Mario Dondero, suo lo spazio Terminal di Fermo

2' di lettura 02/12/2019 - Ricordo di un fotoreporter e uomo di grande umanità, a lui viene intitolato il Terminal di Fermo

È stato inaugurato ieri pomeriggio, 1 dicembre, il Terminal di Fermo, spazio ristrutturato dall'architetto Cisbani e fortemente voluto dalla Regione Marche, che sarà adibito a sala conferenze, mostre ed eventi di vario genere, compresi gli eventi concertistici vista l'attenzione data in fase di manutenzione alla parte acustica.
All'ingresso si legge una citazione di Mario Dondero, al quale lo spazio è dedicato.
"So bene che tutto può essere inventato, costruito, falsificato. Viviamo nel regno dei doppi, delle teorie sulla scomparsa dell'originale, delle seconde vite. Ma se accettassimo il principio che il falso è più aderente alla realtà del vero cadrebbe il rispetto per il mondo, per ciò che vi accade veramente".
Non è la prima volta che il Comune di Fermo dedica attenzione a Mario Dondero; in un passato non troppo lontano gli sono state intitolate esposizioni, libri nonché eventi in cui il suo nome veniva inserito tra i maggiori. Nato a Milano e morto a Petritoli, per molti anni visse in territorio fermano.
Chiamarlo solo fotografo sarebbe riduttivo. Dondero è una figura unica nel panorama del fotogiornalismo mondiale, con i suoi reportage come inviato in medio oriente e per Emergency, solo per citare i più recenti.
Dondero è anche un punto di riferimento per i giovani fotografi in merito alle tecniche utilizzate, fotografiche e stretegiche, nonché per lo sguardo introspettivo, focalizzato sui soggetti e su ciò che rappresentavano. Pasolini, Francis Bacon, il processo di Panagulis fotografato clandestinamente, l'occupazione della Sorbona nel '68. Dondero era presente, sempre sul campo e sempre attento.
"Non fotografai soltanto la rivoluzione e i grandi eventi politici. Fotografai la vita ordinaria degli abitanti dell'Europa, i lavoratori e soprattutto a Parigi fotografai la strada, vero teatro della vita".
Chi ha avuto il piacere di conoscerlo sa anche quanto fosse umano e piacevole. Personalmente l'ho incontrato in treno, intento a trasportare alcune fotografie a Firenze in occasione di una mostra a lui dedicata. Umilmente, quasi meravigliato dalla cosa, mi raccontava che una giornalista stava scrivendo la sua biografia.
"A chi interessa la mia vita?" mi chiese, quasi a non sapere di essere Mario Dondero. Avevo davanti un grande quanto semplice uomo che, con pantaloni di velluto e la semplicità di una persona pura, mi offriva una birra in lattina.
La prima esposizione del nuovo Terminal di Fermo si concentrerà proprio sulla fotografia e su alcuni scatti inediti di Dondero (dal 21 dicembre al 1 marzo).






Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2019 alle 14:27 sul giornale del 03 dicembre 2019 - 775 letture

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