultimo, architetto, è originario di Fermo – mentre Ponzelli è jesino - dove è tornato a vivere ed operare dopo una serie di esperienze importanti con personaggi di primo piano nell'ambito dell'architettura e design.

I due marchigiani hanno progettato per la collezione Eclisse 40 un prodotto che la giuria ha voluto premiare per «il concept innovativo... che si ispira alle aperture strombate utilizzate in epoca medioevale».
I due giovani, secondo la rivista DOMUS, hanno introdotto «un nuovo archetipo che permette di guardare la porta da una nuova prospettiva. I profili inclinati di Eclisse 40, unici nella loro categoria, sono in grado di creare una scenografica imbotte attorno al passaggio porta, fino a ora possibili grazie a opere ad hoc in muratura o cartongesso, che solitamente richiedono delle competenze specializzate, aumentando costi e tempi di realizzazione».

Valentini e Ponzelli hanno concepito il telaio «come fosse una cornice, un segno elegante e minimale che dà senso di profondità, mantenendo le proporzioni delle classiche mostrine delle porte interne in legno».
Il premio è stato ritirato dai vincitori in Germania, ad Essen, nello storico complesso industriale della miniera di carbone di Zollverein, dove i lavori erano stati esposti.

«L’ispirazione – hanno raccontano i due marchigiani - prende spunto dall’osservazione dal passato e da chi ci ha preceduto. Nei portali e nelle bucature delle antiche e storiche costruzioni in corrispondenza delle finestre il muro si presentava inclinato e si allargava verso l’interno del vano. Lo scopo era quello di convogliare quanta più luce possibile anche da bucature di dimensioni non troppo grandi. In architettura la tecnica si identifica con il nome di strombatura. In questo prodotto abbiamo mantenuto la proporzionalità delle classiche mostrine delle porte interne in legno. Una caratteristica che l’occhio umano è abituato a vedere da molti decenni. Anche le proporzioni del telaio sono le medesime che vediamo di fronte alle tradizionali porte con stipiti in legno tagliati in obliquo. Il risultato qui è al tempo stesso un profondo cambiamento e un punto di non ritorno che però non crea stravolgimenti, permettendo alla porta di avere una presenza importante e apparire più slanciata».




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2020 alle 10:46 sul giornale del 25 maggio 2020 - 414 letture

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