Il rilancio dei Sibillini. Il caso della Cooperativa di Comunità

3' di lettura 22/05/2020 - «La nostra storia inizia nel 1991, con la chiusura dell’ultimo bar del paese. Poco tempo prima, aveva abbassato la serranda anche l’ultima “bottega”. E si sa, quando in un paese non ci sono più né un bar né un negozio, quel paese è destinato a morire, perché viene a mancare un punto di aggregazione. Così, noi ragazzi della pro loco, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo costituito la Cooperativa Valle dei Cavalieri, dal nome della zona geografica in cui si colloca Succiso»

Succiso si trova in provincia di Reggio Emilia. Lessi questa notizia due anni fa sul sussidiario.it. Ne parlava un docente di statistica, presidente di una fondazione, indicando quel tipo di aggregazione come una risposta forte ai problemi dei nostri borghi.

Ma qualcosa di simile esiste anche nella Terra di Marca. È la Cooperativa di Comunità dei Sibillini. Nata nel 2018, con sede a Montemonaco in viale Trento 11, ha come obiettivo il rilancio dei territori che s'avvoltolano intorno alla montagna fatata. Quei comuni che il terremoto prima, le chiusure da Covid, il dissesto idro-geologico e l'abbandono di tante frazioni stanno mettendo in serio pericolo.

Il presidente della Coop è Ugo Pazzi, responsabile regionale di Slow Food. Ne fanno parte inoltre una cooperativa sociale, un'altra culturale (Il Chirocefalo), tre produttori agricoli e otto persone fisiche. La segreteria è tenuta da quel motore mobile rappresentato da Chiara Antognozzi.

Nel periodo della quarantena, la Coop s'è impegnata ogni sabato nella consegna a domicilio di cassette di verdura prodotta nella Valle dell'Aso. I comuni serviti sono stati quelli di Comunanza, Montemonaco, Montefalcone Appennino, Amandola, Montefortino, Force... Ora, con la riapertura del mercato agricolo di Comunanza, sabato 23 maggio, la Coop di Comunità incentrerà la sua attenzione sui prodotti biologici di alcune piccole aziende come quella di Mattia Di Nicolò e i fratelli Tuzi. Ma l'obiettivo è più ampio. «Lo scopo – si legge in un documento – è quello di ripensare e rigenerare il territorio colpito dal sisma» anche sotto il profilo turistico. Non a caso, il vice presidente è Silvio Antognozzi titolare dell'agriturismo La Cittadella di Montemonaco e già presidente di Piceno DMO, associazione che coinvolge oltre 400 imprese turistiche del territorio.

La Coop di Comunità s'è già mossa confezionando pacchetti turistici presentati al BITESP (Borsa internazionale del turismo esperenziale) di Venezia, a gennaio del 2019, e al BITAC (Borsa italiana del turismo) di Perugia il mese successivo. Tra le proposte: le escursioni al lago di Pilato, alla Grotta della Sbilla, alla fioritura delle orchidee selvatiche, alle aziende agricole del territorio.

La Coop si appoggia ad alcune agenzie turistiche e a guide ambientali. Intanto è stato acquistato un pulmino che viene messo a disposizione dei turisti. Da Slow Food e Autogrill ha ricevuto in dono un Food Truck, un furgone attrezzato per la vendita dei prodotti agricoli, sistemato recentemente anche con cucina.

Insomma, la Coop di Comunità si pone come tentativo di risposta alle necessità della gente di montagna.




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 22-05-2020 alle 12:41 sul giornale del 23 maggio 2020 - 241 letture

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