Amandola: "La maggioranza non vuole trasparenza"

5' di lettura 13/01/2020 - Il gruppo di minoranza all'attacco della maggioranza consiliare.

Forse non tutti sanno che nella seduta del Consiglio Comunale del 23 dicembre 2019 si sarebbe dovuto discutere di una mozione presentata dal gruppo “Amandola è dei Cittadini” che riguardava l'accesso alle informazioni e agli atti comunali. Nelle scorse settimane il sindaco si è lamentato che, a causa delle nostre richieste, gli uffici fossero stati sovraccaricati di lavoro al punto tale da non riuscire a svolgere l'essenziale servizio ai cittadini. Disse anche che chiedevamo gli stessi documenti 4 o 5 volte. Questo è totalmente falso, parafrasando Mark Twain che diceva: “Se non hai letto il giornale, sei disinformato. Se l’hai letto, sei male informato”. È falso. E lo abbiamo dimostrato pubblicando le richieste sulla nostra pagina online, evidenziando come le stesse avessero cadenza mensile. Abbiamo, quindi, presentato una mozione che ci avrebbe consentito di essere immediatamente informati tramite accesso da remoto per mezzo di credenziali senza dover disturbare gli uffici, senza alzare la voce. Questa mozione, presentata il 16 dicembre 2019, ai sensi sia del regolamento del Consiglio Comunale che dello Statuto, doveva essere discussa nel primo Consiglio utile, cioè quello del 23 dicembre. Ciò non è avvenuto. Ci è arrivata una comunicazione con la quale si affermava che la questione era al vaglio degli uffici per valutarne la fattibilità tecnica e giuridica, poiché ritenuta troppo complessa. Nella mozione in questione sono state elencate almeno 10 sentenze e pareri di tribunali amministrativi regionali, Garante per la privacy, ecc. a sostegno della nostra proposta. La questione, pertanto, non è quella di legittimità, che non sussiste. Si pone invece un problema prettamente politico. Traducendo dal politichese, la storia sembra potersi riassumere così: “Non abbiamo avuto il tempo di capire come fare a non darvi l'accesso alle informazioni”. Eppure è strano perché, durante il Consiglio del 23 dicembre, si è discussa una mozione presentata dalla maggioranza di cui noi siamo venuti a conoscenza solo dopo la convocazione del Consiglio stesso, avvenuta il 19 dicembre. Non un messaggio tra capigruppo, non una chiamata, nulla. Ci siamo recati lo stesso giorno in comune per chiederne copia, per capire cosa avremmo dovuto votare. Ebbene non ci è stata data. Questo nonostante l'art. 43 del D.lgs. 267/2000 reciti: “I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato”. Ne abbiamo avuta copia 2 giorni dopo, assieme alle proposte. Un modo furbo, ma discutibile, per dire abbiamo dato tutto nei tempi di legge. La mozione presentata dalla maggioranza trattava della sanità e meno di tre giorni (compresi sabato e domenica) per valutarla sembrano un po' pochi, a meno che si consideri la sanità un tema banale e di secondaria importanza. O è così, oppure è chiaro che sussiste una gravissima discriminazione circa la possibilità di accesso alle informazioni e alla possibilità di preparare osservazioni e proposte che non deve passare inosservata. Anzi, tale atteggiamento, deve allarmare. I Consiglieri hanno il diritto di sapere tempestivamente cosa devono votare perché hanno un dovere di mandato verso i cittadini. Questo comportamento non calpesta solo noi ma anche ogni cittadino che ha diritto ad essere rappresentato. Se lasciato passare inosservato calpesterà anche tutto il Consiglio, il quale non può essere esautorato in questo modo. Abbiamo chiesto che tutti i Consiglieri prendessero una posizione netta, un moto d'orgoglio a difesa delle istituzioni democratiche, ponendo loro queste domande: se foste da questa parte dei banchi cosa fareste? Vi è mai stato negato l'accesso ad un'informazione? E se sì, per quale motivo? Come si può chiedere di votare sulle sorti di una città senza sapere cosa si sta votando? Come si può pretendere che vengano proposti temi di dibattito senza saperne il contenuto? Come si può ostacolare un dibattito su temi così importanti? Come ci si può lamentare della precedente minoranza, definita assente, se poi quando l’attuale è presente e viene scavalcata nel processo decisionale? Il confronto è il seme della crescita. Citando Carlo Galli, già politico della sinistra: “Il pensiero, se il pensiero è unico, non riesce mai a pensare abbastanza”.

Il gruppo “Amandola è dei Cittadini”, pertanto, è molto soddisfatto di aver portato in sede consiliare l'argomento relativo ai servizi ospedalieri. L'ospedale ed i suoi servizi, il grande livellatore. L'argomento condiviso da tutti, sia da coloro che hanno votato un gruppo, sia da quelli che hanno votato l'altro. O almeno così dovrebbe essere. Per troppo tempo è passato in secondo piano. Promesse, slogan, dove fare cosa e quanto tempo ci vorrà per farla. Tutto questo senza definire con certezza quali servizi conterrà la struttura prevista. Mai una presa di posizione deliberata nel luogo adibito alla trattazione del tema, cioè il Consiglio Comunale. Se ne è discusso il 23 dicembre grazie a noi e alla nostra mozione. Pensate cosa si potrebbe fare se non ci fosse ostilità al dialogo, ai pensieri e alle informazioni altrui. Il gruppo consiliare “Amandola 4.0”, non accogliendo il nostro invito, dovrà renderne conto alla cittadinanza.


dal Gruppo consiliare "Amandola è dei cittadini"



Gruppo consiliare "Amandola è dei cittadini"


Questo è un articolo pubblicato il 13-01-2020 alle 06:57 sul giornale del 14 gennaio 2020 - 1940 letture

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