La CGIL e la vertenza Ambruosi & Viscardi

4' di lettura 02/12/2019 - Sulla vertenza Ambruosi & Viscardi, sono intervenuti il Segretario Regionale della Flai Cgil Giorgio Catacchio, il Coordinatore provinciale Flai Cgil Guglielmo Malaspina, insieme alle sigle di categoria della Cisl e della Uil.

Quando su una vicenda, si comincia a speculare, si cominciano a scrivere una serie di inesattezze, che denotano una evidente mancanza di conoscenza dei fatti, come hanno fatto nei giorni scorsi alcuni esponenti di Casa del Popolo e successivamente, con un comunicato, il Segretario provinciale di Sinistra Italiana, attaccando in maniera palese il sindacato confederale, anzi nel caso di Casa del Popolo superando ogni soglia di decenza avendo utilizzato termini come caporalato, “dovreste vergognarvi” o ancor peggio parlando di “omertà”, ritengo che sia giunta l’ora di fare chiarezza sulla questione.
Le
federazioni di Categoria, impegnate nella gestione della vertenza, l’hanno da sempre gestita con la massima trasparenza e soprattutto, coinvolgendo in tutte le fasi della trattativa tutti i lavoratori in forza, compresi quelli che nelle scorsa settimana hanno protestato davanti ai cancelli dello stabilimento.
Il Ccnl agricoltura, prevede che, per i lavoratori che fanno più di 180 giornate lavorative in corso d’anno, vengano richiamati l’anno successivo qualora l’azienda abbia bisogno di assumere a tempo determinato ma, il diritto, non prevede la quantità delle giornate, cioè la durata del nuovo contratto a tempo determinato quindi, con la chiamata, l’azienda soddisfa il diritto dei lavoratori e contestualmente esaurisce i propri obblighi. I lavoratori iscritti a Sicobas hanno lavorato più di 180 giornate, usufruiscono dell’indennità di disoccupazione agricola, che gli garantisce anche la copertura ai fini previdenziali dell’intero anno, ed ora non stanno lavorando perché, come previsto dall’accordo sottoscritto dall’azienda e dalle OO.SS. di categoria maggiormente rappresentative il 06 dicembre 2018, si sta dando precedenza ai lavoratori che hanno lavorato meno giornate in un ottica solidaristica.
Il suddetto accordo, ha previsto inoltre la stabilizzazione di 30 lavoratori da tempo determinato a tempo indeterminato e, per tutti i lavoratori con una anzianità lavorativa di almeno 3 anni, il diritto a lavorare almeno 180 giornate mentre, per quelli con una anzianità inferire, il diritto a lavorare almeno 102 giornate.
L’accordo ovviamente si applica a tutti i dipendenti compresi quelli che hanno incrociato le braccia nei giorni scorsi. Chiarita una volta per tutte, la verità sui fatti, resta da chiarire di cosa dovremmo “vergognarci” o a quale “omertà” si riferiva Alessandro Fulimeni, responsabile di Nuova Ricerca agenzia Res e del servizio ex Sprar, nei sui interventi su Facebook. Così come, il Segretario di Sinistra Italiana, dovrà chiarire di quale “sostegno” parla e quali “posizioni dovremmo rivedere”. Utilizzare il termine “omertà”, riferendosi alle organizzazioni sindacali, richiama al sistema mafioso ed a tutte le organizzazioni malavitose che fondano il proprio esistere proprio nell’omertà.
La Cgil, non può accettare che si utilizzi quel linguaggio, perché offensivo, perché da sempre in prima linea nella lotta a tutte le mafie ed a tutte le forme di malavita organizzata, perché da sempre in prima linea nella lotta al caporalato, perché da sempre in prima linea per la rivendicazione e l’affermazione dei diritti del mondo del lavoro.
E’ offensivo, nei confronti della più grande organizzazione di rappresentanza della provincia di Fermo, è offensivo per i nostri 20 mila iscritti, è offensivo per l’intero gruppo dirigente della Cgil di Fermo che, in questi lunghi anni di crisi, è stato e continua ad essere impegnato nella gestione di centinaia di vertenze che ci ha visti protagonisti nel salvare migliaia di posti di lavoro.
Lo facciamo quotidianamente spinti dalla nostra militanza, spinti dai valori fondativi della nostra organizzazione, lo facciamo e continueremo a farlo, noi si nel più assordante silenzio da parte di tutti, sinistra compresa. Via dell’Annunziata, 1 63023 Fermo Tel. 0734 220811 Fax 0734 225025 email: fermo@marche.cgil.it Ben venga la critica politica, se è costruttiva e soprattutto se parte dal confronto ed una precisa conoscenza dei fatti, cosa che non è mai accaduta in queste settimana, ne con gli esponenti di Casa del Popolo ne con Sinistra Italiana.
Seppur tardi, siamo sempre disponibili a confrontarci, con loro e con chiunque voglia conoscere il punto di vista del sindacato confederale sulla vertenza Ambruosi & Viscardi e su qualsiasi altra vertenza. Se qualcuno aveva bisogno di un po' di visibilità, lo ha fatto nel modo peggiore, attaccando ed offendendo il sindacato confederale, offendendo la Cgil.
La ricerca della visibilità, del consenso, li trovino occupandosi politicamente dei problemi, tanti, della città di Fermo e dell’intero territori della nostra provincia, non sulle vertenze sindacali, su quelle, c’è già chi se ne occupa e chi le presidia, chi difende i diritti dei lavoratori dentro e fuori dalle fabbriche e lo fa da 113, tra tante difficoltà tra vittorie e sconfitte, ma sempre rispettando tutti e per questo ritengo che meritiamo rispetto anche noi!






Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2019 alle 22:43 sul giornale del 04 dicembre 2019 - 1167 letture

In questo articolo si parla di cgil, agricoltura, vertenza, ambruosi

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