Il segretario CISL Donati risponde alla lettera aperta di Livini

2' di lettura 08/04/2020 - Tanti gli imput contenuti nella sua nota, ma é assente un passaggio che rieniamo indispensabile: le scuse sue e dei suoi Direttori e Dirigenti al personale sanitario per come é stata affrontata l'emergenza soprattutto nei primi 7-10 gg e per i rischi eccessivi ai quali sono stati esposti gli Operatori, costretti a lavorare senza Presidi e DPI idonei.

Sarebbe stata cosa molto gradita, leggere le sue formali scuse a medici ed infermieri di alcuni ambulatori o Reparti di Fermo, che all'inizio dell'emergenza sono stati oggetto di vergognosa reprimenda da parte sua e della Direzione Sanitaria per aver indossato le mascherine protettive e per aver preteso che le indossassero i pazienti. A questi medici ed infermieri sono state rivolte accuse immotivate di allarmismo, solo per essersi protetti adeguatamente. Oggi, alla luce dell’altissimo numero di Operatori Sanitari contagiati durante il servizio, avrebbe dovuto chiedere scusa a loro ma anche a tanti altri dipendenti.
Caro Direttore, quanto sopra dimostra come sia stata sottovalutato il rischio al quale sono stati esposti i lavoratori. L’emergenza di dimensione epocale è sicuramente un’attenuante ma non può e non dovrà essere motivo di “assoluzione a prescindere” più morale che di altro tipo, per non aver messo in condizione di lavorare in piena sicurezza, fin dall’inizio, proprio gli Operatori che dovevano fronteggiare il virus sul campo. Non parliamo poi del ritardo nel sottoporre a tampone i casi sospetti.
Stiamo purtroppo assistendo ad errori di approccio anche sul territorio. Le disposizioni impartite dal Responsabile del SPP e dal Direttore FF del Territorio agli Infermieri dell’ADI su come proteggersi dal possibile contagio COVID, preoccupano molto e lasciano estremamente perplessi. La carenza di camici e mascherine, non possono giustificare l’approssimazione dei sistemi di sicurezza. Sarebbe assurdo replicare alcuni errori visti in area ospedaliera sul territorio. In primis, non considerare possibile positivo ogni paziente o utente. In casa dei malati, si va solo se tutti i presidi di protezione sono a disposizione.
Egregio Direttore, troppo semplice, attribuire tutte le responsabilità, all'emergenza! La storia farà luce su quanto avvenuto ma delle semplici scuse sarebbero state ben accette. Comunque è ancora in tempo per rimediare.






Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2020 alle 18:12 sul giornale del 09 aprile 2020 - 690 letture

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