Casette d’Ete: il disperato appello di Thomas per avere un tampone

virus 3' di lettura 05/04/2020 - Il giovane ragazzo di Casette d’Ete ha lanciato da qualche ora un disperato appello sui social: chiede un tampone per sé e la sua famiglia, dopo che il coronavirus ha portato via suo nonno e costretto al ricovero suo padre.

Thomas Castellucci è un giovane di Casette d’Ete (Sant’Elpidio a Mare), la cui vita è stata bruscamente stravolta dal COVID-19. Dopo aver perso il nonno a causa del virus, ora anche il padre del ragazzo è gravemente malato. Il giovane vorrebbe sottoporre a tampone sé e tutta la sua famiglia, proprio perché teme che il contatto con suo nonno prima e suo padre poi possa aver favorito il contagio. Purtroppo, però, nella caotica situazione di emergenza che stiamo vivendo, nessuno sembra essere in grado di rispondere alla richiesta di Thomas. Per questo, oggi ha deciso di lanciare un appello via facebook, per far conoscere la sua storia e chiedere aiuto. Un appello che in poche ore ha raggiunto una grandissima visibilità e ha raccolto grande solidarietà da parte di tutta la cittadinanza.

Condividiamo anche noi il messaggio di Thomas, con l’auspicio che possa riuscire a trovare un aiuto concreto per sé e la sua famiglia:

Ciao a tutti, mi chiamo Thomas e vengo da casette d’Ete, un piccolo paese del fermano. Qualche giorno fa mio nonno è venuto a mancare dopo un’operazione al femore in una struttura pubblica/privata. Tornato a casa dall’operazione, nel giro di qualche giorno ha avuto la febbre alta e dopo poco se ne è andato. Di lì a poco si è ammalato anche mio padre, un uomo giovane di 60 anni senza patologie pregresse. Abbiamo iniziato subito a sospettare che fosse COVID-19 perché la circostanza ci ha dato modo di dubitarlo. Così abbiamo iniziato a cercare aiuto e informazioni, abbiamo chiamato mare e monti. Il medico curante nn si è visto, nessuno che potesse controllare la situazione. Io sono diventato per forza il dottore/infermiere di casa. Alla fine, ringraziando il Signore, con un mio grandissimo amico ci siamo procurati un saturimetro e dopo il risultato mio padre è stato portato d’urgenza all’ospedale. Ora su di lui abbiamo poche notizie ma nn è tanto questo che ci preoccupa perché sappiamo che sta in buone mani e che la situazione è difficile per tutti. La nostra preoccupazione sta nel fatto che prima nonno poi mio padre dopo essere stati infettati sono stati a contatto con tutti noi: mia nonna, mia madre, me, mia sorella con i suoi 3 figli e il marito, mio zio il fratello di mio padre. Noi stiamo semplicemente chiedendo salvaguardia di chi ci sta intorno considerando che siamo usciti tutti inconsapevoli prima della febbre per fare spesa, per fare un tampone per sapere se siamo stati contagiati o siamo asintomatici. Mio padre quando è arrivato in ospedale aveva già un polmone in necrosi, è giovane e non ha patologie pregresse ma ora è grave. Chissà se tra qualche giorno anche noi di casa potremmo trovarci in questa situazione se non provvediamo a fare il tampone e a curarci preventivamente all’aggravarsi della malattia. Stiamo chiedendo di fare un tampone per isolarci anche in casa, affinché questa bestia non distrugga 3 famiglie, eppure chiamiamo e questi signori giocano a palla rimbalzandoci a destra e a sinistra senza fare nulla. A chi devo rivolgermi per un tampone? Per favore, copiate e incollate sulle vostre bacheche e taggatemi.




Roberta Ripa


Questo è un articolo pubblicato il 05-04-2020 alle 20:41 sul giornale del 06 aprile 2020 - 37275 letture

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