Vivere le storie: Giovanna Bonaiuti

6' di lettura 14/01/2020 - Altra vita, altra storia che parte da una regione a noi vicina e che s'instaura nei nostri territori, tra sogni, visioni, amore e poesia.


Incontro Giovanna al Caffè Belli di Fermo, posto preciso per una bella chiacchierata tra appassionati di arte, cultura e scrittura.
Toscana di Grosseto vive a Fermo da ormai tantissimi anni, precisamente al Tirassegno.
E' laureata in lingua straniera e letterature italiane e in Cinema ungherese, oltre ad aver conseguito il diploma al Dams.
Ha vissuto molti anni in Ungheria per motivi di studio, una terra della quale ha ricordi speciali e che rivive sempre con piacere. Anzi mi dice subito:

“Probabilmente anche io ho origine ungheresi, per questo ho scelto proprio quel paese da approfondire. Come ho queste origini? Perché tanti anni fa un mio avo guerriero dell'impero austro-ungarico, venne a combattere in Italia dove incontrò una mia parente che sposò e il legame di sangue è quello che oggi mi vede qui.”
Come mai la passione per la scrittura e la poesia, legata anche questa alla famiglia?
“Bè in un certo senso si, perché siamo stati una famiglia di artisti fin da sempre, dei quali i più famosi sicuramente Dino Bonaiuti attore del cinema muto degli anni '20 e Teresina Gheisis prozia cantante d'opera del Novecento. Ma io scrivo da quando ero piccolina, diciamo dalle elementari e medie. Il merito di questa mia passione però, la devo assolutamente alle insegnanti, te le cito?”
Ovviamente, le dico.
“Giuditta Santapaolo, insegnante d'italiano vecchio stampo, severa ma molto diligente e Carla Capesciotti che mi ha aiutato ad acquisire sicurezza e affinare le mie competenze. Ma il segreto per me è stato soprattutto leggere tantissimo, tant'è che in casa da piccina avevo letto tutti i libri che avevamo e così mio padre prese dei volumi dalla biblioteca di famiglia e m'innamorai perdutamente degli scrittori russi come Dostojesky, Tolstoj oltre ad Hugo ed altri. Ma l'aneddoto più bello è stato quando vinsi il primo premio al vecchio Premio città di Fermo, che veniva bandito tra tutte le scuole di fermo per la scrittura e la poesia, facevo il quinto superiore: bei ricordi.”

La sua tesina delle medie infatti è stata su Guerra e Pace, un grande classico. Mentre quando ha frequentato l'università ha studiato anche tedesco ed è rimasta colpita dalle idee di Goethe.
“Leggere ti fa crescere e maturare, ma oggi c'è troppa illusione di ottenere tutto subito in questo mondo mentre invece dovremmo dare alle cose il giusto valore, col giusto tempo che occorre ad ottenerle”, continua Giovanna.

“Io oggi sono arrivata a scrivere col dizionario dei sinonimi e dei contrari sempre a portata di mano, pensa! Perché voglio essere curiosa e originale sempre. Faccio ricerche mentre scrivo, mi documento, cerco di essere più precisa possibile.”

E cosa hai pubblicato finora?
“Quattro libri di poesia e un romanzo. Il secondo è in uscita e sarà ambientato in Toscana, così come il mio primo dal titolo: Il sogno di Aimone. Una bella soddisfazione per me scriverlo e sapere che tramite il mio autore, è stato consegnato ad un regista ed è in lizza per diventare un film...chissà magari lo sarà davvero.”
E gli altri trattano invece poesia pura? Come sono nati?
“Si, la Panchina innamorata si riferisce al parco davanti alla bocciofila del Tirassegno, il posto dove mi ritrovo ad osservare e creare in assoluta pace. Scrivo a mano, poi passo tutto sul Pc. Pensa che questo libro è nato proprio quando mi trovavo seduta su quella panchina; ad un certo punto ho osservato le scritte che c'erano girandole intorno e una mi colpì composta con della vernice: Sei mia. Ci feci la prima poesia del volume, che è sbocciato definitivamente quando vidi nel tombino affianco queste parole sempre scritte a spray e sempre, secondo me, dalla stessa mano: Ti amo. “
Giovanna mi dice che si lascia trasportare da ciò che vede e percepisce, c'è solamente spontaneità in quello che riversa sulla carta.
Ma c'è anche un legame con Fermo giusto?
“Certamente, sono fermana ormai anche se metà cuore è a Grossetto nella villa dove sono nata.
A Fermo è dedicata una raccolta di poesie, più precisamente sui vicoli della città. Fermo m'ispira, anche con le vicende che vi succedono.”
Giovanna è molto cattolica, credente, ama gli animali e la natura.
“Tant'è che mi sono lasciata calcare la mano e ho fatto amicizia con molti animali che girano intorno alla mia casa; un riccio che cammina, il cane che passeggia ma non solo. Ho anche una serie di animali che mi sono inventata e sono diventati soggetti delle poesie; inventati ma che ho visto e mi hanno trasmesso qualcosa.”
Per esempio?
“Il grillo Ippolito che passa d'estate e si ferma tra le mie piante, o Strellino il pipistrello che ho trovato sulla mia terrazza una sera ferito e che ho aiutato. O ancora Tino il passerotto che viene a prendere le molliche che gli lascio ma sicuramente il mio preferito è Arturo il cane, ha una storia che vorrei narrarti.
Anni fa camminavo per corso Cefalonia e ad un certo punto un cane di grossa stazza mi si parò davanti, tenuto al guinzaglio dal padrone. Per qualche secondo ho avuto paura, ma poi ha iniziato a leccarmi, saltarmi addosso, sembrava volesse comunicare, baciarmi, trasmettermi qualcosa; mi è sembrato mio padre morto da poco che mi salutava.”
Ed oggi come trovi il mondo della poesia e della scrittura in generale?
“Oggi non basta scrivere rime e pensieri, c'è voglia di scrivere ma molti autori sono esagerati o inflazionati. C'è anche minore considerazione sul valore della poesia come “terapia”, che ti permette di esternare un pensiero o alleviare una sofferenza. Se ad esempio muore una persona a me cara, io scrivo. Piango ovviamente, poi mi sfogo così.”
Mi racconta anche che però vede in ascesa e ne è felice, la poesia dialettale che lei ama molto proprio perché vera e semplice. Mi dice anche che ama molto le poesie in dialetto napoletano scritte da Totò, che sono ai più ignorate.

“Per scrivere comunque qualcosa, non basta avere l'ispirazione secondo me serve anche la conoscenza lessicale, grammaticale e l'umiltà di non sentirsi mai arrivati ma farlo con un piacere che soddisfa e rallegra l'animo umano.”

Giovanna negli anni ha partecipato e vinto molti premi letterari in tutta Italia e anche all'estero con delle poesie in inglese, qui un breve elenco:
-PREMIO CITTA’ DI FERMO
-PREMIO CITTA’ DI TRIESTE
-PREMIO CARDINALE BRANDA CASTIGLIONE
-PREMIO CITTA’ DI PRATO
-PREMIO FIRENZE CAPITALE D’EUROPA
-PREMIO UNICAMILANO
-PREMIO INTERNAZIONALE MICHELANGELO BUONARROTI
-PREMIO NAZIONALE DI POESIA L’INFINITO
-PREMIO MASSA CITTA’FIABESCA
-PREMIO ALTAMURA DEMOS
-PREMIO LETTERARIO GIOVANE HOLDEN
-PREMIO PARNASO POESIE SOTTO IL VULCANO 2019
- PREMIO ASCOLTANDO SILENZI DEL MARE
-CONCORSO SUL SENTIERO DELLA DEA VENERE

Inoltre è da due anni membro di giuria nel prestigioso premio Città di Fermo ideato dall'associazione Armonicamente.


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2020 alle 11:11 sul giornale del 15 gennaio 2020 - 1121 letture

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